Il presidente francese Emmanuel Macron è rimasto illeso oggi a Damasco, dove si trova per colloqui con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, dopo che due ordigni esplosivi sono esplosi nel centro della capitale siriana, ferendo 18 persone secondo i media locali, in un’area non lontana dall’hotel in cui la delegazione francese aveva soggiornato.
Esplosioni nel centro di Damasco, 18 feriti vicino al Four Seasons
Le esplosioni sono avvenute lungo Shoukry al-Quowatly, una delle arterie principali di Damasco, a circa 125 metri dal Four Seasons hotel, secondo un’analisi dei filmati condotta da BBC Verify. Le immagini circolate sui social mostrano fumo denso e fiamme alzarsi da un veicolo fermo sul lato della strada, mentre alcune persone corrono verso l’incrocio e altre, più prudenti, si allontanano dai marciapiedi.
Una fonte della sicurezza, citata dalla BBC, ha riferito che a provocare le deflagrazioni sarebbero stati due ordigni. La televisione e i media siriani hanno parlato di 18 feriti, tra cui quattro agenti di polizia. Non sono stati diffusi, per ora, dettagli sulle condizioni dei feriti né eventuali rivendicazioni. “Stiamo verificando la dinamica”, ha spiegato una fonte locale, secondo le prime ricostruzioni raccolte sul posto.
Macron al palazzo presidenziale: “Visita confermata”
Al momento delle esplosioni, Emmanuel Macron era impegnato al palazzo presidenziale per l’incontro con Ahmed al-Sharaa, hanno riferito fonti dell’Eliseo. I funzionari francesi hanno precisato che il presidente “è al sicuro” e che non avrebbe udito le detonazioni. Una precisazione asciutta, arrivata mentre sui canali siriani scorrevano le immagini dell’accoglienza ufficiale.
Da Parigi, l’Eliseo ha fatto sapere che la missione “prosegue come previsto”. Macron, arrivato in Siria nella serata di lunedì, dovrebbe ripartire successivamente per la Turchia, dove è atteso al vertice Nato. Nella delegazione francese, secondo quanto trapela, non ci sarebbe stata alcuna modifica immediata all’agenda. “Il programma resta quello stabilito”, ha confidato una fonte diplomatica francese, usando toni prudenti ma netti.
La coincidenza tra le esplosioni e la visita del capo dell’Eliseo ha aumentato la tensione in città. Eppure, almeno nelle comunicazioni ufficiali, le autorità francesi hanno evitato collegamenti diretti tra gli ordigni e la presenza di Macron a Damasco. Solo allora, dopo i primi controlli di sicurezza, la linea è stata confermata: nessun rientro anticipato, nessuna sospensione degli incontri.
La prima visita di un leader Ue dopo la fine dell’era Assad
Il viaggio di Emmanuel Macron in Siria ha un peso politico rilevante: è la prima visita di un leader dell’Unione europea dalla fine dei 24 anni di governo di Bashar al-Assad. Un passaggio seguito con attenzione dalle cancellerie europee e mediorientali, perché segna un tentativo di riaprire un canale diretto con la nuova leadership siriana guidata da Ahmed al-Sharaa.
L’incontro al palazzo presidenziale era stato presentato come un colloquio centrato sulla stabilità regionale, sulla sicurezza e sui rapporti tra Francia e Siria dopo una lunga stagione di rotture diplomatiche. Sul tavolo, secondo fonti diplomatiche, anche il ruolo di Damasco nei dossier mediorientali e il coordinamento con gli alleati in vista del summit Nato in Turchia. Nessuna dichiarazione congiunta dettagliata era stata diffusa nelle ore immediatamente successive alle esplosioni.
La capitale siriana, in quel momento, appariva divisa tra cerimoniale e paura. Da una parte il ricevimento ufficiale, con le bandiere e le strette di mano; dall’altra le sirene, il traffico deviato, gli agenti schierati vicino all’hotel. Un contrasto che racconta bene la fragilità della fase aperta dopo la caduta del vecchio apparato di potere.
Sicurezza sotto pressione dopo l’attacco al caffè di luglio
Le esplosioni di oggi arrivano a pochi giorni da un altro episodio di violenza nel cuore di Damasco. All’inizio di luglio, un ordigno era esploso in un caffè affollato del centro, causando almeno nove morti e 22 feriti, secondo quanto riferito dai media statali siriani. Anche in quel caso, le prime immagini avevano mostrato tavolini rovesciati, vetri infranti e soccorritori al lavoro tra sedie di plastica e macerie leggere.
Le autorità siriane non hanno ancora indicato una pista precisa per gli ordigni esplosi vicino al Four Seasons. In base ai rilievi iniziali, gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere e i resti del veicolo coinvolto, mentre l’area è stata isolata dalle forze di sicurezza. “Servono verifiche tecniche”, ha ammesso una fonte investigativa, invitando a non anticipare conclusioni.
Per Macron, la visita resta dunque confermata, ma si svolge in un clima più teso di quanto previsto alla vigilia. Per Damasco, invece, il messaggio è più ampio: la normalizzazione diplomatica procede, ma la sicurezza interna rimane un banco di prova decisivo. E oggi, nel pieno centro della capitale, quel nodo è tornato davanti agli occhi di tutti.





