Secondo l’accusa, accolta dal giudice, avrebbe approfittato delle condizioni di salute dell’uomo e del rapporto di fiducia costruito negli anni con la sua famiglia.
Tribunale di Benevento, 3 anni e 4 mesi all’ex consulente finanziario
La condanna è arrivata davanti al giudice monocratico Simonetta Rotili, dopo una lunga camera di consiglio. L’ex consulente finanziario è stato riconosciuto colpevole di furto pluriaggravato, frode informatica e accesso abusivo a un sistema informatico. Per lui la pena è di 3 anni e 4 mesi di reclusione, più alta rispetto alla richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto un anno e sei mesi.
Il 49enne, difeso dall’avvocato Alberico Villani, non ha ottenuto attenuanti. Una decisione che, nella sentenza di primo grado, pesa e racconta la gravità dei fatti contestati. Il giudice ha accolto in larga parte la linea delle parti civili, rappresentate dall’avvocato penalista Angelo Polcaro, legale dei figli dello storico commerciante atripaldese.
Nel processo si sono costituiti parte civile sia i familiari dell’anziano commerciante, nel frattempo deceduto, sia l’istituto di credito per cui il consulente lavorava. La storia era venuta fuori dopo alcuni controlli sui movimenti bancari. E ha avuto conseguenze pesanti non solo sul piano penale, ma anche su quello professionale.
Bonifici e firme: il raggiro all’anziano commerciante di Atripalda
Secondo quanto ricostruito nel processo, l’ex dipendente di un istituto di credito avrebbe avvicinato l’anziano commerciante di Atripalda facendo leva sulle sue condizioni di salute, già compromesse da una patologia degenerativa. L’uomo, affetto da demenza senile, sarebbe stato spinto a firmare documenti e autorizzazioni per operazioni presentate come investimenti finanziari.
Ma quei soldi, secondo l’accusa, non venivano investiti. Finivano invece su conti correnti di altre persone oppure sul conto personale del consulente. Due i bonifici principali finiti al centro del processo: uno da 100mila euro e un altro da circa 9mila euro. Operazioni che, in base alla ricostruzione, sarebbero state eseguite mentre i figli del commerciante erano al lavoro nello storico negozio di famiglia.

L’ingresso di un tribunale, immagine simbolica per la sentenza sulla frode ai danni di un anziano commerciante.
Il consulente, è emerso, si sarebbe presentato più volte a casa dell’anziano, trovandolo spesso solo con la badante. In quei momenti, secondo le contestazioni, avrebbe ottenuto firme e autorizzazioni senza che il commerciante fosse davvero in grado di capire il peso degli atti che stava sottoscrivendo. Un meccanismo costruito sulla fiducia. E sulla fragilità.
A scoprire gli ammanchi è stato uno dei figli, quando ormai il denaro era già uscito dal conto del padre. Dopo aver trovato movimenti anomali per circa 115mila euro, l’uomo ha presentato denuncia-querela ai carabinieri di Atripalda, facendo partire le indagini.
Dopo la morte del padre, l’accesso al conto online del figlio
La vicenda, secondo quanto accertato nel processo, non si sarebbe fermata ai bonifici partiti dal conto dell’anziano commerciante. Poco dopo la morte del padre, il consulente sarebbe riuscito anche a entrare in possesso dei codici di accesso al conto online del figlio.
Da quel conto, tramite un bonifico immediato online, sarebbero stati trasferiti altri 5mila euro sul conto personale del 49enne. È questo passaggio ad aver portato alla contestazione di frode informatica e accesso abusivo a un sistema informatico, oltre al furto già contestato per le operazioni precedenti.
Gli accertamenti bancari e la denuncia della famiglia hanno permesso di ricostruire la sequenza dei movimenti: date, importi, beneficiari, credenziali usate. Secondo le ricostruzioni finite nel processo, l’operazione compiuta dopo la morte del commerciante avrebbe mostrato la continuità della condotta e la capacità dell’imputato di muoversi tra rapporti personali e strumenti digitali.
Il figlio della vittima, anche lui impegnato nell’attività commerciale di famiglia ad Atripalda, si è rivolto subito ai carabinieri. Da lì è stata seguita la traccia del denaro, movimento dopo movimento. Una pista contabile, fredda ma decisiva.
Risarcimento, provvisionale e licenziamento: tutte le conseguenze
Il giudice ha disposto anche la condanna dell’ex consulente finanziario al risarcimento del danno nei confronti dei figli del commerciante e dell’istituto di credito. Gli importi saranno stabiliti in un altro giudizio. È stata inoltre riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva, richiesta dal legale delle parti civili.
Sul piano lavorativo, la banca per cui il 49enne prestava servizio si era già mossa dopo aver rilevato operazioni ritenute anomale e non giustificate. Dopo le verifiche interne, l’istituto aveva disposto il licenziamento del consulente. Un epilogo arrivato prima della sentenza, ma legato alla stessa vicenda.
L’avvocato Angelo Polcaro, difensore dei figli dell’anziano commerciante, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale di Benevento. “Il tribunale ha accolto in pieno le nostre richieste, riconoscendo la responsabilità penale dell’imputato”, ha dichiarato, aggiungendo che l’uomo avrebbe approfittato “delle instabili condizioni di salute di un anziano commerciante per frodare lui e la sua famiglia”.
Per il legale, si tratta di una sentenza “giusta e rigorosa”, che richiama l’attenzione sulle condotte predatorie ai danni degli anziani. Il processo è stato definito in primo grado e potrà quindi avere altri sviluppi. Intanto resta la condanna: 3 anni e 4 mesi per una frode costruita, secondo il tribunale, sulla fiducia di una famiglia e sulla vulnerabilità di un uomo anziano.





