Panorama

Pasta Lidl, da dove viene davvero il grano: l’indagine sulle etichette

Quando metti la pasta nel carrello della Lidl ti sei mai chiesta da dove viene? Ecco l'ordine del grano svelata ai consumatori.

Donna al supermercato legge l’etichetta sul retro di una confezione di pasta davanti allo scaffale
Una cliente controlla l’etichetta della pasta allo scaffale, per capire la provenienza del grano indicata in confezione.

La pasta Lidl non ha un’unica origine del grano. Da un controllo sulle etichette svolto nel marzo 2026, emerge che la provenienza del grano duro cambia da prodotto a prodotto: su alcune confezioni compare la dicitura “grano UE e non UE”, su altre “grano 100% italiano”. Una differenza che pesa, soprattutto per chi sceglie la pasta guardando non solo il prezzo, ma anche la filiera.

Cosa abbiamo trovato sugli scaffali Lidl

Sugli scaffali di Lidl la pasta non racconta sempre la stessa storia. C’è la linea classica, quella che molti clienti prendono al volo, ci sono prodotti più riconoscibili come la Pasta di Gragnano IGP Italiamo e ci sono anche le referenze all’uovo a marchio Combino. La parte decisiva, però, non è sul fronte della confezione. È dietro, spesso in piccolo, dove si trovano le indicazioni sulla provenienza del grano e sul Paese di molitura.

Secondo quanto rilevato da greenMe in un punto vendita Lidl, le diciture cambiano a seconda del prodotto. Alcune confezioni riportano “grano UE e non UE”, una formula prevista dalle regole ma molto larga. Altre, invece, indicano “grano 100% italiano”, come nel caso della linea Italiamo legata alla Pasta di Gragnano IGP. Non è un dettaglio da poco. E, soprattutto, non sempre salta subito all’occhio.

Combino: cosa significa davvero “grano UE e non UE”

La pasta Combino, marchio Lidl usato per diverse referenze alimentari di base, riporta in etichetta la dicitura “grano UE e non UE”. In pratica vuol dire che il grano duro può arrivare sia da Paesi dell’Unione europea sia da Paesi fuori dall’Europa. Senza indicare una nazione precisa. Il consumatore, quindi, non può sapere se quel grano sia stato coltivato in Italia, Francia, Grecia, Canada o in altri Paesi produttori.

Mano che gira una confezione di pasta per leggere l’etichetta sul retro davanti allo scaffale del supermercato

Un cliente controlla le informazioni sul retro di una confezione di pasta, come suggerito dall’indagine sulle etichette e l’origine del grano.

La stessa indicazione, secondo il controllo riportato, compare anche sulla pasta all’uovo Combino, riferita alla semola di grano duro usata nell’impasto. Non è un’irregolarità. È una dicitura consentita. Ma è un’informazione da leggere bene, soprattutto per chi cerca una pasta fatta con materia prima italiana. Il consiglio resta sempre lo stesso: girare la confezione. Perché quasi sempre la risposta è lì.

Italiamo Gragnano IGP: quando il grano è 100% italiano

Diverso il caso della Pasta di Gragnano IGP Italiamo, la linea con cui Lidl propone prodotti legati alla tradizione gastronomica italiana. Qui l’etichetta parla chiaro: “grano 100% italiano”. Una dicitura semplice, diretta, più immediata per chi vuole sostenere la filiera nazionale o, più semplicemente, sapere con maggiore precisione da dove arriva la materia prima.

La Pasta di Gragnano IGP deve rispettare un disciplinare preciso, legato al territorio di produzione e alle caratteristiche del prodotto. L’indicazione del grano italiano aggiunge quindi un elemento in più per distinguere questa referenza dalla pasta classica del discount. Il prezzo, come osservato nell’indagine, tende a essere più alto rispetto alla linea Combino, ma resta dentro il posizionamento tipico di Lidl: competitivo, pur trattandosi di una pasta certificata IGP.

Come leggere l’origine del grano prima di mettere la pasta nel carrello

Per capire da dove viene il grano della pasta, bisogna guardare il retro della confezione prima di comprarla. Le indicazioni più chiare sono “grano 100% italiano” oppure “semola di grano duro italiano”: in questi casi la materia prima arriva dall’Italia. Se invece si legge “grano UE”, il cereale può provenire da uno o più Paesi europei, senza che sia indicato il singolo Stato.

La formula “grano UE e non UE” è la più generica: segnala una possibile provenienza mista, europea ed extraeuropea. Vale per chi compra pasta da Lidl, ma anche da Esselunga, Coop, Eurospin o altri supermercati. L’etichetta resta lo strumento più semplice per scegliere con più consapevolezza. Bastano pochi secondi, magari tra uno scaffale affollato e una cassa che chiama. Ma possono fare la differenza.

Change privacy settings
×