Il procedimento iniziato nelle ultime 24 ore presso il tribunale collegiale di Napoli punta a chiarire ruoli, accuse e responsabilità contestate agli imputati. In aula, a Napoli, l’udienza ha segnato un nuovo passaggio nella discussione: i difensori hanno preso la parola per tre imputati, mentre il collegio ha fissato al 7 luglio 2026 la prossima data, dedicata a repliche e memorie difensive.
La nuova udienza davanti al collegio di Napoli
La giornata si è concentrata sulle arringhe difensive nel processo che, secondo la procura, avrebbe ricostruito una presunta rete attiva nel commercio di cocaina lungo l’asse tra Napoli, Sannio e Irpinia. Un passaggio tecnico, certo, ma tutt’altro che marginale. Davanti al collegio, i legali hanno insistito sulle singole posizioni, provando a distinguere le condotte contestate ai loro assistiti dal quadro associativo indicato dagli inquirenti.
L’udienza del 23 giugno, cominciata in mattinata, ha riguardato in particolare Gennaro Musella, 67 anni, di Napoli, Patrizio Buonocore, 72 anni, residente a Giugliano in Campania, e Roberto Marino, 54 anni, di Altavilla Irpina. Le difese, al termine della discussione, hanno chiesto al tribunale una lettura separata dei fatti, puntando sulle differenze tra le accuse rivolte ai singoli imputati. Il punto, in sostanza, è questo: le responsabilità vanno valutate una per una. Senza automatismi.
Le accuse della Dda: cocaina, estorsione e violenza
Il processo nasce da un’inchiesta della Dda di Napoli su un presunto gruppo dedito al traffico di droga, soprattutto cocaina. Le contestazioni comprendono anche episodi di estorsione aggravata, lesioni, violenza e uso di armi. La ricostruzione dell’accusa, ancora al vaglio del tribunale, parla di una rete di rapporti e forniture che avrebbe toccato più territori campani, con contatti tra l’area napoletana, Benevento e l’Irpinia.
Uno degli episodi indicati dalla procura risale al dicembre 2022 e sarebbe avvenuto a Benevento. Secondo l’accusa, un uomo sarebbe stato minacciato con una pistola e colpito con il calcio dell’arma per recuperare un debito di circa 32.500 euro, somma che gli inquirenti collegano a una precedente fornitura di cocaina. È uno dei passaggi più delicati del fascicolo, perché mette insieme il presunto traffico di droga e metodi intimidatori. Le difese, invece, contestano la solidità della ricostruzione e chiedono una verifica rigorosa delle prove.
Le posizioni dei sei imputati e il nodo Marino
Nel procedimento compaiono in tutto sei imputati. Oltre a Gennaro Musella, Patrizio Buonocore e Roberto Marino, ci sono anche Giuseppe Mucci, 58 anni, di Benevento, Bruno Adinolfi, 33 anni, di Napoli, e Sabato Ferrante, 29 anni, di Avellino. La posizione di Edoardo Musella, indicato dagli inquirenti come promotore e organizzatore del gruppo, risulta invece trattata in un procedimento distinto.

Aula di tribunale vuota con fascicoli sul banco, immagine simbolica della fase delle repliche nel processo a Napoli.
La posizione più articolata, in questa fase, è quella di Roberto Marino. L’uomo, originario di Altavilla Irpina, risponde non solo della presunta partecipazione all’associazione, ma anche di estorsione aggravata dall’uso delle armi, lesioni aggravate, porto abusivo di arma da fuoco e due episodi di spaccio. Un quadro pesante, sul quale la difesa ha cercato di ridimensionare la lettura della procura. Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Giovanni Rendina, Giuseppe Caturano, Alberico Villani, Valeria Verrusio, Vittorio Fucci, Domenico Dello Iacono, Gerardo Santamaria, Sabato Graziano e Giuseppe Milazzo.
Repliche e memorie: cosa accadrà il 7 luglio
Alla fine dell’udienza, il collegio ha rinviato il processo al 7 luglio 2026. Quel giorno sono previste le repliche e il deposito delle memorie difensive. Sarà un passaggio utile per mettere a fuoco gli ultimi punti prima delle successive decisioni del tribunale: il presunto assetto associativo, i singoli episodi di spaccio, l’accusa di estorsione e il ruolo attribuito a ciascun imputato.
La vicenda, sul piano processuale, resta aperta. Le accuse della Direzione distrettuale antimafia dovranno essere valutate dal collegio sulla base degli atti, delle discussioni già svolte e delle repliche annunciate. Per ora c’è una data: nuova udienza a Napoli il 7 luglio. Poi il processo entrerà in una fase ancora più serrata, quella in cui le tesi dell’accusa e delle difese dovranno fare i conti con la decisione dei giudici.





