Politica

Atripalda, la vendita del Mercatino riapre lo scontro sul patrimonio comunale

La vendita del Mercatino rionale è una vicenda che va sempre più accendendo il dibattito locale, soprattutto nel mondo della politica territoriale.

Mercatino rionale chiuso con serrande abbassate e tre residenti che osservano la struttura in una piazza
Il Mercatino rionale con i banchi chiusi, al centro del dibattito sulla vendita e sul patrimonio comunale ad Atripalda.

La vendita del Mercatino rionale di via Marino Caracciolo ad Atripalda riapre lo scontro sul patrimonio comunale. L’operazione, chiusa nelle scorse settimane e contestata dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia, finisce al centro della polemica politica per il prezzo finale: secondo l’opposizione, troppo distante dalla valutazione iniziale del bene.

Mercatino di via Marino Caracciolo, il prezzo accende lo scontro

La cessione del Mercatino rionale è diventata il nuovo fronte di confronto tra l’Amministrazione comunale di Atripalda e il coordinamento locale di FdI, guidato da Antonio Prezioso. Non si discute solo della scelta di vendere un bene pubblico. Il punto, per l’opposizione, è soprattutto il valore dell’operazione. Secondo quanto riferito dal circolo territoriale, l’immobile sarebbe stato stimato intorno ai 640 mila euro, mentre la vendita, tramite trattativa privata, si sarebbe chiusa a circa 380 mila euro. Una distanza che, per Fratelli d’Italia, cambia tutto.

“Questa non è una valorizzazione, è una svendita delle proprietà dei cittadini”, ha dichiarato Prezioso, dando voce alle perplessità di una parte dei residenti. Anche perché il Mercatino, in città, non è un edificio qualunque: è uno spazio legato alla vita quotidiana e commerciale della comunità.

Dal valore stimato alla trattativa privata: perché quel ribasso?

Il passaggio più contestato resta quello dalla valutazione iniziale al prezzo finale indicato da FdI. Il partito chiede di capire come sia possibile che un bene stimato, nella sua ricostruzione, circa 640 mila euro, sia stato poi ceduto con un ribasso vicino al 40 per cento. La domanda di Prezioso è semplice: se quello era il valore dell’immobile, perché il Comune avrebbe accettato una cifra molto più bassa? Nel comunicato del coordinamento cittadino non vengono indicati altri atti amministrativi o dettagli tecnici della procedura. Ma la richiesta politica è netta: spiegare i passaggi che hanno portato alla trattativa privata e chiarire le ragioni economiche della scelta.

Mercato comunale con serrande chiuse e due uomini che osservano l’area sotto un cielo grigio

Serrande abbassate al mercatino comunale: un’immagine che richiama la polemica sulla vendita e sul patrimonio pubblico.

La vendita di immobili comunali può rientrare nella normale gestione di un ente, specie quando serve a mettere ordine nel patrimonio o a finanziare interventi. Ma quando il prezzo finale si allontana così tanto dalla stima di partenza, la questione diventa politica. E ad Atripalda lo è diventata subito.

Tasse, parcheggi e dismissioni: FdI attacca sui conti del Comune

Nel suo intervento, Fratelli d’Italia Atripalda lega la vendita del Mercatino a un quadro più largo, fatto di aumenti fiscali, tariffe e altre cessioni. Il riferimento è anche al centro servizi di via San Lorenzo, citato come precedente di una linea che, secondo l’opposizione, starebbe riducendo pezzo dopo pezzo il patrimonio dell’ente. Prezioso contesta pure le rassicurazioni arrivate dagli amministratori sulla “ottima salute” dei conti pubblici. A suo dire, i fatti racconterebbero altro.

Nel mirino finiscono l’aumento delle imposte locali, tra cui IMU e addizionale IRPEF, e il rincaro della tariffa oraria dei parcheggi, visto come un peso in più per lavoratori, commercianti e cittadini che frequentano il centro. “Manca solo la mobilità dei dipendenti comunali per completare il quadro tipico di un Comune in crisi finanziaria”, ha affermato il coordinatore cittadino. Parole pesanti, che danno la misura dello scontro. Nel testo diffuso da FdI non compare una replica puntuale dell’Amministrazione: resta quindi da capire quale sarà la risposta ufficiale alle accuse.

Trasparenza e prossime mosse: la partita si sposta sul piano politico

La richiesta di FdI è una: fare subito chiarezza sulla vendita del Mercatino e sulla linea seguita dal Comune nella gestione del patrimonio. Il partito vuole sapere se la dismissione serva a coprire eventuali difficoltà di bilancio oppure se rientri in un piano più ampio. “Non è più tempo di slogan propagandistici”, ha detto Prezioso, insistendo sul diritto dei cittadini a conoscere le ragioni delle scelte dell’Amministrazione.

La vicenda, con ogni probabilità, non si fermerà al comunicato. Il circolo cittadino ha annunciato che vigilerà sui prossimi atti e porterà la questione “in ogni sede opportuna”. Una formula che lascia immaginare un seguito in Consiglio comunale o attraverso richieste formali di accesso agli atti. Per Atripalda si apre così un nuovo confronto su conti pubblici, servizi e beni comuni. Una discussione concreta, destinata a pesare anche sul clima politico dei prossimi mesi.

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