Cronaca

Sequestro di area abusiva sul demanio idrico del fiume Sabato a Principato Ultra

I Carabinieri Forestali hanno sequestrato un'area abusiva di 3.000 metri quadrati sul demanio idrico del fiume Sabato a Principato Ultra, con capannone e parcheggio di ve

Sequestro di area abusiva sul demanio idrico del fiume Sabato a Principato Ultra
Immagine generata con AI

Il 19 ottobre 2026 i Carabinieri Forestali di Avellino e Cervinara hanno posto sotto sequestro un’area di circa 3.000 metri quadrati sul demanio idrico del fiume Sabato, nel territorio di Principato Ultra, in provincia di Avellino. L’intervento, che rientra nelle attività sistematiche di prevenzione e repressione dei reati ambientali, ha portato alla luce un’occupazione abusiva di suolo demaniale con strutture edilizie non autorizzate e utilizzo improprio del sedime fluviale.

Capannone e parcheggio di veicoli pesanti sul fiume Sabato

Secondo quanto accertato dai militari, sull’area sequestrata era stato realizzato abusivamente un capannone, e il terreno era destinato al parcheggio di rimorchi e altri veicoli pesanti. Si tratta, dunque, di un’occupazione strutturata e non episodica del demanio idrico: non un semplice sconfinamento, ma la trasformazione di una porzione di sponda fluviale in uno spazio operativo privato, con infrastrutture fisse.

Il fiume Sabato attraversa la Valle del Sabato, uno dei bacini idrografici più rilevanti dell’Irpinia, e il suo demanio idrico — ovvero la fascia di terreno di proprietà pubblica che comprende l’alveo e le sponde — è soggetto a vincoli precisi sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello idraulico. Qualsiasi intervento su queste aree richiede specifiche autorizzazioni da parte delle autorità competenti, in primo luogo dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

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Il sequestro del demanio idrico e le implicazioni ambientali

Il sequestro del demanio idrico disposto a Principato Ultra risponde a una logica di tutela che va oltre il semplice ripristino della legalità formale. Le aree golenali e le sponde fluviali svolgono funzioni ecologiche fondamentali: regolano il deflusso delle acque in caso di piena, costituiscono habitat per la fauna ripariale e contribuiscono alla qualità delle acque superficiali. L’installazione di un capannone e l’utilizzo dell’area come piazzale per veicoli pesanti compromettono queste funzioni in modo diretto, impermeabilizzando il suolo e alterando la dinamica naturale dell’alveo.

L’operazione è stata condotta nell’ambito dei controlli per la prevenzione e repressione dei reati ambientali, un’attività che i Carabinieri Forestali svolgono con continuità su tutto il territorio provinciale. In Irpinia, dove la gestione delle risorse idriche è storicamente centrale — basti pensare all’importanza del sistema acquedottistico e dei bacini montani — la vigilanza sulle sponde fluviali assume un valore strategico particolare.

Il ruolo dei Carabinieri Forestali di Avellino e Cervinara

L’intervento ha visto la collaborazione tra le stazioni dei Carabinieri Forestali di Avellino e di Cervinara, un dettaglio che riflette la collocazione geografica di Principato Ultra, comune dell’Alta Valle del Sabato che si trova in un’area di confine tra le competenze territoriali di diverse stazioni. La sinergia tra reparti è una modalità operativa frequente nelle indagini ambientali, dove i confini amministrativi non sempre coincidono con quelli dei fenomeni da contrastare.

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I Carabinieri Forestali sono il corpo specializzato nella tutela dell’ambiente, del territorio e del paesaggio, con competenze specifiche in materia di reati forestali, idrogeologici e ambientali. Il sequestro preventivo di un’area abusiva è uno degli strumenti più efficaci a loro disposizione: blocca immediatamente l’uso illecito del bene e ne preserva lo stato ai fini degli accertamenti successivi.

Un fenomeno da non sottovalutare nella provincia di Avellino

Episodi come quello di Principato Ultra ricordano che l’abusivismo sul demanio idrico non è una rarità nel territorio irpino. Le sponde dei fiumi — il Sabato, il Calore, l’Ofanto — sono spesso oggetto di occupazioni non autorizzate, talvolta di modesta entità, altre volte, come in questo caso, con strutture permanenti e utilizzo commerciale o industriale. Il problema è aggravato dalla difficoltà di sorveglianza continua di corsi d’acqua che si sviluppano per decine di chilometri attraverso aree rurali e periurbane.

La notizia diffusa dall’ANSA il 19 ottobre 2026 ha confermato tutti i dettagli principali dell’operazione, a partire dall’estensione dell’area — circa 3.000 metri quadrati — fino alla natura delle strutture abusive rinvenute. L’indagine è ora nelle mani delle autorità competenti, che dovranno stabilire le responsabilità e le eventuali conseguenze sul piano penale e amministrativo per chi ha occupato e trasformato quella porzione di sponda fluviale.

Per i cittadini di Principato Ultra e dell’intera Valle del Sabato, il sequestro rappresenta un segnale concreto di presidio del territorio: le sponde del fiume sono patrimonio pubblico, e il loro uso privato non autorizzato — anche quando avviene in modo silenzioso e prolungato — non rimane invisibile ai controlli delle forze dell’ordine.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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