Una giovane donna di Mugnano di Napoli ha partorito nel pomeriggio di oggi, domenica 5 luglio, a bordo del furgone guidato dal marito lungo la Casilina, nel territorio di Castrocielo, mentre la coppia rientrava dal Frusinate verso casa dopo una visita ai parenti e cercava di raggiungere l’autostrada per arrivare in ospedale. La nascita, avvenuta prima che fosse possibile arrivare al pronto soccorso, è stata gestita dall’equipaggio del 118 Ares di Pontecorvo, intervenuto dopo la chiamata d’emergenza del marito.
Parto improvviso sulla Casilina, la corsa verso l’A1 si ferma a Castrocielo
La coppia era stata a Colfelice, in provincia di Frosinone, per incontrare alcuni familiari. Poi il viaggio di ritorno verso la Campania, lungo una delle direttrici più battute della zona: la Casilina, con l’idea di immettersi sulla Leuciana e raggiungere il casello A1 di Pontecorvo. Proprio in quel tratto, mentre il marito guidava il furgone e mancavano ancora diversi chilometri a una struttura sanitaria, la donna ha avuto la rottura delle acque.
Il tempo, a quel punto, si è accorciato di colpo. Secondo le prime ricostruzioni, la donna ha iniziato ad avere contrazioni ravvicinate e il marito, resosi conto che il parto era ormai avviato, ha chiamato il 118 chiedendo aiuto. “Mia moglie sta partorendo”, avrebbe spiegato al telefono, con la voce concitata, cercando intanto un punto sicuro dove fermarsi. Una scena rapida, confusa, ma con una priorità chiara: mettere in sicurezza madre e bambina.
L’intervento del 118 da Pontecorvo e l’allerta all’ospedale di Frosinone
Dalla postazione Ares 118 di Pontecorvo è partito l’equipaggio in servizio, composto dall’infermiere Marco Cardillo, dalla soccorritrice Tiziana Salmasi e dall’autista soccorritore Attilio Pirina. La centrale operativa, nel frattempo, ha mantenuto il contatto con la coppia e ha allertato l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, nel caso in cui si fossero presentate complicazioni durante il parto o subito dopo la nascita.
Quando i sanitari hanno raggiunto il furgone a Castrocielo, è apparso chiaro che non c’era più margine per un trasferimento immediato. Neanche il tempo di caricare la donna sull’ambulanza e correre verso il pronto soccorso. Solo allora l’equipaggio ha deciso di intervenire sul posto, trasformando per pochi minuti l’abitacolo del mezzo in una piccola sala parto d’emergenza. Una scelta obbligata, presa in strada, con lucidità e pochi strumenti a disposizione.
La bimba nasce nel furgone, poi la complicazione del cordone
La donna è stata fatta distendere nel furgone, mentre i soccorritori preparavano il materiale necessario e il marito restava accanto a lei, tra paura e incredulità. Il parto è avvenuto lì, lungo la strada, con l’assistenza dell’equipaggio del 118. Pochi istanti dopo, però, i sanitari hanno dovuto affrontare una complicazione: la neonata aveva il cordone ombelicale intorno al collo, una condizione che può compromettere la respirazione se non viene gestita in modo rapido.
L’intervento dell’infermiere e dei soccorritori ha evitato conseguenze gravi. In quei secondi, hanno spiegato fonti sanitarie, la priorità era liberare la piccola e verificare subito i parametri vitali. La bambina ha rischiato di soffocare, ma l’assistenza arrivata in tempo ha permesso di superare la fase più delicata. Poi il primo respiro, il controllo della madre, le manovre di stabilizzazione. E, finalmente, un po’ di calma.
Madre e figlia trasferite in ospedale: condizioni sotto controllo
Dopo la nascita, madre e figlia sono state affidate alle cure dei sanitari e trasferite in ospedale per gli accertamenti di routine. Le loro condizioni, in base a quanto riferito dopo l’intervento, non destano preoccupazione. La puerpera è stata monitorata dai medici, mentre la neonata è stata sottoposta ai controlli previsti dopo un parto avvenuto fuori da una struttura ospedaliera, soprattutto per la complicazione legata al cordone.
La vicenda, nel Frusinate, ha attirato l’attenzione anche per la rapidità con cui si è sviluppata: dalla chiamata al 118 alla nascita è passato poco tempo, abbastanza però perché l’equipaggio di Pontecorvo riuscisse a raggiungere la coppia e ad assisterla. Per il marito, partito da Colfelice con l’idea di tornare a casa, il viaggio si è trasformato in qualcosa di molto diverso. Una corsa interrotta a bordo strada. E una figlia venuta al mondo prima del previsto, sulla Casilina, mentre tutti cercavano solo di arrivare in tempo.





