Dopo la presentazione della Scia all’Asl e la conclusione dei lavori richiesti per sistemare la struttura, il sindaco Paolo Spagnuolo ha annunciato giovedì 12 giugno che il rientro degli animali potrebbe avvenire «nei prossimi giorni», appena arriveranno gli ultimi via libera. Le parole sono arrivate al termine di un nuovo sopralluogo nel rifugio, finito al centro di lavori, attese e polemiche.
Scia all’Asl, il canile aspetta gli ultimi via libera
La pratica è ormai alle battute finali. Il Comune ha presentato la Scia all’Asl per permettere il rientro degli animali nel rifugio comunale di Atripalda, dopo il trasferimento temporaneo deciso durante i lavori. «Stamattina ho effettuato l’ennesimo sopralluogo e sono veramente soddisfatto dei lavori eseguiti», ha detto Spagnuolo, spiegando che ora manca solo l’ultimo passaggio autorizzativo. Poi i cani potranno tornare.
Il sindaco ha voluto ribadire un punto, diventato nelle ultime settimane il nodo dello scontro: «Il trasferimento era temporaneo e tale resta. Era scritto chiaramente negli atti amministrativi». Una risposta a volontari e cittadini che avevano temuto la chiusura definitiva o un cambio di destinazione della struttura.
Box coibentati e acqua corrente: cosa è cambiato nel rifugio
I lavori hanno riguardato soprattutto i box del canile. Gli spazi destinati agli animali sono stati coibentati ed è stato installato un nuovo impianto idrico. Ogni box, ha spiegato il sindaco, ha ora acqua corrente, un aspetto decisivo con l’arrivo del caldo. Durante il sopralluogo, Spagnuolo ha detto di aver controllato di persona le condizioni interne: «Nonostante il caldo di questi giorni, gli ambienti risultano freschi grazie all’isolamento termico».
L’obiettivo dichiarato resta il benessere degli animali e il rispetto delle prescrizioni arrivate nel tempo sulla struttura comunale. Il rifugio, ha ammesso lo stesso primo cittadino, non è ancora quello immaginato per il futuro. Ma rispetto al passato, sostiene, i cambiamenti ci sono: acqua nei box, isolamento, spazi più controllati. Interventi semplici, ma concreti.
Tre avvisi senza risposte, poi l’affidamento a un privato
La vicenda del canile di Atripalda passa anche dalla gestione. Spagnuolo ha ricordato che il Comune aveva pubblicato tre avvisi pubblici rivolti solo alle associazioni di volontariato, senza ricevere adesioni. «Non uno, ma tre. E in tutti e tre i casi non è arrivata alcuna adesione», ha spiegato, respingendo l’accusa di voler mettere da parte il volontariato storico. Il Comune, ha aggiunto, aveva anche previsto contributi più alti rispetto al precedente rimborso di 50 centesimi al giorno per cane, ritenuto ormai insufficiente per coprire cibo, assistenza sanitaria, medicinali e cure ordinarie.

Box rinnovati e puliti con ciotole d’acqua nel canile comunale, in vista della riapertura e del rientro dei cani.
Dopo gli avvisi andati deserti, l’ente ha aperto la procedura anche ai soggetti privati, seguendo il Codice dei Contratti. È arrivata così la proposta di un operatore privato, considerato in possesso dei requisiti richiesti. Secondo il sindaco, il nuovo affidatario avrebbe contribuito anche a una parte dei lavori completati nelle ultime settimane.
Spagnuolo chiude alle polemiche: «Struttura migliorata, trasferimento solo temporaneo»
Attorno al rifugio comunale il clima si era fatto pesante, tra proteste, critiche e timori per la sorte dei cani e per il ruolo delle associazioni che per anni hanno seguito la struttura. Spagnuolo ha risposto difendendo la scelta dell’amministrazione: «Si è costruita una narrazione che non corrispondeva alla realtà. Oggi i fatti dimostrano che il canile non è stato chiuso, ma migliorato». Nel nuovo assetto, ha precisato, ci saranno figure professionali dedicate, tra cui un direttore sanitario, un educatore e altri profili specializzati. Le tabelle, ha detto, sono già affisse all’ingresso. Per il sindaco è un passaggio necessario per rafforzare l’organizzazione interna e garantire standard più alti agli animali ospitati.
Ora resta da completare l’ultimo tratto, quello delle autorizzazioni, prima del rientro effettivo dei cani. «Ci arriveremo passo dopo passo», ha detto Spagnuolo, indicando come obiettivo il massimo benessere degli animali. Dopo settimane di tensioni, la prova sarà nei fatti: nei box riaperti, nella gestione di ogni giorno e nel rapporto con una comunità che sul canile continua a tenere gli occhi puntati.





