Cronaca

Scampia ritrova la targa dedicata a San Giovanni Paolo II

Persone in piazza applaudono davanti a una targa commemorativa su un muretto, con mazzo di fiori ai piedi
Cerimonia pubblica in piazza a Scampia per la targa commemorativa dedicata a San Giovanni Paolo II, tra cittadini e rappresentanti istituzionali.

A Scampia, nella piazza intitolata a San Giovanni Paolo II, è stata ripristinata oggi la targa dedicata al Pontefice che nel novembre del 1990 visitò il quartiere napoletano, dopo che la lastra originaria era stata vandalizzata nel 2009 e poi rimossa, in un’iniziativa promossa per restituire memoria e dignità a un luogo centrale della vita civile del territorio.

Scampia ritrova la targa di San Giovanni Paolo II

In una piazza gremita di giovani, residenti e rappresentanti delle istituzioni, il momento della scopertura della targa è stato accolto da applausi e da un silenzio breve, quasi spontaneo, prima delle parole ufficiali. La cerimonia ha riportato al centro della scena pubblica un episodio rimasto nella memoria del quartiere: la visita di Giovanni Paolo II a Scampia nel 1990, quando il Papa parlò alla popolazione e pronunciò una frase che molti, ancora oggi, ripetono come un monito: “Non arrendetevi al male. Mai”.

La nuova collocazione della targa commemorativa richiama anche la storia della piazza, la cui intitolazione al Pontefice fu concessa dal Comune di Napoli dopo una raccolta di firme promossa dal comitato civico “Piazza Perbene”. Fu un percorso nato dal basso, con l’impegno di cittadini e volontari, in anni in cui Scampia cercava spazi di riconoscimento pubblico lontani dai soli racconti legati al degrado e alla criminalità. Una battaglia civile, prima ancora che amministrativa.

Le istituzioni in piazza con cittadini e parrocchie

Alla cerimonia erano presenti il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’assessore comunale Antonio De Iesu, rappresentanti delle forze dell’ordine e diversi sacerdoti del territorio. Tra loro don Alessandro Gargiulo, parroco di Maria Santissima del Buon Rimedio e decano dell’ottavo decanato della Chiesa di Napoli, don Federico Scognamiglio, responsabile della pastorale giovanile e vocazionale della diocesi, e don Silvio d’Aniello, parroco della comunità Giuseppe Moscati.

C’era anche Mario Ansaldi, presidente dell’allora comitato “Piazza Perbene”, che raccolse migliaia di firme per ottenere l’intitolazione della piazza a San Giovanni Paolo II. Accanto a lui Massimo Iaquinangelo, giornalista e consigliere regionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana della Campania, autore con don Gargiulo del saggio storico “Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia”. Presenze diverse, istituzionali e civili, riunite in un luogo che negli anni ha visto passare ferite, attese, lavori, promesse. E anche molta resistenza quotidiana.

Il ricordo della visita del Papa nel 1990

La visita di Giovanni Paolo II a Scampia, nel novembre del 1990, resta uno dei passaggi più forti nel rapporto tra la Chiesa di Napoli e le periferie della città. Il Pontefice arrivò in un quartiere giovane, segnato da problemi sociali già evidenti, ma anche da una comunità viva, fatta di parrocchie, scuole, famiglie e associazioni. In quel contesto, le sue parole contro il male e la rassegnazione furono lette come un invito a non cedere alla paura.

Don Alessandro Gargiulo ha spiegato che il ripristino della targa rappresenta “dignità per un luogo storico di Scampia, legato a un episodio di grande valore spirituale e civile”. Poi ha aggiunto che vedere tanti giovani e cittadini in piazza ha mostrato come la memoria di Giovanni Paolo II continui a camminare nel quartiere, non come ricordo distante, ma come riferimento concreto. “È una memoria che chiede responsabilità”, ha confidato a margine della cerimonia, mentre alcuni ragazzi si fermavano a fotografare la nuova lastra.

Legalità, memoria e riscatto per il quartiere

Il prefetto Michele di Bari ha definito l’iniziativa un “segnale di legalità e verità storica”, due elementi che, ha osservato, restano centrali per il riscatto e la crescita di Scampia. Non una semplice cerimonia, dunque, ma un gesto pubblico in un quartiere dove ogni simbolo viene letto anche per ciò che produce nella vita di tutti i giorni: fiducia, appartenenza, cura degli spazi comuni. Piccole cose, si direbbe. Ma qui contano.

L’assessore Antonio De Iesu ha sottolineato che la piazza “ritrova il suo legittimo intestatario” e ha ribadito l’impegno del Comune di Napoli a sostenere le iniziative per la tutela della memoria collettiva e il rispetto della legalità. Il ripristino della targa, dopo il vandalismo del 2009 e la successiva rimozione, chiude così una ferita rimasta aperta per anni. Solo allora, davanti alla lastra tornata al suo posto, il senso dell’iniziativa è apparso chiaro: restituire a Scampia un pezzo della sua storia, senza retorica, nel nome di un Papa che qui invitò tutti a non arrendersi.

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