Panorama

La Francia evacua una località turistica mentre centinaia fuggono dagli incendi in barca

Evacuati con valigie e zaini salgono su un traghetto in un piccolo porto, con fumo d’incendio sullo sfondo
Evacuazione via mare in un porto costiero: residenti e turisti si imbarcano mentre il fumo degli incendi oscura il cielo.

Le autorità francesi hanno ordinato venerdì mattina l’evacuazione dell’intera penisola di Cap Ferret, sulla costa sud-occidentale della Francia, dopo che gli incendi nella Gironda, divampati martedì a Saumos e alimentati dal vento, hanno bruciato 8.700 ettari e costretto decine di migliaia di residenti e turisti a lasciare l’area, anche via mare, per evitare che le fiamme chiudessero l’unica strada verso Bordeaux.

Cap Ferret evacuata, migliaia in fuga tra strada e barche

La penisola di Cap Ferret, stretta tra l’Atlantico e il bacino di Arcachon, è stata posta in evacuazione totale nelle prime ore di venerdì dalla prefetta della Gironda, Sophie Brocas, che ha parlato di “fase finale” dell’operazione. L’ordine riguarda un territorio che in inverno conta meno di 8 mila abitanti, ma che in piena stagione può arrivare a ospitare fino a dieci volte tanto tra seconde case, campeggi, alberghi e piccoli villaggi affacciati sull’acqua.

Il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, ha spiegato ai giornalisti che 40 mila persone erano già state evacuate o si trovavano in fase di trasferimento dalla penisola. “Un totale di 80 abitazioni è bruciato, circa 50 sono state distrutte del tutto”, ha detto, mentre squadre dei vigili del fuoco continuavano a lavorare tra pinete, strade secondarie e zone residenziali.

La via principale indicata dalle autorità è la D106, l’unico collegamento terrestre verso Bordeaux, che corre lungo il lato orientale della penisola. Per chi non poteva spostarsi in auto, o rischiava di restare bloccato nel traffico, sono state messe a disposizione imbarcazioni tra le 7 e le 10 del mattino da quattro pontili locali. Una scena insolita, raccontata da un consigliere comunale: circa 2 mila sfollati erano già arrivati in barca al porto di Arcachon, sull’altra sponda della baia.

Gironda sotto pressione, fiamme da giorni e case sorvegliate

Gli incendi nella regione della Gironda continuano da giorni e, secondo le autorità francesi, hanno già consumato 8.700 ettari, pari a circa 21.500 acri. Le fiamme sono partite martedì nell’area di Saumos e hanno continuato ad avanzare anche nella notte, nonostante il lavoro dei mezzi aerei e delle squadre a terra. Nessuna nuova vittima è stata segnalata durante la notte nel sud-ovest della Francia, ma due vigili del fuoco sono morti martedì mentre intervenivano su un rogo nei pressi dell’aeroporto di Bordeaux.

La sindaca di Arès, comune affacciato sul bacino di Arcachon e situato a sud-est di Lège-Cap-Ferret, ha confermato che anche la sua città è interessata dalle evacuazioni. Giovedì, nella sola Gironda, circa 20 mila persone erano già state allontanate, molte delle quali ospiti dei campeggi della penisola. A La Porge, ha precisato la prefetta Brocas, le operazioni si sono svolte “con calma”, senza incidenti di rilievo.

Le autorità hanno invitato la popolazione a non raggiungere le zone colpite, anche per non intralciare i soccorsi. Le case lasciate vuote, ha aggiunto la prefettura, saranno controllate per prevenire furti e vandalismi. Sul terreno restano “risorse significative”, mentre nuovi rinforzi terrestri e aerei sono attesi nelle prossime ore. In queste situazioni, il tempo pesa. E ogni cambio di vento può spostare la linea del fuoco.

Macron chiede aiuto all’Unione europea

Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito giovedì sera “molto tesa” la situazione degli incendi in Francia, con attenzione speciale alla Gironda, dove il fronte del fuoco resta il più critico. Macron ha confermato di aver chiesto assistenza all’Unione europea, attivando i canali di protezione civile per rafforzare la risposta nazionale.

Secondo l’Eliseo, il supporto dovrebbe arrivare sotto forma di aerei antincendio messi a disposizione da Croazia, Portogallo, Repubblica Ceca e Slovacchia. Mezzi preziosi, perché in aree come Cap Ferret la combinazione tra vegetazione secca, accessi limitati e alta presenza turistica rende più complesso ogni intervento. Non è solo una questione di spegnere le fiamme: bisogna liberare strade, accompagnare anziani, svuotare campeggi, tenere insieme informazioni e panico.

Più a sud, lungo la costa atlantica, un altro grande rogo scoppiato giovedì pomeriggio nella zona di Biscarrosse, nel dipartimento delle Landes, ha portato all’evacuazione di oltre 23 mila persone. Circa 18 mila hanno lasciato Biscarrosse, altre 5 mila Parentis-en-Born, compresi ospiti di campeggi, una casa di riposo e un campo estivo. Il quadro, nelle parole dei soccorritori, resta mobile: alcune aree vengono liberate in anticipo, altre solo quando il fronte si avvicina.

Spagna in emergenza nazionale, roghi fuori controllo vicino Madrid

Anche la Spagna affronta ore difficili, con incendi attivi in diverse zone non lontane da Madrid e il governo che ha dichiarato l’emergenza nazionale. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha annunciato la misura mentre le fiamme avanzavano a Villa del Prado e San Martín de Valdeiglesias, nella regione madrilena, e a Burgohondo, nella provincia di Ávila.

Il premier Pedro Sánchez ha parlato di una “situazione drammatica” e ha invitato i cittadini alla massima prudenza. “Gli incendi forestali stanno devastando migliaia di ettari e colpiscono numerose comunità”, ha detto, assicurando che il governo ha mobilitato “tutte le risorse disponibili” e resterà accanto alle popolazioni durante l’emergenza e nella fase di ricostruzione.

Secondo i servizi di emergenza locali, oltre 10 mila persone sono state evacuate. Venerdì mattina un aggiornamento operativo indicava i due principali incendi come ancora “fuori controllo”, anche se la loro progressione nelle ultime ore risultava limitata. Sono state evacuate Aldea del Fresno e altre località della zona. Tra Francia e Spagna, il bilancio provvisorio racconta la stessa estate fragile: territori turistici pieni, boschi secchi, comunità costrette a partire in fretta, spesso con una borsa in mano e poche notizie certe.

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