Cronaca

Napoli, paura in centro: fermati il pistolero e l’uomo con il Kalashnikov

Agenti di polizia al lavoro in una piazza, area transennata con nastro e marker delle prove vicino a un ingresso metro
Polizia scientifica e agenti controllano l’area transennata dopo una sparatoria nel centro di Napoli.

Tre persone sono state sottoposte a fermo dalla Squadra Mobile di Napoli tra la notte e la mattina di oggi, mercoledì 1 luglio, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda sulla violenta rissa esplosa ieri sera in piazzetta Montesanto, nel cuore della città, dove due gruppi si sono affrontati anche a colpi d’arma da fuoco: tra loro ci sono Giuseppe Triuolo, ripreso mentre spara in aria con una pistola, ed Emanuele Iaccarino, l’uomo visto nei video con un Kalashnikov.

Napoli, fermi dopo la sparatoria in piazzetta Montesanto

Le immagini circolate sui social, riprese da finestre e balconi della zona, hanno avuto un peso immediato nelle indagini sulla rissa armata a Montesanto. In uno dei filmati si vede un uomo impugnare una pistola e sparare due colpi in aria, in mezzo alla confusione. Secondo gli investigatori si tratta di Giuseppe Triuolo, ora raggiunto dal provvedimento di fermo.

Nello stesso contesto compare anche Emanuele Iaccarino, vestito di nero, mentre si muove nella piazzetta con un’arma lunga che gli inquirenti indicano come un Kalashnikov. Una scena durata pochi secondi, ma sufficiente a restituire la tensione di quei minuti: urla, persone in fuga, il rumore degli spari che rimbalza tra i vicoli e le facciate dei palazzi.

La misura precautelare è stata notificata anche ad Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino. Alla donna, in base a quanto ricostruito dalla polizia, viene contestato di avere nascosto la pistola usata da Triuolo durante la rissa. Un passaggio che gli investigatori ritengono rilevante per ricostruire la gestione delle armi dopo l’esplosione della violenza.

La perquisizione e l’arresto di Gianluca Calvanese

Questa mattina, durante una perquisizione collegata alla stessa vicenda, la Squadra Mobile ha arrestato un quarto uomo, Gianluca Calvanese, 38 anni. Gli agenti hanno trovato nella sua abitazione una pistola calibro 9, nascosta nella stanza da letto. Un dettaglio che, secondo chi indaga, conferma la presenza di più armi nella disponibilità delle persone coinvolte.

Calvanese, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbe anche lui coinvolto nei fatti avvenuti ieri sera a Napoli. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno incrociando testimonianze, filmati e rilievi tecnici eseguiti sul posto. “Stiamo lavorando per ricostruire ogni passaggio”, spiegano fonti investigative, mantenendo il riserbo sul contenuto degli accertamenti.

La zona di Montesanto, snodo centrale tra funicolare, cumana e metropolitana, ieri sera era ancora frequentata da residenti e passanti. La comparsa delle armi, in un’area così esposta, ha creato allarme immediato. Alcuni testimoni avrebbero raccontato di aver visto persone correre verso le strade laterali subito dopo i colpi, mentre altri si sono chiusi nei locali.

Le indagini della Dda e il nodo del movente

Il fascicolo è coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che sta cercando di chiarire il contesto in cui è maturato lo scontro. Al momento, secondo quanto emerge dagli accertamenti, i quattro non risultano formalmente inseriti in gruppi criminali strutturati. È un punto non secondario, anche se non chiude la partita investigativa.

Il movente, infatti, non è ancora definito. Gli investigatori non escludono che alla base della rissa a colpi d’arma da fuoco possano esserci dissidi legati ad affari illeciti, forse tensioni precedenti esplose poi in strada. Una pista, questa, ancora da verificare con riscontri concreti. Per ora si procede sulle immagini, sulle armi sequestrate e sui rapporti tra le persone fermate.

Resta aperta anche una domanda pesante: come sia stato possibile procurarsi un’arma da guerra come un Kalashnikov. Non si tratta di un elemento marginale, perché la presenza di un fucile d’assalto in una lite di strada cambia il livello di pericolo e il profilo dell’intera vicenda. Su questo punto, gli accertamenti della polizia sono ancora in corso.

Video sui social, testimoni e armi al centro degli accertamenti

I video diffusi sui social sono ora parte centrale del lavoro investigativo. Gli agenti della Squadra Mobile li stanno esaminando fotogramma per fotogramma, insieme alle immagini di eventuali telecamere pubbliche e private presenti nell’area di piazzetta Montesanto. Solo allora sarà possibile stabilire con maggiore precisione ruoli, movimenti e tempi della rissa.

Le armi sequestrate o individuate, dalla pistola calibro 9 al presunto Kalashnikov, saranno sottoposte agli accertamenti tecnici. Gli esperti dovranno verificare se siano state usate, quante volte e da chi. Anche i bossoli eventualmente recuperati sul posto potranno aiutare a definire la dinamica, minuto dopo minuto.

Nel quartiere, intanto, resta la preoccupazione per quanto accaduto in una zona attraversata ogni giorno da studenti, lavoratori e pendolari. “Sembrava una scena fuori controllo”, avrebbe raccontato un residente agli investigatori, ancora scosso per gli spari sentiti dalla finestra. La città, in quelle immagini, ha visto una violenza improvvisa e armata. Ora spetta alla Dda di Napoli chiarire da dove sia partita e perché.

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