Cronaca

Vandalismo ad Atripalda, il sindaco presenta querela: «Tolleranza zero»

Il sindaco Paolo Spagnuolo ha presentato una querela contro ignoti per combattere il crescente problema del vandalismo ad Atripalda.

Panchina rotta e cestino divelto su un vialetto di parco, con graffiti sul muro e una telecamera sullo sfondo
Arredi urbani danneggiati e graffiti in un giardino comunale, immagine simbolo dei recenti episodi di vandalismo ad Atripalda.

Ad Atripalda il tema del vandalismo torna a pesare sul centro cittadino. Dopo gli ultimi danneggiamenti tra piazza Umberto I, piazza Sparavigna e la villa comunale, il sindaco Paolo Spagnuolo ha presentato una querela contro ignoti alla Questura di Avellino, negli uffici della Digos. L’obiettivo è chiaro: risalire ai responsabili e fermare una serie di episodi che sta colpendo luoghi frequentati ogni giorno da famiglie, bambini e anziani.

Raid tra piazza Umberto I e villa comunale: gli ultimi danneggiamenti

Gli ultimi episodi di vandalismo ad Atripalda rientrano in una scia di danneggiamenti segnalati tra piazza Umberto I e la villa comunale, due punti centrali della vita cittadina. Panchine, arredi urbani e muri sono finiti nel mirino di ignoti, secondo quanto ricostruito dall’amministrazione comunale. Non un caso isolato, quindi. Ma una sequenza che ha spinto il Comune a cambiare passo.

Si tratta della zona più vissuta del centro, attraversata soprattutto nel pomeriggio da genitori con bambini, anziani e ragazzi. Anche per questo, fanno sapere da Palazzo di Città, quei gesti non vengono letti come semplici bravate. Colpiscono spazi di tutti. E costringono l’ente a intervenire ancora, per restituire decoro e sicurezza ai luoghi danneggiati.

Il sindaco Paolo Spagnuolo, dopo i sopralluoghi e le nuove segnalazioni, ha scelto la strada della denuncia formale. Una decisione arrivata al termine di giorni di verifiche, con un intento preciso: dare seguito agli accertamenti e non fermarsi alla sola condanna pubblica.

La scritta sui muri e la rabbia di amministrazione e cittadini

A far salire il livello della tensione è stata anche la comparsa della scritta “Sexy e Anarchy” sui muri della villa comunale di Atripalda. Un gesto che ha provocato irritazione nell’amministrazione e tra molti residenti. Una frase lasciata su uno spazio pubblico, sotto gli occhi di chi attraversa la villa. In poche ore è diventata il segno di un disagio più largo. Brutta da vedere. E difficile da derubricare a episodio minore.

Dal primo cittadino è arrivato un messaggio netto: «Tolleranza zero». Spagnuolo, commentando l’accaduto, ha ribadito la volontà del Comune di perseguire ogni forma di inciviltà contro il patrimonio pubblico. Non solo parole. La querela contro ignoti ne è la conseguenza concreta.

Tra i cittadini, intanto, cresce la richiesta di maggiori controlli e interventi rapidi. C’è chi parla di “mancanza di rispetto per la città”, chi chiede sanzioni esemplari, chi ricorda semplicemente che quei luoghi sono di tutti e come tali andrebbero trattati. Commenti semplici, spesso amari. Ma molto diffusi, soprattutto tra chi frequenta ogni giorno la zona della villa.

Querela contro ignoti alla Digos: al vaglio le immagini della videosorveglianza

La querela contro ignoti è stata depositata in Questura ad Avellino, presso la Digos, e consentirà alle autorità competenti e alla Procura di Avellino di avviare gli accertamenti. Al centro delle verifiche ci sono le immagini della videosorveglianza installata nella villa comunale di piazza Sparavigna, dove sarebbe stato ripreso l’autore dei danneggiamenti.

Panchina rotta in un parco cittadino, con foglie e rifiuti a terra e muro con graffiti sullo sfondo

Una panchina danneggiata e graffiti in un parco pubblico, simbolo dei recenti episodi di vandalismo in città.

Secondo le prime ricostruzioni, i filmati potrebbero fornire elementi utili per risalire all’identità del responsabile. Toccherà agli investigatori valutare la qualità delle immagini, gli orari, gli eventuali movimenti prima e dopo il raid. Un lavoro di riscontri, passo dopo passo.

L’amministrazione comunale ha scelto di muoversi attraverso gli strumenti previsti dalla legge. La denuncia, spiegano dal Comune, non ha solo un valore simbolico: serve a mettere gli atti nelle mani degli organi inquirenti. Così la vicenda passa dalla protesta pubblica agli accertamenti giudiziari.

Ripristini e decoro urbano: il conto dei raid ricade sulla comunità

Gli atti di vandalismo non lasciano soltanto segni sui muri o sugli arredi. Per il Comune di Atripalda significano anche costi di ripristino, ore di lavoro, risorse da togliere ad altri interventi. Ogni scritta da cancellare, ogni elemento da riparare, ogni area da rimettere in ordine pesa sulle casse pubbliche. E dunque sulla comunità.

È uno dei punti richiamati dall’amministrazione comunale: danneggiare gli spazi pubblici significa colpire il patrimonio collettivo della città e, più in generale, della valle del Sabato. Non riguarda solo chi amministra. Riguarda chi quei luoghi li usa, li attraversa, li vive.

Il Comune ha annunciato una linea di fermezza, legando il tema del decoro urbano a quello della responsabilità civica. Riparare dopo ogni raid vuol dire spendere soldi che potrebbero andare a servizi, manutenzioni programmate o piccoli interventi per la città. Per questo la querela presentata dal sindaco Paolo Spagnuolo segna un passaggio preciso: non solo ripulire e andare avanti, ma provare a individuare chi danneggia e chiedergliene conto.

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