Google informa gli utenti europei, anche in Italia, sulle modalità con cui usa cookie e dati personali prima dell’accesso ai suoi servizi online, attraverso una schermata di consenso che compare oggi, 11 luglio 2026, per spiegare finalità tecniche, misurazione dell’audience, sicurezza e personalizzazione dei contenuti pubblicitari. Il messaggio, visibile prima di proseguire verso Google Search e altri servizi del gruppo, chiede di scegliere tra “Accetta tutto”, “Rifiuta tutto” o “Altre opzioni”, rimandando anche agli strumenti di gestione della privacy disponibili su g.co/privacytools.
Cookie Google, cosa viene chiesto agli utenti prima dell’accesso
La schermata “Before you continue to Google” chiarisce che Google utilizza cookie e dati per garantire il funzionamento dei propri servizi, mantenerli attivi e proteggerli da spam, frodi e abusi. È la parte più tecnica del consenso, quella legata alla continuità del servizio: senza questi strumenti, spiega il gruppo nel testo informativo, sarebbe più difficile monitorare malfunzionamenti, prevenire accessi anomali e assicurare una navigazione stabile.
Il messaggio indica poi una seconda area di utilizzo: la misurazione del coinvolgimento degli utenti e delle statistiche del sito. In altre parole, Google raccoglie dati aggregati per capire come vengono usati i servizi e per migliorarne la qualità. Non si tratta, almeno in questa fase descritta nella schermata, di personalizzazione pubblicitaria, ma di informazioni utili a valutare prestazioni, traffico e interazioni. Un passaggio breve, però centrale, perché distingue le funzioni necessarie da quelle aggiuntive.
Accetta tutto o rifiuta tutto: la differenza nel consenso
La scelta più visibile è tra “Accept all” e “Reject all”. Se l’utente seleziona “Accetta tutto”, Google comunica che userà cookie e dati anche per sviluppare e migliorare nuovi servizi, misurare l’efficacia degli annunci, mostrare contenuti personalizzati e proporre pubblicità personalizzata in base alle impostazioni dell’utente. È qui che il consenso si allarga: non più soltanto sicurezza e funzionamento, ma anche esperienza su misura e advertising.
Se invece si sceglie “Rifiuta tutto”, Google afferma che non utilizzerà i cookie per queste finalità aggiuntive. Restano, secondo quanto indicato nella schermata, gli impieghi necessari per fornire e mantenere i servizi, controllare interruzioni e proteggere la piattaforma. La distinzione, per l’utente, non è sempre immediata: il linguaggio è tecnico, ma la struttura del messaggio prova a separare ciò che serve al funzionamento da ciò che riguarda annunci mirati e contenuti calibrati sul profilo di navigazione.
Contenuti personalizzati e annunci: il ruolo di ricerche, posizione e attività
Nel testo Google precisa che i contenuti non personalizzati possono comunque essere influenzati da elementi come ciò che l’utente sta visualizzando, l’attività nella sessione di ricerca in corso e la posizione geografica. Anche gli annunci non personalizzati, si legge, possono dipendere dal contenuto della pagina consultata e dalla posizione generale. Non è profilazione individuale nel senso più stretto, ma un adattamento al contesto: pagina, luogo approssimativo, ricerca aperta in quel momento.
La personalizzazione, invece, entra in gioco quando vengono usate informazioni legate all’attività precedente da quel browser, come ricerche Google effettuate in passato, risultati consultati o interessi dedotti nel tempo. In quel caso, contenuti e annunci possono diventare più aderenti alle abitudini dell’utente. Google aggiunge anche un riferimento all’età: i cookie e i dati possono essere impiegati per adattare l’esperienza e renderla adeguata, quando pertinente, alla fascia anagrafica. Una formula prudente, ma significativa.
Privacy e controlli: il rimando agli strumenti di gestione
Per chi non vuole fermarsi alle due scelte principali, la schermata propone il pulsante “More options”, cioè “Altre opzioni”, con informazioni ulteriori sulla gestione delle impostazioni di privacy. Da lì l’utente può modificare preferenze più granulari, invece di accettare o rifiutare in blocco. È un passaggio richiesto anche dal quadro normativo europeo sulla protezione dei dati, che negli ultimi anni ha reso più stringenti gli obblighi di trasparenza per le grandi piattaforme digitali.
Google rimanda inoltre al sito g.co/privacytools, accessibile in qualsiasi momento, dove sono raccolti strumenti per controllare privacy, annunci e dati dell’account. La schermata non fornisce numeri sul volume di dati trattati né indica tempi di conservazione nel testo mostrato, ma rinvia alle impostazioni e alle informative collegate. Per l’utente, il punto resta pratico: leggere, scegliere e sapere che quella decisione può incidere su pubblicità, risultati e contenuti visualizzati durante la navigazione quotidiana.





