A contestare l’operazione è il circolo cittadino di Fratelli d’Italia, che mette in fila dubbi su prezzo, metodo e ragioni della cessione. La nota porta la firma del coordinatore locale Antonio Prezioso, che parla di “ennesima svendita del patrimonio comunale” e chiede chiarimenti sui conti dell’ente. Una vicenda amministrativa, certo. Ma con effetti politici immediati. E con diverse domande ancora senza risposta.
Mercatino di via Marino Caracciolo, il nodo è il prezzo
Il punto più delicato riguarda il valore attribuito al Mercatino di via Marino Caracciolo e la cifra alla quale, secondo Fratelli d’Italia Atripalda, sarebbe stata chiusa la vendita. Nel comunicato del circolo si parla di una stima iniziale di circa 640mila euro. L’operazione, sempre secondo FdI, sarebbe poi arrivata a conclusione con una trattativa privata per una somma di circa 380mila euro. Un taglio vicino al 40 per cento, osserva il partito, difficile da spiegare ai cittadini senza una ricostruzione chiara degli atti. “
Se il valore del bene era quello della stima, perché si è accettata una cifra così ridotta?”, chiede il coordinamento locale. La questione, per l’opposizione di centrodestra, non è soltanto economica. In ballo c’è il rapporto tra liquidità immediata e difesa delle proprietà pubbliche. Prezioso usa parole nette: “Questa non è una valorizzazione, è una svendita delle proprietà dei cittadini”.
Dal centro servizi di via San Lorenzo al Mercatino: la linea delle dismissioni
Per Fratelli d’Italia la vendita del Mercatino rionale non è un episodio isolato. Il partito la inserisce nella serie delle dismissioni immobiliari avviate o già concluse dal Comune. Nel mirino finisce anche la precedente cessione del centro servizi di via San Lorenzo, indicata dal circolo come un passaggio importante di una scelta amministrativa che, a suo giudizio, starebbe riducendo pezzo dopo pezzo il patrimonio dell’ente.

Il mercatino rionale con le serrande chiuse e i parcheggi vuoti, al centro del dibattito sulla vendita del patrimonio comunale.
Il ragionamento è diretto: una vendita può avere molte ragioni, da un piano di investimenti a una diversa gestione degli spazi pubblici. Ma quando le alienazioni si ripetono, sostiene FdI, bisogna dire con chiarezza dove si vuole arrivare. In città il tema circola tra commercianti, residenti e addetti ai lavori. Anche perché il Mercatino di via Marino Caracciolo non viene visto come un immobile qualunque. È uno spazio conosciuto, legato alla vita quotidiana del territorio. Non un simbolo lontano, ma un luogo con una storia amministrativa e sociale precisa.
Tasse locali, parcheggi e patrimonio: FdI accusa sui conti del Comune
L’altro fronte riguarda i conti del Comune di Atripalda. Nella nota, Fratelli d’Italia contesta la distanza tra le rassicurazioni pubbliche degli amministratori sulla tenuta del bilancio e alcune scelte che il partito legge come segnali di difficoltà finanziaria. Nel mirino finiscono l’aumento delle tasse locali, con riferimento a IMU e addizionale IRPEF, il rincaro della tariffa oraria dei parcheggi e, appunto, la vendita di beni immobili comunali. Secondo Antonio Prezioso, questi elementi messi insieme chiedono risposte più precise da parte dell’Amministrazione.
“Manca solo la mobilità dei dipendenti comunali per completare il quadro tipico di un Comune in crisi finanziaria”, ha detto il coordinatore cittadino. Una frase destinata ad alimentare il confronto politico nelle prossime sedute. Al momento, dal materiale disponibile, non emergono altri dati ufficiali sul bilancio oltre a quelli richiamati nella nota del partito. Per questo il nodo resta la trasparenza degli atti: capire se le vendite facciano parte di una programmazione ordinata o se servano a far fronte a esigenze di cassa.
Prezioso chiede trasparenza: ora la partita passa agli atti
La richiesta di Antonio Prezioso e del circolo di Fratelli d’Italia Atripalda è una spiegazione pubblica, con documenti alla mano, sulla vendita del Mercatino rionale. Il partito vuole sapere se l’operazione serva a coprire eventuali squilibri di bilancio oppure se rientri in una scelta amministrativa più ampia, finora giudicata poco chiara dall’opposizione. “I cittadini hanno il diritto di sapere”, ha spiegato Prezioso, chiedendo di andare oltre quella che definisce una comunicazione fatta di slogan.
Il caso, intanto, non sembra destinato a chiudersi in fretta. FdI annuncia attenzione sui prossimi passaggi dell’Amministrazione e si dice pronta a portare la questione “in ogni sede opportuna” per difendere il patrimonio comunale di Atripalda. La partita, dunque, si sposta dal terreno della polemica a quello degli atti: delibere, stime, procedure e motivazioni economiche. È lì che si capirà se resterà uno scontro politico o se diventerà un caso amministrativo più ampio.





