Il primo ministro australiano Anthony Albanese si è scusato lunedì 6 luglio 2026 a Canberra per una battuta su Kylie Minogue, pronunciata la settimana scorsa durante il podcast Bush Deep, dopo le critiche arrivate da parlamentari e commentatori che hanno giudicato quelle parole fuori luogo per il capo del governo.
La battuta nel podcast Bush Deep
Il caso è nato da una domanda della comica Nikki Osborne, conduttrice del podcast Bush Deep, che durante l’intervista ha chiesto ad Anthony Albanese chi avrebbe scelto tra Kylie Minogue, Nicole Kidman e Rhonda Burchmore nel gioco “shag, marry or date”, formula di intrattenimento molto usata nei programmi radiofonici e nei podcast anglosassoni. Il premier, senza fermarsi troppo, ha risposto: “Kylie, clearly”, cioè “Kylie, chiaramente”.
Una frase breve, detta in un contesto leggero. Ma, una volta rilanciata sui social e ripresa dai media australiani, la risposta ha cambiato peso. In poche ore il commento su Kylie Minogue, una delle artiste australiane più note al mondo, è diventato un caso politico, con accuse rivolte al premier di aver accettato un gioco considerato sessista e poco adatto al suo ruolo istituzionale.
Albanese non ha provato a difendersi con spiegazioni lunghe. Nella mattinata di lunedì, attraverso una nota di una sola riga, ha fatto sapere: “Mi scuso senza riserve per i commenti”. Una formula asciutta, scelta per chiudere rapidamente la polemica. Non è bastata, almeno nell’immediato.
Le critiche dei parlamentari australiani
Le reazioni più dure sono arrivate dall’opposizione e da alcuni esponenti politici che hanno definito le parole di Anthony Albanese “del tutto inappropriate”. Un parlamentare, citato dai media australiani, ha sostenuto che il premier avrebbe mancato di rispetto non solo a Kylie Minogue, ma anche alla funzione che ricopre.
Un altro deputato ha parlato di commenti “irrispettosi verso le donne” e capaci di “sminuire l’ufficio del primo ministro”. Il punto, secondo i critici, non sarebbe la cantante in sé, né la battuta isolata, ma la disponibilità del capo del governo a partecipare a un gioco basato su categorie intime e sessuali, in un momento in cui la politica australiana discute da anni di linguaggio, molestie e cultura nei luoghi di potere.
La polemica, infatti, si inserisce in un clima già sensibile. A Canberra, negli ultimi anni, il Parlamento è stato attraversato da inchieste, denunce e rapporti interni sul trattamento delle donne negli ambienti istituzionali. Per questo, hanno osservato diversi commentatori, anche una frase detta con tono scherzoso può assumere un significato diverso quando a pronunciarla è il primo ministro.
Perché il nome di Kylie Minogue ha amplificato il caso
Il coinvolgimento di Kylie Minogue ha dato alla vicenda una risonanza ulteriore. La cantante, nata a Melbourne nel 1968, è una figura molto riconoscibile in Australia e nel Regno Unito, con una carriera costruita tra musica pop, televisione e concerti internazionali. Proprio questa familiarità con il pubblico ha reso la battuta più facile da rilanciare, commentare, isolare.
Accanto a lei, nella domanda, comparivano anche l’attrice Nicole Kidman e l’interprete Rhonda Burchmore, entrambe australiane e molto note nel mondo dello spettacolo. La scelta proposta dalla conduttrice del podcast, però, ha riportato al centro un format percepito da molti come datato: ridurre tre donne famose a opzioni romantiche o sessuali, per ottenere una risposta rapida e virale.
Secondo alcuni osservatori, Albanese avrebbe potuto respingere la domanda o trasformarla in una battuta neutra. Non lo ha fatto. E in quel momento, davanti al microfono, una risposta pensata forse per apparire spontanea è diventata materiale politico. È il rischio dei format informali: avvicinano i leader al pubblico, ma li espongono a errori che la comunicazione ufficiale difficilmente consente.
Le scuse di Albanese e il peso della comunicazione politica
Con la frase “Mi scuso senza riserve”, Anthony Albanese ha scelto una linea di contenimento. Nessun attacco ai critici, nessun riferimento al contesto dell’intervista, nessun tentativo di ridimensionare la vicenda. Solo allora il governo ha cercato di riportare l’attenzione sui dossier politici aperti, evitando di alimentare ulteriormente il caso.
La vicenda, però, resta un esempio di quanto sia cambiato il rapporto tra politica, intrattenimento e linguaggio pubblico. I leader partecipano sempre più spesso a podcast, programmi comici e interviste non tradizionali per intercettare un pubblico meno interessato alla politica parlamentare. Ma l’informalità non cancella il ruolo. Anzi, a volte lo espone di più.
Per Albanese, che guida il governo australiano dal 2022, l’episodio difficilmente avrà conseguenze istituzionali immediate. Ha però aperto una discussione sul confine tra ironia e responsabilità, tra spontaneità e rispetto. Una linea sottile, soprattutto quando il microfono è acceso e ogni frase può uscire dal contesto nel giro di pochi minuti.





