Panorama

Vacanze a costo zero: così abbiamo risparmiato 6.000 sterline scambiando casa con sconosciuti

Asciugamani piegati e chiavi su un tavolo, con una famiglia che esce di casa e una valigia aperta sullo sfondo
Asciugamani, chiavi e valigia pronta in una casa ordinata: i preparativi tipici di uno scambio casa per risparmiare in vacanza.

Scambiare casa con sconosciuti per spendere meno in vacanza è la scelta fatta negli ultimi due anni da Henry Vanderpump, 42 anni, dalla moglie Elliw, 39, e dai loro due figli, che dal Cheshire hanno viaggiato in Germania e Danimarca senza pagare l’alloggio, spinti dal caro vita e dal desiderio di provare un modo diverso di viaggiare.

Vacanze con scambio casa, il caso della famiglia Vanderpump

La famiglia Vanderpump vive in una casa con cinque camere da letto a Tarporley, nel Cheshire rurale, e ha utilizzato la piattaforma Home Link per organizzare due scambi: uno ad Amburgo, nel 2024, e uno a Copenaghen, l’anno successivo. Il meccanismo è semplice, almeno sulla carta: loro dormono nella casa di un’altra famiglia, mentre gli altri ospiti soggiornano nella loro. Nessuno paga l’alloggio, a parte la quota annuale di iscrizione al sito.

Secondo Henry, il risparmio è stato consistente: circa 2.500 sterline per viaggio solo sull’accomodation, a cui si sono aggiunte altre 700 sterline grazie allo scambio delle auto. «Prima facevamo una vacanza estiva, ora ne facciamo due», ha raccontato, spiegando che anche i bambini hanno preso bene l’idea di vedere qualcun altro abitare, per qualche giorno, nella loro casa. Una piccola stranezza familiare, diventata presto normalità.

Il fenomeno degli home exchange non è nuovo: esiste almeno dagli anni Cinquanta. Eppure, negli ultimi anni, secondo gli operatori del settore, sta tornando a crescere perché molte famiglie cercano di contenere i costi senza rinunciare ai viaggi. Non solo risparmio, però. Per alcuni, il punto è uscire dal circuito degli hotel e degli appartamenti turistici tutti uguali.

Vivere come una famiglia locale, lontano dalle rotte più battute

Per Henry Vanderpump, il vantaggio maggiore dello scambio casa non è stato soltanto economico. Ad Amburgo, la famiglia ha vissuto per una settimana in un quartiere residenziale, seguendo i consigli dei proprietari e visitando laghi ai margini della città, lontani dai percorsi più frequentati dai turisti. «Abbiamo vissuto come una famiglia tedesca», ha detto, con una formula semplice ma efficace.

A Copenaghen, invece, i Vanderpump hanno trovato una casa “molto scandinava”, tutta su un piano e con pochi oggetti in giro. I proprietari avevano lasciato anche alcune bici elettriche, usate per raggiungere la spiaggia, fare il bagno nel Baltico e provare ristoranti indicati in una guida preparata prima della partenza. In quel momento, ha spiegato Henry, la vacanza ha assunto un tono diverso: meno consumo, più vita quotidiana.

Non tutti, però, si sentono tranquilli all’idea che degli sconosciuti dormano nel proprio letto o usino la propria cucina. C’è anche un lavoro preliminare da fare: pulire, liberare armadi e cassetti, lasciare istruzioni per elettrodomestici, raccolta dei rifiuti, emergenze. E serve flessibilità. Home Link segnala che i membri inviano spesso tra 10 e 15 messaggi prima di trovare una proposta concreta.

Piattaforme, punti e nuove abitudini di viaggio

«Le prenotazioni all’ultimo minuto non funzionano sempre», ha spiegato May Burrough, 38 anni, chief operating officer a Londra, che negli ultimi tre anni ha fatto 34 scambi casa usando HomeExchange. Il suo caso è diverso da quello dei Vanderpump: May non organizza sempre scambi diretti, ma ospita viaggiatori nel suo appartamento nel centro di Londra mentre si trova all’estero, spesso in Francia dal compagno.

Così accumula punti sulla piattaforma, da usare in altri periodi per soggiornare in case altrui. May calcola di aver risparmiato tra 5.000 e 8.000 sterline grazie a soggiorni in luoghi come Barcellona e le Alpi svizzere. Apprezza, ha confidato, il “senso di comunità” degli scambi, anche se non tutto è sempre filato liscio: una volta pensava di aver prenotato un intero appartamento e invece si è ritrovata con una stanza in una casa condivisa.

Prima dell’arrivo degli ospiti, racconta, cerca di lasciare l’appartamento pulito, prepara lenzuola e asciugamani, libera un po’ di spazio nell’armadio e chiude gli oggetti di valore. Poche regole, ma concrete. Le principali piattaforme dichiarano di verificare i profili degli iscritti e invitano gli utenti a recensirsi a vicenda, un passaggio che aiuta a costruire fiducia prima dello scambio.

Assicurazioni, danni e fiducia: cosa controllare prima di partire

Il tema della sicurezza resta centrale. L’Association of British Insurers consiglia a chi ospita di controllare in anticipo che la propria assicurazione sulla casa e sul contenuto offra la copertura necessaria. Allo stesso modo, suggerisce di verificare la polizza viaggio prima di soggiornare in un’abitazione privata, per capire se eventuali danni accidentali siano inclusi.

Petra Novak, 34 anni, usa la piattaforma Kindred mentre lavora da remoto in varie città europee. Ha stimato un risparmio tra 18.000 e 20.000 sterline grazie agli scambi casa e ha spiegato che, nelle poche occasioni in cui qualcosa si è danneggiato nel suo appartamento londinese, è intervenuta la copertura prevista dalla piattaforma. All’inizio, ha ammesso, era nervosa all’idea di affidare la casa a sconosciuti. Poi l’abitudine ha preso il sopravvento.

Per sentirsi più tranquilla, Petra controlla spesso i profili social dei potenziali ospiti e apprezza chi accompagna la richiesta con una breve presentazione personale. «Mi piace quando qualcuno spiega chi è e perché vuole venire a Londra», ha raccontato. È un dettaglio piccolo, quasi informale. Ma in un sistema fondato sulla fiducia tra estranei, può fare la differenza.

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