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Atripalda riaccende il Pride: il Comune rilancia l’impegno per diritti e inclusione

Giugno ad Atripalda sarà il mese del Pride, un'iniziativa per rendere tangibile l'impegno della comunità e della politica per i diritti della comunità lgbtqia+.

Persone in corteo Pride in una piazza italiana con bandiera arcobaleno e striscione “Inclusione, Diritti, Dialogo, Unità
Corteo Pride in una piazza cittadina con bandiere arcobaleno e striscione su inclusione, diritti, dialogo e unità.

Atripalda riaccende il Pride. L’appuntamento tornerà nel giugno 2026, in provincia di Avellino, con il sostegno del Comune e dell’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Spagnuolo. Al centro restano i temi dei diritti, dell’inclusione e del contrasto ai pregiudizi. La città irpina rimette così in moto una manifestazione che non è soltanto una giornata in piazza, ma un pezzo di un percorso più largo. Sociale, culturale, istituzionale.

Il Pride torna ad Atripalda, il Comune c’è

Il ritorno del Pride ad Atripalda conferma una scelta precisa: dare spazio e voce a un tema che riguarda la vita di tutti i giorni, il rispetto delle differenze e il diritto di ogni persona a sentirsi riconosciuta anche nello spazio pubblico. Il Comune di Atripalda, nella presentazione dell’iniziativa, ha ribadito la volontà di accompagnare il percorso avviato sul territorio. Un sostegno che il sindaco Paolo Spagnuolo ha legato a un impegno di civiltà. Non una firma messa per dovere, dunque, ma un segnale politico e istituzionale.

In una comunità dove il confronto sui diritti passa anche da gesti concreti, presenze, parole dette davanti a tutti. La manifestazione ha già riaperto il dibattito oltre i confini cittadini, coinvolgendo associazioni, amministratori e cittadini attenti ai temi dell’uguaglianza e della partecipazione. Ad Atripalda il Pride ha un peso particolare: non solo colori e corteo, ma un momento di riconoscimento collettivo. Chi partecipa rivendica diritti, certo. Ma dice anche che la città può essere uno spazio più aperto, meno diffidente.

Uno sportello per dare continuità al Pride

Accanto al sostegno alla manifestazione, l’amministrazione comunale ha richiamato anche l’apertura di uno sportello dedicato all’associazione promotrice del Pride. Un presidio pensato per non fermare tutto al giorno dell’evento. È uno degli aspetti più concreti del percorso: un punto di riferimento stabile, capace di raccogliere bisogni, richieste di ascolto, situazioni di disagio o discriminazione. In realtà come quelle dell’Irpinia, dove non sempre è facile trovare luoghi sicuri in cui parlare, anche uno sportello può contare molto.

Pride Atripalda

Ad Atripalda torna il Pride (IlSabato.it)

Il progetto, nelle intenzioni del Comune, punta a creare un rapporto più diretto tra istituzioni, associazioni e cittadini. Non sono passaggi che cambiano le cose dall’oggi al domani, e raccontarlo così sarebbe forzato. Però aiutano a costruire abitudine al confronto. Una porta aperta, un referente, un orario, una stanza in cui entrare senza sentirsi giudicati: sembrano dettagli, ma quando si parla di inclusione diventano sostanza. Soprattutto per i più giovani, spesso i primi a chiedere ascolto e gli ultimi a trovarlo.

Spagnuolo e quella “battaglia di civiltà”

«Per noi è un grandissimo onore e un grandissimo piacere», ha detto il sindaco Paolo Spagnuolo, commentando il ritorno del Pride ad Atripalda. Il primo cittadino ha parlato di «grande entusiasmo» attorno alla nuova edizione e ha spiegato che l’obiettivo dell’amministrazione è dare un contributo, anche piccolo, a quella che considera «una vera e propria battaglia di civiltà». Parole chiare, senza troppi giri.

Spagnuolo ha insistito su un punto: il Pride non è solo una giornata di visibilità, ma anche un’occasione per spingere un cambiamento culturale. Un lavoro lento, fatto di dialogo e presenza. «Esiste ancora un muro da abbattere», ha osservato il sindaco, aggiungendo però che non si tratta di un muro “di gomma”. Può essere scalfito, ha spiegato, con la consapevolezza, il confronto e la scelta di non voltarsi dall’altra parte. È il tono dell’iniziativa: rivendicare, sì, ma anche provare a far crescere una coscienza civile.

Diritti e inclusione, il muro dei pregiudizi è ancora lì

Il nodo resta quello dei pregiudizi. Ci sono ancora, spesso in forme quotidiane e meno facili da riconoscere: una battuta, un’esclusione, un silenzio imbarazzato, una distanza tenuta per abitudine. Il Pride di Atripalda prova a intervenire proprio qui, portando in strada un messaggio fatto di diritti civili, rispetto delle identità e responsabilità della comunità. Una manifestazione, da sola, non cambia tutto. Ma può aprire una crepa. E da quella crepa può passare qualcosa. Il sindaco ha affidato anche un auspicio al futuro: arrivare un giorno a ritrovarsi soltanto per festeggiare, senza dover spiegare ancora perché inclusione e uguaglianza siano necessarie.

«Spero che arrivi presto il giorno in cui ci si ritroverà semplicemente per festeggiare», ha detto Spagnuolo, immaginando una società in cui quel muro sia stato definitivamente abbattuto. Per ora, ad Atripalda, il percorso continua. Con i colori del Pride, con uno sportello aperto, con una città chiamata a guardarsi dentro. E a scegliere da che parte stare.

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