Cronaca

Terremoto in Molise, scossa di magnitudo 4.1 avvertita fino a Caserta

Residenti fuori in una piazzetta di paese di montagna di notte, con auto a fari accesi e lampioni
Abitanti in strada nella notte in un borgo montano, immagine simbolica della scossa di terremoto avvertita in Molise.

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 è stata registrata dall’Ingv poco dopo la mezzanotte di oggi, nell’area di Pizzone, in provincia di Isernia, al confine tra Molise, Abruzzo e Lazio, provocando paura tra i residenti perché il movimento è durato alcuni secondi ed è stato avvertito anche in zone lontane dall’epicentro.

Terremoto a Pizzone, scossa avvertita nel Molise e nelle regioni vicine

Il sisma, secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto epicentro nel territorio comunale di Pizzone, piccolo centro dell’Alto Molise non lontano dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La profondità stimata è di 10 chilometri, un dato che spiega in parte la percezione netta della scossa in diversi comuni dell’area. In paese, come in altre località della provincia di Isernia, molte persone si sono svegliate di colpo: finestre che vibrano, letti che tremano, cani che abbaiano. Poi la scelta più istintiva. Uscire.

La scossa è stata segnalata non solo nell’isernino, ma anche in alcune zone delle province di Chieti, L’Aquila e Caserta, secondo le prime testimonianze raccolte nelle ore successive. “È durata pochi secondi, ma si è sentita bene”, ha raccontato un residente della zona, rimasto in strada con altri vicini per diversi minuti. In casi come questo, la percezione può variare molto da comune a comune: dipende dalla distanza dall’epicentro, dalla conformazione del terreno e anche dal tipo di edificio in cui ci si trova.

Nessun danno segnalato dopo il sisma di magnitudo 4.1

Al momento, in base alle prime verifiche, non risultano danni a persone o cose. Le autorità locali e i tecnici stanno comunque monitorando la situazione, come avviene dopo ogni evento sismico avvertito dalla popolazione. Le prime ore, in questi casi, servono a raccogliere segnalazioni, controllare eventuali lesioni negli edifici più vulnerabili e verificare le condizioni delle infrastrutture. Una procedura ordinaria, ma necessaria.

Nei comuni più vicini all’epicentro, la paura è stata il sentimento dominante. Diverse famiglie sono scese in strada con giacche indossate in fretta, telefoni in mano e lo sguardo rivolto ai palazzi. Qualcuno ha acceso l’auto, altri hanno atteso nei pressi delle piazze o lungo le strade principali. “Abbiamo sentito un colpo secco, poi il tremore”, ha confidato un abitante dell’area. Non si sono registrate, secondo le informazioni disponibili, richieste di soccorso legate a feriti o crolli.

Seconda scossa nella notte, magnitudo 2.2 alle 3:41

Nella stessa area è stata poi registrata una seconda scossa di magnitudo 2.2, alle 3:41, con ipocentro a circa 9 chilometri di profondità. Un evento più lieve, ma comunque percepito da una parte della popolazione già in allerta dopo il primo sisma. Le repliche, anche di intensità minore, possono aumentare la preoccupazione, soprattutto nelle ore notturne, quando la capacità di valutare con calma quanto accade è ridotta.

L’Ingv ha localizzato entrambi gli eventi nel settore appenninico compreso tra Molise e Abruzzo, una fascia sismica nota e monitorata. Non significa, di per sé, che debbano seguire scosse più forti: la sequenza sarà valutata dai sismologi sulla base dei dati strumentali raccolti nelle prossime ore. Per ora il quadro resta quello di un terremoto avvertito in modo ampio, con una replica più debole e senza conseguenze accertate. Solo allora, con i controlli completati, si potrà avere un bilancio più stabile.

Controlli e indicazioni di sicurezza dopo la scossa

Dopo una scossa di terremoto, la raccomandazione delle autorità di protezione civile è di evitare comportamenti rischiosi: non usare ascensori, non sostare sotto cornicioni o balconi, non rientrare in edifici che presentano crepe nuove o anomalie evidenti. Se si notano danni, la segnalazione va fatta ai canali comunali o ai numeri di emergenza. Meglio una verifica in più, soprattutto nei centri storici e negli immobili più datati.

Nelle prossime ore i Comuni dell’area di Pizzone e della provincia di Isernia continueranno a seguire l’evoluzione della situazione insieme agli enti competenti. Per i cittadini, il riferimento resta la comunicazione ufficiale dell’Ingv e della Protezione civile, evitando la diffusione di messaggi non verificati sui social. La notte, per molti, è proseguita con poca voglia di tornare a dormire. Paura comprensibile, in un territorio che conosce bene il rischio sismico e che, anche per questo, resta sotto osservazione.

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