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Teatro Gesualdo, scontro sulla gestione: Cipriano replica alle critiche sugli abbonamenti

L'assessore Cipriano risponde alle critiche sul Teatro Gesualdo di Avellino, dove gli abbonamenti sono crollati da 2.770 a 62. Scopri lo scontro politico sulla gestione.

Teatro Gesualdo, lo scontro politico sulla gestione: Cipriano risponde alle critiche sugli abbonamenti
Immagine generata con AI

La crisi del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino è al centro di uno scontro politico sempre più acceso tra la Giunta Pizza e le opposizioni consiliari. L’assessore alla Cultura Luca Cipriano ha risposto alle richieste di dimissioni avanzate nei suoi confronti, portando come argomento principale un dato che considera dirimente: gli abbonamenti alla stagione teatrale sono crollati da 2.770 a soli 62, un collasso che — secondo Cipriano — non può essere imputato all’attuale amministrazione ma a un decennio di abbandono gestionale precedente.

Il dato sugli abbonamenti al teatro Gesualdo di Avellino

Il numero che domina il dibattito è inequivocabile: il teatro Gesualdo di Avellino ha visto ridursi la propria base di abbonati da 2.770 a 62. Si tratta di un crollo di proporzioni straordinarie, che fotografa una perdita di oltre il 97% degli abbonati e che l’assessore Cipriano ha utilizzato come punto di partenza della propria replica alle opposizioni.

Cipriano attribuisce questo declino a dieci anni di abbandono amministrativo, sostenendo che la situazione in cui versa oggi il teatro sia il risultato accumulato di scelte — o non scelte — delle amministrazioni che hanno preceduto la Giunta Pizza. La tesi dell’assessore è che sarebbe paradossale chiedere le dimissioni di chi ha ereditato un patrimonio culturale in queste condizioni, piuttosto che di chi lo ha lasciato deteriorare nel corso del tempo.

Il sopralluogo: uffici danneggiati, infiltrazioni e soffitti crollati

A supporto della propria posizione, Luca Cipriano e l’assessore Enza Ambrosone hanno effettuato un sopralluogo all’interno della struttura. Quello che i due assessori hanno riscontrato descrive uno stato di degrado fisico grave: uffici danneggiati, infiltrazioni d’acqua, soffitti crollati, calcinacci e pavimenti rotti. Un quadro che, secondo Cipriano, dimostra come il problema del Gesualdo non sia riconducibile alla gestione corrente ma affonda le radici in anni di mancata manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il sopralluogo ha avuto anche una funzione comunicativa precisa: rendere visibili e documentabili le condizioni in cui l’attuale giunta ha trovato il teatro, trasformando un argomento tecnico in un elemento del confronto politico. La scelta di effettuarlo insieme all’assessore Ambrosone segnala che la questione non è considerata di competenza esclusiva della delega alla Cultura, ma coinvolge più ambiti della giunta.

Le opposizioni chiedono le dimissioni: Spiniello e De Rosa contro Cipriano

Sul fronte opposto, i consiglieri di opposizione Spiniello e De Rosa hanno chiesto esplicitamente le dimissioni dell’assessore Cipriano. Le loro critiche si concentrano sulla gestione attuale del teatro e sulla situazione degli abbonamenti, ritenendo che l’amministrazione in carica non abbia adottato misure adeguate per invertire la tendenza negativa.

La replica di Cipriano ha rovesciato la prospettiva: anziché difendersi sul merito della gestione corrente, l’assessore ha scelto di spostare il confronto sul lungo periodo, indicando nel decennio precedente la radice del problema. È una strategia che punta a redistribuire le responsabilità politiche, ma che non scioglie la domanda su quali azioni concrete l’attuale giunta abbia messo in campo — o intenda mettere in campo — per risolvere la crisi.

Il dibattito rischia di avvitarsi in uno scambio di accuse reciproche se non viene ancorato a dati concreti sulle iniziative in corso. Per ora, lo scontro resta sul piano delle responsabilità storiche più che su quello delle soluzioni operative.

Il piano di rilancio e l’obiettivo di riaprire entro fine anno

Cipriano ha annunciato un piano di rilancio per il teatro Carlo Gesualdo. L’obiettivo dichiarato è quello di riaprire la struttura entro la fine dell’anno, con una stagione paragonabile a quelle del passato. È un traguardo ambizioso, considerato lo stato fisico documentato durante il sopralluogo e la necessità di ricostruire un pubblico che si è disperso nel tempo.

Non sono stati resi noti i dettagli operativi del piano — tempi degli interventi strutturali, risorse stanziate, modello gestionale previsto — elementi che saranno decisivi per valutare la credibilità dell’annuncio. La promessa di una stagione teatrale entro fine 2026 rappresenta comunque un impegno pubblico misurabile, su cui l’amministrazione sarà chiamata a rispondere nei prossimi mesi.

Il teatro Gesualdo di Avellino resta un punto di riferimento culturale per la città e per l’intera provincia, e il suo rilancio è atteso da una comunità che ha visto ridursi drasticamente le opportunità di fruizione teatrale di qualità. Che la riapertura avvenga nei tempi annunciati, e con quale offerta artistica, è la domanda concreta a cui la Giunta Pizza dovrà dare risposta prima che il dibattito politico si esaurisca senza risultati tangibili per i cittadini avellinesi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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