Il borgo di Summonte, alle pendici del Monte Partenio nella provincia di Avellino, si prepara ad ospitare la seconda edizione di un cartellone teatrale che trasforma il piccolo centro irpino in un polo culturale di riferimento per l’intera area. Il teatro Summonte torna protagonista con Il Palcoscenico del Partenio, una stagione da 25 appuntamenti distribuiti tra il 30 ottobre 2026 e il 23 maggio 2027, promossa dal Comune di Summonte in collaborazione con la Diocesi di Avellino.
Una seconda edizione che consolida il progetto
La prima edizione aveva già dimostrato che un borgo di piccole dimensioni può diventare un punto di riferimento teatrale per l’Irpinia. La stagione 2026/2027 conferma e amplia quella scommessa, strutturandosi in due programmi distinti — Teatro al Borgo e Nuove Direzioni — capaci di intercettare pubblici diversi e proporre linguaggi teatrali complementari. La sede degli spettacoli è l’Auditorium “Don Alberto De Simone” di Summonte, uno spazio che il progetto ha contribuito a valorizzare come luogo di incontro culturale stabile per la comunità locale e per i visitatori provenienti dall’hinterland avellinese.
La collaborazione tra il Comune e la Diocesi di Avellino rappresenta un modello di governance culturale che unisce l’istituzione civica e quella religiosa in un territorio dove entrambe hanno un peso specifico nella vita quotidiana delle persone. Non si tratta di un cartellone calato dall’alto, ma di un progetto radicato nelle reti locali, affidato a soggetti con esperienza diretta nel settore.
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Nuove Direzioni: otto spettacoli il venerdì sera con Piccola Città Teatro
Il programma Nuove Direzioni è curato da Piccola Città Teatro con la direzione artistica di Espedito Giaccio. La formula scelta è quella degli spettacoli del venerdì sera alle 21:00, con otto rappresentazioni in stagione più un evento speciale fissato per il 12 febbraio 2027.
Il sipario si apre il 30 ottobre 2026 con Gino Bartali – Non è roba da dire, regia di Marco Serra, uno spettacolo che ricostruisce la figura del campione di ciclismo toscano tra sport, guerra e umanità. La scelta di inaugurare con un testo dedicato a Bartali non è casuale: il teatro che racconta storie di italiani straordinari, capaci di agire nel silenzio, risponde a un gusto del pubblico irpino che apprezza la narrazione biografica e il teatro civile.
Il cartellone di Nuove Direzioni include titoli di respiro diverso. Io, Don Chisciotte porta in scena il grande personaggio cervantino nella sua perenne attualità. D.O.C.G. – In vino veritas strizza l’occhio al territorio e alla cultura enogastronomica campana, con un titolo che suona familiare in una provincia dove la viticoltura è identità. Charlie Chaplin – L’uomo dietro la maschera esplora la biografia del genio del cinema muto. Alfonsina – Non puoi fermare il vento con le mani porta in scena la storia di Alfonsina Strada, pioniera del ciclismo femminile. Chiude il programma principale La locandiera, il classico goldoniano che non smette di parlare al presente.
Teatro al Borgo: la dimensione comunitaria affidata ad Atlas APS
Il secondo programma della stagione, Teatro al Borgo, è promosso da Atlas APS e risponde a una logica diversa rispetto a Nuove Direzioni. Se quest’ultimo punta su una programmazione strutturata con compagnie e titoli definiti, Teatro al Borgo ha una vocazione più marcatamente territoriale e partecipativa, pensata per coinvolgere la comunità di Summonte e i borghi limitrofi in modo diretto.
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Questa distinzione tra i due filoni è uno degli elementi più interessanti del modello adottato dal teatro di Summonte: la stagione non è monolitica, ma dialoga con esigenze e sensibilità differenti. Da un lato la proposta artistica professionale con testi e regie di qualità; dall’altro la dimensione comunitaria che trasforma gli spettatori in protagonisti della vita culturale del borgo.
Perché Summonte e cosa significa per l’Irpinia
Summonte è un comune di dimensioni contenute, ma la sua posizione alle pendici del Partenio lo rende facilmente raggiungibile da Avellino e dai comuni dell’hinterland. La scelta di costruire una stagione teatrale strutturata in un borgo come questo non è soltanto una questione di decentralizzazione culturale: è una risposta concreta al rischio di spopolamento che colpisce molti centri irpini, dove la mancanza di offerta culturale accelera il distacco delle generazioni più giovani.
Il teatro a Summonte diventa così un presidio. Non nel senso retorico del termine, ma in senso pratico: un appuntamento regolare, ogni venerdì sera, che dà un ritmo alla vita del paese e motiva le persone a restare — o a tornare — sul territorio. La collaborazione con la Diocesi di Avellino aggiunge una rete di relazioni che supera i confini amministrativi del singolo Comune, potenzialmente allargando il bacino di pubblico a tutta la comunità ecclesiale della provincia.
Per chi vive in provincia di Avellino e cerca un’alternativa culturale di qualità senza spostarsi verso il capoluogo campano, Il Palcoscenico del Partenio offre una risposta concreta: 25 appuntamenti, due programmi complementari, una stagione che va dall’autunno alla primavera e che trasforma Summonte in un riferimento teatrale stabile per l’intera Irpinia. Informazioni aggiornate sul programma completo sono disponibili attraverso i canali del Comune di Summonte e degli organizzatori.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.





