Cronaca

Droga e riciclaggio, catturati in Polonia e Spagna due latitanti ricercati

Due investigatori in ufficio davanti a una mappa dell’Europa con segnapunti rossi, tra laptop e fascicoli
Investigatori al lavoro su una mappa europea e documenti, simbolo di cooperazione internazionale per la cattura di latitanti.

Due latitanti ricercati dalla giustizia italiana, uno condannato per traffico di sostanze stupefacenti e l’altro per ricettazione e riciclaggio, sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in Polonia e in Spagna, al termine di indagini coordinate dalla procura generale di Napoli per dare esecuzione a condanne definitive rimaste finora inevase.

Arrestato a Cracovia Rafal Pischinger, ricercato dal 2020

Il primo arresto è avvenuto a Cracovia, in Polonia, dove i militari hanno rintracciato Rafal Pischinger, cittadino di origini polacche ricercato dal 2020. L’uomo deve scontare una pena di 10 anni di reclusione dopo una condanna legata a un’inchiesta sul narcotraffico internazionale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Pischinger avrebbe avuto il ruolo di corriere per un gruppo criminale impegnato nell’importazione di eroina dalla Turchia all’Italia.

La cattura è arrivata dopo un lavoro di riscontro svolto tra Napoli e l’estero, con accertamenti su spostamenti, contatti e possibili luoghi di appoggio. Non un’operazione improvvisata, spiegano fonti investigative, ma una ricerca condotta passo dopo passo, fino all’individuazione dell’uomo nella città polacca. In quel momento è scattato l’intervento delle autorità locali, in raccordo con gli investigatori italiani.

A Palma di Maiorca preso Antonio D’Aniello

Il secondo latitante è Antonio D’Aniello, ricercato dal 2023 e localizzato a Palma di Maiorca, nelle Baleari, dove secondo le prime ricostruzioni si era stabilito da tempo. Nei suoi confronti pende una condanna a 6 anni, 6 mesi e 21 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa da 4mila euro, per i reati di ricettazione e riciclaggio. Anche in questo caso l’arresto è maturato al termine di una serie di verifiche incrociate, coordinate dall’Italia e sviluppate sul territorio spagnolo.

D’Aniello, secondo gli investigatori, aveva scelto la Spagna come rifugio, probabilmente contando sulla possibilità di confondersi in un contesto turistico e molto frequentato. Palma di Maiorca, con arrivi continui e una forte presenza straniera, offre infatti una copertura naturale a chi prova a sottrarsi ai controlli. Ma i movimenti dell’uomo, alla fine, sono stati ricostruiti. Solo allora è stato possibile intervenire.

Le indagini coordinate dalla procura generale di Napoli

Le due catture sono il risultato di attività coordinate dalla procura generale partenopea, con il supporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Fast, la struttura specializzata nella ricerca dei latitanti all’estero. A eseguire le attività investigative sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che hanno lavorato in contatto con le autorità di Polonia e Spagna. Una rete operativa, dunque, costruita su scambi informativi rapidi e su una cooperazione giudiziaria che, in casi come questi, diventa decisiva.

Il Servizio Fast interviene proprio nei procedimenti in cui persone condannate o ricercate provano a sottrarsi alla giustizia varcando i confini nazionali. Le segnalazioni vengono condivise attraverso canali di cooperazione internazionale e, quando il ricercato viene localizzato, si passa alla fase esecutiva. “Il coordinamento tra uffici italiani e autorità straniere è stato determinante”, viene spiegato in ambienti investigativi. Una frase asciutta, ma che rende il senso dell’operazione.

Ora le procedure di estradizione verso l’Italia

Dopo gli arresti di Rafal Pischinger e Antonio D’Aniello, nei prossimi giorni saranno avviate le procedure per il loro trasferimento in Italia, secondo quanto previsto dalle norme sulla cooperazione giudiziaria europea. Saranno le autorità competenti di Polonia e Spagna a gestire i passaggi formali, in raccordo con la magistratura italiana. I tempi possono variare, anche in base agli adempimenti delle difese e alle verifiche richieste dai giudici locali.

Per la procura generale di Napoli, le due catture rappresentano un tassello nel contrasto alla latitanza internazionale, soprattutto quando riguarda condanne definitive per reati connessi al traffico di droga e al reinvestimento di denaro di provenienza illecita. Due storie diverse, due Paesi diversi, lo stesso esito: la fine della fuga. E, adesso, l’attesa del rientro in Italia per l’esecuzione delle pene.

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