Il guasto al carrello di un Canadair ha bloccato nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 6 luglio, la pista dell’aeroporto di Napoli Capodichino, costringendo lo scalo a sospendere per oltre due ore arrivi e partenze per consentire la rimozione del velivolo e il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Canadair fermo in pista a Capodichino: scalo chiuso per oltre due ore
L’aereo antincendio si è fermato intorno alle 17.30 sulla pista dell’aeroporto napoletano, dopo un problema tecnico al carrello. Secondo le prime informazioni diffuse dalla Gesac, la società che gestisce lo scalo, il guasto non ha provocato feriti né danni al velivolo o alle infrastrutture aeroportuali. Ma è bastato a paralizzare il traffico, in una fascia oraria già delicata per partenze e rientri.
Da quel momento la pista è stata dichiarata non disponibile. Gli aerei in avvicinamento a Napoli sono stati indirizzati verso altri aeroporti, mentre per diversi voli in partenza si è proceduto alla cancellazione. Nelle sale dello scalo, raccontano alcuni passeggeri, i monitor hanno iniziato ad aggiornarsi rapidamente: prima i ritardi, poi gli avvisi di stop. “Ci hanno detto di attendere indicazioni”, ha spiegato un viaggiatore diretto a Milano, fermo nell’area imbarchi poco dopo le 18.
Nove partenze cancellate e undici arrivi dirottati
Il bilancio comunicato dalla Gesac parla di nove voli in partenza cancellati e undici voli in arrivo dirottati su altri scali. Le destinazioni alternative indicate sono state Roma Fiumicino, Bari e Salerno, aeroporti scelti per assorbire una parte del traffico che non poteva più atterrare a Napoli Capodichino.
Per molti passeggeri la serata si è trasformata in una lunga attesa tra desk informativi, telefonate e richieste di assistenza alle compagnie. Alcuni viaggiatori in arrivo a Napoli sono stati fatti atterrare a centinaia di chilometri dalla destinazione prevista, con la necessità di organizzare trasferimenti via terra. Non tutti, almeno nelle prime ore, avevano ricevuto indicazioni dettagliate su pullman sostitutivi o nuove coincidenze. Una situazione complicata, ma gestita — secondo quanto riferito dallo scalo — seguendo le procedure previste in caso di chiusura temporanea della pista.
Rimozione del velivolo conclusa dopo le 20
Le operazioni tecniche per spostare il Canadair bloccato sulla pista si sono concluse poco dopo le 20, quando l’aeroporto ha potuto riaprire progressivamente al traffico. Solo allora, dopo le verifiche di sicurezza sulla pista e sulle aree interessate, è stata autorizzata la ripresa di arrivi e partenze.
Il velivolo, utilizzato per attività antincendio, era rimasto fermo a causa della rottura del carrello, un guasto che richiede procedure caute perché il mezzo non può essere movimentato come un aereo in condizioni normali. Sul posto sono intervenuti i tecnici aeroportuali e il personale operativo dello scalo. Nessuna emergenza sanitaria, nessuna evacuazione. Eppure, per oltre due ore, il traffico dell’aeroporto è rimasto sospeso.
La riapertura non ha significato un ritorno immediato alla normalità. Come accade in questi casi, la riprogrammazione dei voli richiede tempo: equipaggi fuori rotazione, aeromobili posizionati in altri scali, passeggeri da ricollocare. Alcune partenze sono state rinviate, altre cancellate in modo definitivo. Le compagnie hanno avviato le comunicazioni ai viaggiatori coinvolti, con le modalità previste dai rispettivi piani di assistenza.
Disagi per i passeggeri e traffico da riprogrammare
La chiusura dell’aeroporto di Napoli Capodichino ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità attorno allo scalo, con taxi e auto private in attesa nelle aree esterne e un flusso insolito di passeggeri diretti ai banchi informazioni. Dentro il terminal, tra bagagli appoggiati a terra e file davanti ai desk, il clima è rimasto teso ma ordinato. “Il problema è capire quando partiremo, non solo se partiremo”, ha confidato una passeggera diretta all’estero, controllando sul telefono gli aggiornamenti del volo.
La Gesac ha reso noto il quadro delle cancellazioni e dei dirottamenti, confermando che la pista è stata riaperta dopo la conclusione delle operazioni di rimozione del Canadair. Restano da assorbire, nelle ore successive, gli effetti dello stop: voli da riallineare, bagagli da instradare, passeggeri da assistere. Una catena di ritardi che, anche dopo la ripresa del traffico, può continuare a pesare sulla programmazione serale.
Per lo scalo partenopeo si è trattato di un blocco improvviso, nato da un guasto tecnico circoscritto ma capace di incidere sull’intera operatività aeroportuale. La priorità, in casi del genere, resta la sicurezza della pista. E a Capodichino, nel tardo pomeriggio, quella scelta ha imposto lo stop completo: due ore abbondanti senza decolli né atterraggi, poi la graduale ripartenza.





