Concetta Tomasetti lancia l’idea dell’oratorio: «Aiutiamo i giovani a costruire relazioni reali»


La volontaria ha già individuato una possibile sede e anche gli sponsor, ma serve l’impegno di un gruppo di persone

Concetta Tomasetti, 65 anni (foto di Sabino Battista)

L’oratorio o centro giovanile è il luogo dove un gruppo di animatori, generalmente giovani, gestiscono i bambini e i ragazzi. Le attività dell’oratorio sono principalmente pastorali, come la catechesi dei bambini e dei ragazzi, incontri di vario tipo per la comunità dei fedeli, il teatro, la musica e le sagre. È questa l’idea che Concetta Tomasetti intende promuovere per la città del Sabato.

Perché un oratorio ad Atripalda?

Ritengo necessario avere un luogo di aggregazione dove i giovani possano riunirsi allo scopo di contrastare questo momento di disorientamento. Vedo giovani spesso alla deriva, senza punti di riferimento, che non avendo niente da fare e dove riunirsi preferiscono frequentare i locali e spesso cadono vittime della disperazione se solo pensiamo al caso recente di quel quindicenne che ha tentato il suicidio ad Avellino. Questi giovani hanno bisogno di una palestra di relazioni per uscire da quel mondo virtuale in cui spesso si rifugiano e a questo scopo sarebbe utile che trovassero un luogo dove possano essere seguiti da adulti responsabili e preparati.

Lei come lo organizzerebbe?

Prima di tutto farei un appello ai genitori affinché diano la propria disponibilità. In secondo luogo cercherei l’appoggio di persone della comunità che abbiano a cuore i giovani. A tale scopo sarebbe utile organizzare un dibattito pubblico in cui si illustri l’iniziativa e si chieda l’apporto di persone di buona volontà che formino una task force eventualmente composta da membri dei gruppi parrocchiali o da insegnanti in pensione. Sto già cercando di contattarne alcuni.

Quanto verrebbe a costare un’iniziativa di questo tipo?

Il costo dipende da cosa vogliamo mettere in questo oratorio e dalle richieste dei giovani. Ho già individuato una sede e persone disponibili a contribuire economicamente alla realizzazione del progetto per cui sul profilo economico non c’è problema. L’unica cosa che manca sono i volontari e io desidero rivolgere un appello a tutti coloro che possono mettere a disposizione parte del loro tempo per i nostri giovani.

Sara Luciano



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