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Caldo estremo, dai crampi alla congestione: i rischi da non sottovalutare e come proteggersi

La prima ondata di calore dell’estate 2026 sta colpendo l’Italia da Nord a Sud, con temperature ben oltre la media del periodo.

Emergenza caldo Italia
Caldo, emergenza nelle città italiane (IlSabato.it)

La Società italiana di medicina ambientale avverte: il caldo forte può mettere in difficoltà l’organismo, soprattutto tra anziani, bambini, malati cronici e chi lavora sotto il sole. Il messaggio degli esperti è chiaro: quando il corpo non riesce più a smaltire il calore, i disturbi possono arrivare in fretta. Crampi, edema, congestione, disidratazione e colpo di calore sono i rischi più comuni.

Caldo estremo, così il corpo va in affanno

Il problema, spiegano dalla Sima, è che le temperature estreme possono mandare in crisi il normale sistema con cui l’organismo regola la temperatura corporea.

«Il caldo eccessivo determina problemi sanitari perché può modificare la capacità dell’organismo di mantenere stabile la propria temperatura», ha spiegato Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale. Di solito il corpo si raffredda sudando e dilatando i vasi sanguigni. Ma quando l’umidità è alta, l’aria non gira e si resta esposti per ore, il meccanismo può incepparsi. Succede in strada, nei cantieri, sui mezzi pubblici pieni. E succede anche in casa, nelle stanze battute dal sole fin dal mattino, con le finestre aperte nelle ore sbagliate e poca aria.

Crampi, gonfiori e insolazione: i segnali da non ignorare

Tra i disturbi più frequenti legati al caldo torrido ci sono i crampi muscolari: dolori improvvisi che possono arrivare dopo una sudata abbondante, spesso a gambe, braccia o addome. Secondo gli esperti, dipendono dalla perdita di sodio e liquidi, che rompe l’equilibrio idrico-salino. Non è cosa da poco, soprattutto per chi lavora all’aperto o fa sport nelle ore centrali della giornata.

Allerta caldo estremo

Caldo estremo, l’allerta da Nord a Sud Italia (IlSabato.it)

C’è poi l’edema da calore, il gonfiore degli arti inferiori causato dalla ritenzione di liquidi e da una vasodilatazione prolungata. Piedi pesanti, caviglie gonfie, scarpe che nel pomeriggio stringono: segnali comuni, certo, ma da tenere d’occhio se riguardano persone fragili. L’insolazione, invece, può comparire dopo un’esposizione diretta e prolungata al sole, con arrossamenti, eritemi o ustioni. A volte si aggiungono malessere, nausea e sintomi simili a quelli del colpo di calore. In spiaggia o in città cambia poco: conta quanto tempo si resta sotto il sole.

Congestione, disidratazione, colpo di calore: quando serve aiuto

La congestione è uno dei pericoli più sottovalutati nelle giornate di caldo intenso. Può essere provocata da bevande ghiacciate bevute troppo in fretta quando il corpo è già surriscaldato, per esempio dopo una camminata al sole o un turno di lavoro all’aperto. Tra i sintomi indicati dagli esperti ci sono sudorazione improvvisa, dolore al petto, debolezza e malessere generale. Ancora più insidiosa è la disidratazione, che può presentarsi con sete intensa, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi e calo della pressione. Nei bambini piccoli e negli anziani, però, la sete non sempre è un segnale affidabile. Bisogna arrivare prima.

Il quadro più grave resta il colpo di calore, che compare quando la termoregolazione dell’organismo non funziona più come dovrebbe. All’inizio possono esserci mal di testa, nausea, vomito e vertigini; nei casi più seri si arriva a confusione, agitazione o perdita di lucidità. Davanti a questi segnali, soprattutto se la persona è anziana o ha malattie cardiovascolari, bisogna chiedere assistenza medica senza aspettare che “passi da solo”.

Le regole semplici per difendersi dal caldo

Per ridurre i rischi, la Società italiana di medicina ambientale consiglia di evitare il sole nelle ore più calde e di uscire, quando si può, al mattino presto o dopo il tramonto. In casa conviene favorire il ricambio d’aria nelle ore fresche e tenere chiuse finestre e persiane durante il giorno, soprattutto sui lati esposti al sole. Tapparelle, tende e schermature possono far scendere la temperatura interna di qualche grado. Nelle giornate più pesanti, si sente eccome. Gli esperti raccomandano anche di bere acqua con regolarità, senza aspettare la sete, e di limitare alcolici e bevande molto zuccherate. Meglio pasti leggeri, con frutta, verdura e alimenti ricchi di acqua.

Attenzione anche ai farmaci: chi prende diuretici, antipertensivi o segue terapie croniche dovrebbe parlarne con il medico, senza sospendere nulla da solo. Per chi vive solo, una telefonata in più può fare la differenza. Un vicino, un familiare, il portiere che passa a chiedere: “Tutto bene?”. Nel caldo estremo, anche questo è prevenzione.

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