Panorama

Sette e Quarantacinque” di Giuseppe Tecce: presentazione a Grottaminarda

Venerdì 30 ottobre al Castello d'Aquino di Grottaminarda si presenta Sette e Quarantacinque di Giuseppe Tecce, noir di provincia edito da Graus Edizioni.

'Sette e Quarantacinque' di Giuseppe Tecce: presentazione a Grottaminarda
Immagine generata con AI

Venerdì 30 ottobre il Castello d’Aquino di Grottaminarda ospiterà la presentazione di Sette e Quarantacinque, il noir di provincia firmato da Giuseppe Tecce e pubblicato da Graus Edizioni. L’appuntamento porta un romanzo ambientato in Irpinia direttamente nel cuore del territorio che racconta, offrendo ai lettori locali un’occasione concreta per incontrare l’autore e il suo lavoro.

Un noir radicato nel paesaggio irpino

Sette e Quarantacinque è un romanzo noir la cui storia si svolge interamente in Irpinia, con Gesualdo come scenario principale delle indagini. Protagonista è il giornalista Mimì Gagliardi, una figura che si muove tra le pieghe di una provincia che molti lettori campani riconosceranno con precisione: strade, borghi, atmosfere e dinamiche sociali che appartengono a questo territorio specifico, non a un’Italia generica da cartolina.

Il libro rappresenta il primo capitolo di una trilogia, il che significa che il personaggio di Gagliardi è destinato a tornare, e con lui i paesaggi e le contraddizioni dell’Irpinia. Per un genere come il noir, profondamente legato al senso del luogo, la scelta di ambientare la narrazione in questa provincia non è un dettaglio secondario: è la sostanza stessa del racconto. La tradizione del noir di provincia — quella che ha prodotto autori come Andrea Camilleri con la Sicilia o Massimo Carlotto con il Nordest — trova in Tecce un interprete che conosce il territorio dall’interno.

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Chi è Giuseppe Tecce: undici libri tra Benevento e Paternopoli

Giuseppe Tecce è uno scrittore campano nato a Benevento nel 1972, con radici nella comunità irpina di Paternopoli. Il suo legame con l’Irpinia non è quindi soltanto letterario: è biografico, e si riflette nella capacità di restituire nei suoi testi una geografia umana e fisica riconoscibile da chi vive o ha vissuto in questi luoghi.

Nel corso della sua carriera Tecce ha pubblicato undici libri, che comprendono romanzi, racconti e diari di viaggio. Una produzione variegata che dimostra una curiosità letteraria non limitata a un solo registro: il passaggio al noir con Sette e Quarantacinque non è quindi un esordio assoluto, ma l’approdo di un autore già formato a un genere che richiede rigore costruttivo e padronanza del ritmo narrativo.

La scelta di Graus Edizioni come editore colloca il romanzo in un catalogo che ha una presenza consolidata nel panorama editoriale campano e meridionale, con attenzione alle voci del territorio.

La presentazione al Castello d’Aquino il 30 ottobre

La sede scelta per la presentazione è il Castello d’Aquino, uno dei luoghi simbolo di Grottaminarda, comune della provincia di Avellino. La location non è casuale: un castello medievale come cornice per un noir ambientato in Irpinia costruisce una coerenza tra contenuto e contesto che raramente si trova nelle presentazioni editoriali standard.

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Grottaminarda si trova nell’Alta Irpinia, in una posizione geografica che la rende accessibile da diversi comuni della provincia. L’evento del 30 ottobre 2026 rappresenta quindi un’occasione aperta non solo ai residenti del comune ma a chiunque, nell’hinterland avellinese, segua la produzione letteraria locale o sia semplicemente curioso di un genere narrativo che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio anche in Italia.

Per chi è interessato a partecipare, il riferimento istituzionale per eventuali aggiornamenti sull’evento è il portale ufficiale del Comune di Grottaminarda, dove l’appuntamento è registrato nella sezione eventi.

Il noir come strumento per leggere il territorio

La presentazione di Sette e Quarantacinque a Grottaminarda si inserisce in un filone sempre più visibile nella cultura irpina: quello di autori che scelgono la provincia come materia letteraria senza ridurla a sfondo pittoresco, ma trattandola come un ambiente vivo, con le sue tensioni, le sue storie irrisolte e i suoi personaggi. Il giornalista Mimì Gagliardi che indaga a Gesualdo non è un detective metropolitano calato in un paesaggio esotico: è un personaggio che appartiene a quel mondo, e questo cambia radicalmente il modo in cui il lettore irpino si rapporta alla narrazione.

Che Sette e Quarantacinque sia il primo di tre romanzi previsti apre una prospettiva interessante: se la trilogia sarà completata, Tecce avrà costruito un ciclo narrativo interamente dedicato all’Irpinia, una rarità nel panorama della narrativa di genere italiana. L’appuntamento del 30 ottobre al Castello d’Aquino è dunque anche il punto di partenza di un progetto più ampio, che vale la pena seguire fin dall’inizio.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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