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Truffe con il cambio banconote ad Atripalda: due arresti e oltre 5.700 euro sottratti

Ad Atripalda, in provincia di Avellino, due uomini di origine rumena, di 38 e 35 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Atripalda nella serata di martedì 9 giugno.

Mani che contano banconote in euro su un banco di negozio, con banconote da 5 euro in primo piano e uomini attorno
Scambio di contanti e banconote da 5 euro al banco di un negozio, con forze dell’ordine sullo sfondo.

Secondo l’accusa, avrebbero raggirato diversi commercianti con il metodo del cambio di banconote da cinque euro, riuscendo a portare via denaro durante operazioni all’apparenza normalissime. Il giudice monocratico del tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, ha convalidato l’arresto mercoledì 10 giugno e ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il totale delle somme sottratte, al momento, supera i 5.700 euro.

Il trucco delle banconote da cinque euro ai danni dei commercianti

Il meccanismo, stando alle prime ricostruzioni, era semplice. Proprio per questo funzionava. I due si presentavano in negozi, attività al dettaglio o aree di servizio e chiedevano di cambiare alcune banconote da cinque euro con tagli più grandi. Una richiesta comune, di quelle che non destano subito sospetti, soprattutto quando alla cassa c’è movimento e il contante passa di mano in mano. Poi, nel momento del conteggio, sarebbe scattato il raggiro: con gesti rapidi e studiati, avrebbero ripreso parte dei soldi appena consegnati, lasciando al commerciante l’impressione che fosse tutto regolare.

L’ammanco veniva scoperto solo più tardi, controllando la cassa. Le somme sottratte, secondo gli accertamenti, andavano di solito dai 400 ai 500 euro per episodio. Un sistema già noto agli investigatori, ma difficile da bloccare sul momento proprio perché nasce da una richiesta banale e si consuma in pochi secondi.

Il colpo al distributore e l’intervento dei carabinieri

La svolta è arrivata dopo alcune denunce raccolte dai carabinieri della compagnia di Avellino e dalla stazione di Atripalda. I militari hanno messo insieme luoghi, orari e modalità dei vari episodi, fino a individuare un copione che si ripeteva. I due uomini, già noti alle forze dell’ordine per precedenti simili, sono stati tenuti d’occhio durante un servizio mirato nella zona.

L’intervento è scattato dopo un nuovo episodio ai danni del gestore di un distributore di carburanti di Atripalda. Anche lì, secondo l’accusa, sarebbe stato usato lo stesso metodo: la richiesta di cambio, il conteggio, la distrazione di pochi istanti. Dal distributore sarebbero spariti 540 euro. Poco dopo i carabinieri hanno fermato i due sospettati e li hanno portati in caserma per gli accertamenti, ritenendo di avere elementi sufficienti per collegare quel colpo agli altri casi già denunciati.

Oltre 4.300 euro in contanti sequestrati: al vaglio altri episodi

Durante la perquisizione personale e veicolare, i carabinieri hanno trovato più di 4.300 euro in contanti. Il denaro è stato sequestrato e sarà ora controllato per capire se possa essere collegato agli episodi contestati. Nel frattempo gli investigatori hanno ricostruito almeno altri quattro casi con lo stesso schema: richiesta di cambio, consegna delle banconote di taglio maggiore e sottrazione di parte della somma con un passaggio quasi impercettibile. Il valore complessivo delle truffe accertate supera, allo stato degli atti, i 5.700 euro.

Mani alla cassa contano banconote da 5 euro mentre un’altra mano si avvicina a un mazzetto di 50 euro sul bancone

Una scena in negozio che richiama la truffa del cambio banconote ai danni dei commercianti ad Atripalda.

Gli accertamenti potrebbero fermarsi agli episodi già denunciati, ma non si esclude che vengano verificati altri casi ad Atripalda o nei comuni vicini. In truffe di questo tipo, spiegano fonti investigative, non sempre le vittime si accorgono subito dell’ammanco. E non tutte, una volta scoperto, decidono di presentare denuncia.

Arresto convalidato: domiciliari e attesa per le prossime mosse del tribunale

Mercoledì 10 giugno si è tenuta l’udienza per direttissima davanti al giudice monocratico del tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone. Il magistrato ha convalidato l’arresto dei due indagati e ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari, insieme all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La difesa, affidata all’avvocato Luca Guerra del foro di Roma, ha sollevato un’eccezione sulla regolarità della flagranza e ha chiesto i termini a difesa.

La decisione sul rito, secondo quanto emerso in aula, sarà comunicata entro una settimana. Fino ad allora i due uomini restano sottoposti alle misure stabilite dal giudice. L’accusa è di truffa consumata in concorso; il procedimento andrà avanti con le verifiche sugli episodi ricostruiti dai carabinieri e sulla provenienza del denaro sequestrato.

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