L’Iran ha aperto venerdì a Teheran diversi giorni di lutto pubblico per l’ex Guida suprema Ali Khamenei, ucciso a febbraio nei raid lanciati da Stati Uniti e Israele, con una serie di cerimonie funebri che culmineranno giovedì prossimo nella sepoltura a Mashhad, sua città natale, in un passaggio carico di valore religioso e politico mentre resta fragile la tregua firmata a giugno tra Teheran e Washington.
A Teheran il feretro esposto al Grand Mosalla
Il corpo dell’ayatollah Ali Khamenei sarà esposto da venerdì nel Grand Mosalla di Teheran, il grande complesso religioso della capitale, dove le autorità iraniane prevedono l’arrivo di una folla compresa, secondo le stime ufficiali, tra 12 e 20 milioni di persone. I media di Stato e gli organizzatori hanno già definito le esequie il “funerale del secolo”, una formula ripetuta nelle ultime ore anche dai canali vicini ai Pasdaran.
Le cerimonie pubbliche inizieranno sabato alle 6 del mattino, ora locale, nell’area dell’Imam Khomeini Mosalla. I visitatori potranno entrare per rendere omaggio fino a domenica pomeriggio, con percorsi obbligati e tempi di permanenza ridotti. Il comandante Hassan Hassanzadeh, alla guida del Corpo Mohammad Rasulullah di Teheran, ha spiegato che la bara sarà collocata su una piattaforma rialzata, così da permettere ai fedeli di avvicinarsi e uscire nell’arco di 15-20 minuti. “Il flusso deve restare continuo”, ha detto, secondo quanto riportato dai media locali.
Accanto al feretro dell’ex Guida suprema saranno esposti anche i resti di alcuni familiari di Khamenei, rimasti uccisi negli stessi attacchi di febbraio. La capitale, già da giovedì sera, è apparsa blindata: barriere di metallo agli accessi del centro, pattuglie in divisa agli incroci principali, altoparlanti montati lungo le arterie che portano al Mosalla.
Uffici chiusi, traffico limitato e spazio aereo controllato
Per gestire l’afflusso, le autorità hanno disposto la chiusura degli uffici pubblici e privati di Teheran da sabato a lunedì. Secondo l’agenzia AFP, gran parte del centro sarà interdetta ai veicoli privati, mentre i trasporti pubblici saranno potenziati nelle fasce del mattino e del tardo pomeriggio. Una misura necessaria, hanno spiegato funzionari municipali, per evitare blocchi prolungati nelle aree vicine a piazza Haft-e Tir e alle strade che conducono al Mosalla.
Anche lo spazio aereo su Teheran subirà limitazioni: chiusura parziale da venerdì, stop completo previsto per lunedì. Non sono stati diffusi, al momento, dettagli sui voli cancellati o dirottati. “La priorità è la sicurezza delle cerimonie”, ha riferito un funzionario del comitato organizzatore, senza aggiungere altri particolari. In città, intanto, molti negozianti hanno abbassato le serrande in anticipo; altri, soprattutto nelle zone più lontane dal centro, sono rimasti aperti ma con afflusso ridotto.
Il contesto resta delicato. Le esequie arrivano poche settimane dopo la firma di un accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti per fermare il conflitto esploso dopo gli attacchi congiunti di Washington e Tel Aviv. La tregua, osservata dalle parti, viene descritta da diplomatici regionali come “fragile”. E proprio per questo, ogni passaggio del funerale sarà seguito da vicino dalle cancellerie straniere.
Da Qom a Najaf, il corteo attraversa i luoghi dello sciismo
Martedì le cerimonie si sposteranno a Qom, città santa a sud di Teheran, dove un alto religioso sciita guiderà la preghiera funebre a Jamkaran, uno dei siti più simbolici per lo sciismo iraniano. La scelta del luogo, spiegano fonti religiose citate dalla stampa locale, richiama il legame tra la figura di Khamenei e le istituzioni clericali della Repubblica islamica. Non solo un rito, dunque. Anche un messaggio interno.
Il giorno successivo il feretro arriverà a Najaf, in Iraq, per una processione presso il santuario dell’Imam Ali, primo imam dello sciismo. Le commemorazioni proseguiranno poi a Karbala, prima del rientro in Iran. Secondo funzionari iraniani, il passaggio iracheno è stato organizzato su richiesta di gruppi locali; diversi analisti lo leggono come una dimostrazione dell’influenza esercitata da Khamenei nel mondo musulmano sciita e dei legami religiosi e politici costruiti da Teheran nella regione.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è recato nei giorni scorsi a Baghdad per coordinare la logistica con le autorità irachene. Ha parlato di una cerimonia di “importanza simbolica”, formula misurata ma chiara. La presenza di delegazioni straniere è attesa lungo l’intero percorso: tra i leader annunciati figura il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, mentre altri governi non hanno ancora confermato ufficialmente il livello della rappresentanza.
La sepoltura a Mashhad e il nodo Mojtaba
Giovedì il corpo di Khamenei sarà sepolto a Mashhad, nella città in cui era nato, presso il santuario dell’Imam Reza, ottavo imam dello sciismo e principale luogo di pellegrinaggio dell’Iran. Ogni anno il complesso accoglie milioni di fedeli, e per la giornata della sepoltura sono previste misure di sicurezza estese anche alle strade di accesso alla città. Le commemorazioni, hanno annunciato le autorità, continueranno in tutto il Paese per 40 giorni, con eventi già programmati fino al primo anniversario della sepoltura.
Resta aperta la questione più osservata: la presenza o meno di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex Guida suprema e suo successore, che non è apparso in pubblico da quando ha assunto l’incarico. La scorsa settimana Ali Akbar Pourjamshidian, segretario del comitato organizzatore, ha detto che ogni decisione sulla sua partecipazione sarà comunicata dagli uffici del comandante in capo delle forze armate e della nuova Guida suprema. Una risposta formale, che non ha spento le domande.
Un altro nodo riguarda chi guiderà la preghiera funebre, ruolo che nella tradizione sciita ha un peso religioso ma anche politico. Il nome non è stato ancora annunciato. E in Iran, in queste ore, anche un dettaglio del cerimoniale può diventare un segnale: verso l’interno, verso gli alleati regionali, verso gli avversari che osservano da lontano.





