Il giovane teatro napoletano parla atripaldese


Tra i vincitori del premio De Bernardinis l’opera “Caini” di Mario De Masi con musiche di Alessandro Francese

Le sale vuote di cinema e teatri rappresentano una delle ferite più grandi inferte alla cultura dalla pandemia. Ma se è vero che gli spettacoli al pubblico sono attualmente sospesi fino al 5 marzo, le produzioni non si fermano, tentando di resistere al difficile status quo. I lavoratori dello spettacolo che si riconoscono nella sigla UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), ad esempio, lunedì 22 febbraio scorso hanno lanciato l’iniziativa “Facciamo luce sul teatro”, chiedendo ai colleghi, ai cittadini, al pubblico, di recarsi in una fascia serale di due ore all’esterno dei teatri e lasciare, a riprova della propria silenziosa testimonianza, una foto, un breve video, un messaggio.

Un fascio di luce che fa ben sperare è di sicuro quello che ha riguardato due talenti atripaldesi, Mario De Masi e Alessandro Francese – entrambi classe ’85 – tra i vincitori della prima edizione del Premio Leo De Bernardinis, a sostegno delle giovani compagnie e artisti campani under 35, indetto dal Teatro di Napoli diretto da Roberto Andò – che comprende il Mercadante e il San Ferdinando.

Alessandro Francese

La selezione finale si è svolta lo scorso 16 febbraio al Ridotto del Teatro Mercadante. Dei 69 progetti pervenuti al bando nello scorso novembre, la giuria di esperti e di addetti ai lavori ne ha selezionati 14, ammessi alla seconda fase con la presentazione in forma diretta e performativa di brani e parti dei lavori della durata di 10 minuti.

Caini, l’opera vincitrice, è il terzo capitolo di una trilogia dedicata alla famiglia, dopo Pisci ‘e paranza (2015), e Supernova (​2018). Queste le motivazioni della giuria: «Per l’unità di gruppo che traspare e che ha saputo presentare in modo armonioso la drammaturgia, la regia e l’interpretazione. Un lavoro che ridiscute con ironia i modelli e il genere a cui si richiama per cercare di renderli in maniera originale. Uno spaccato sulle ossessioni e i ricatti della vita familiare e del matriarcato, con un ritmo e un’azione scenica brillanti». I tre progetti vincitori riceveranno un contributo economico e il tutoraggio produttivo del Teatro di Napoli.

Mario De Masi

De Masi, drammaturgo e regista, suggella così la sua esperienza da completo autodidatta maturata principalmente a Napoli, ma anche a Roma e a Milano. Francese, autore del “disegno sonoro”, mette in scena gli ultimi sviluppi della sua poliedrica vena compositiva, arricchitasi con il corso di “Musica elettronica” presso il Conservatorio Cimarosa di Avellino, dopo la laurea in Beni culturali a Fisciano.

È possibile visionare la performance integrale ed altri estratti sul sito www.teatrodinapoli.it.



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