Google mostra anche oggi, domenica 19 luglio 2026, agli utenti che accedono ai suoi servizi in Italia e nell’Unione europea la schermata “Before you continue to Google”, un avviso sul trattamento di cookie e dati personali richiesto dalle norme sulla privacy, per spiegare come vengono raccolte informazioni, misurato l’uso dei servizi e gestita la pubblicità online.
Cookie Google, cosa dice l’avviso agli utenti
La pagina di consenso, che compare prima di proseguire verso Ricerca Google, YouTube o altri servizi del gruppo, informa l’utente che Google utilizza cookie e dati per “fornire e mantenere” i propri servizi, monitorare eventuali interruzioni, contrastare spam, frodi e abusi e misurare il coinvolgimento del pubblico. È la parte tecnica, quella che riguarda il funzionamento quotidiano delle piattaforme: accessi, sicurezza, statistiche aggregate, qualità del servizio. In altre parole, Google spiega che una quota di trattamento resta legata alla gestione ordinaria dei prodotti digitali, anche prima delle scelte più ampie sulla personalizzazione.
L’avviso distingue poi tra l’opzione “Accetta tutto” e “Rifiuta tutto”, due pulsanti ormai familiari a chi naviga online. Con la prima scelta, la società può usare cookie aggiuntivi anche per sviluppare e migliorare nuovi servizi, misurare l’efficacia degli annunci, mostrare contenuti personalizzati e proporre pubblicità personalizzata in base alle impostazioni dell’utente. Con il rifiuto, invece, Google afferma di non utilizzare i cookie per queste finalità ulteriori. Una differenza non secondaria, soprattutto per chi vuole limitare il tracciamento pubblicitario.
Privacy e pubblicità personalizzata: la differenza tra accettare e rifiutare
Nel testo mostrato agli utenti, Google precisa che i contenuti non personalizzati possono comunque essere influenzati da elementi come la pagina visualizzata, l’attività nella sessione di ricerca in corso e la posizione approssimativa. Anche gli annunci non personalizzati, spiega la società, possono dipendere dal contenuto consultato e dall’area geografica generale. Non significa, quindi, assenza totale di criteri di selezione: significa che il sistema non costruisce l’annuncio sulla base di un profilo pubblicitario individuale più ampio.
Diverso è il caso dei contenuti personalizzati e degli annunci modellati sull’attività precedente. In quel passaggio, Google cita esempi concreti: risultati più pertinenti, raccomandazioni e pubblicità calibrate sulle ricerche effettuate in passato dal browser utilizzato. È qui che entra in gioco la parte più delicata del rapporto tra servizi gratuiti e raccolta dei dati. “Puoi selezionare Altre opzioni”, ricorda l’avviso, rimandando alla gestione delle impostazioni di privacy e al portale g.co/privacytools. Una formula asciutta, ma centrale.
Il quadro europeo e le scelte richieste agli utenti
La schermata si inserisce nel quadro del Regolamento generale sulla protezione dei dati, il Gdpr, e delle regole europee sui cookie, che impongono alle piattaforme digitali di fornire informazioni comprensibili e di raccogliere un consenso libero e informato per alcune finalità di trattamento. Le autorità nazionali per la protezione dei dati, compreso il Garante Privacy in Italia, hanno più volte richiamato aziende e siti web alla necessità di rendere chiara la distinzione tra cookie tecnici, cookie analitici e strumenti usati per marketing o profilazione.
Per l’utente, il punto resta pratico: decidere se concedere a Google l’uso più esteso dei propri dati o limitare l’impiego alle funzioni considerate necessarie e a forme non personalizzate di contenuto e pubblicità. Non sempre, però, la scelta è percepita come semplice. I testi sono lunghi, i passaggi tecnici non mancano, e molti cliccano in fretta pur di arrivare alla pagina cercata. È un’abitudine diffusa. Eppure proprio quel clic determina quanta parte dell’esperienza online sarà costruita su preferenze, cronologia e segnali raccolti nel tempo.
Dati, sicurezza e strumenti per modificare il consenso
Nel messaggio, Google collega l’uso di cookie e dati anche alla protezione dei servizi: monitoraggio dei malfunzionamenti, difesa da abusi, prevenzione di frodi e spam. Sono finalità che le grandi piattaforme presentano come necessarie per garantire stabilità e sicurezza, soprattutto su prodotti usati ogni giorno da miliardi di persone. La società indica inoltre che i dati possono servire ad adattare l’esperienza all’età dell’utente, quando rilevante. Un riferimento breve, ma legato al tema della tutela dei minori online.
Chi ha già espresso una preferenza può comunque tornare sulle proprie decisioni attraverso le impostazioni dell’account o gli strumenti indicati da Google per la gestione della privacy. La possibilità di modificare il consenso è uno degli elementi richiesti dalla normativa europea: non basta chiedere un sì iniziale, serve anche rendere accessibile il ripensamento. Nel frattempo, la schermata “Before you continue to Google” resta una delle porte d’ingresso più visibili al sistema dei dati digitali: poche righe prima della ricerca, ma con effetti concreti su annunci, risultati e navigazione quotidiana.





