Una casa di cura nel convento


Il primo piano del complesso di San Pasquale accoglierà sei persone con disagi psichici

Vista aerea del convento (foto Antonio Cucciniello)

A breve parte della struttura del convento di san Giovanni Battista, detto di san Pasquale, sarà destinato a un’attività di assistenza ai bisognosi con disagio psichico. Nella delibera di giunta comunale che ne ha concesso l’utilizzo a titolo gratuito temporaneo e parziale si legge che “l’uso della struttura veniva concesso anche al fine di far sorgere un Istituto a carattere filantropico a favore dei bambini orfani e bisognosi specialmente della Città di Atripalda assistendoli e istruendoli”.

La storia del convento è molto lunga e risale al 1959, quando il Comune lo ha concesso in modo perpetuo e gratuito alla Provincia monastica dei Frati Minori di S. Maria delle Grazie. 

In realtà poi la struttura ha sempre ospitato altro genere di iniziative, legate soprattutto alla vita pastorale e alle attività degli scout.

Nel 2016 i Frati hanno fatto richiesta al Comune “di poter concedere ad uso gratuito al Consorzio di cooperative sociali Percorsi parte del complesso edilizio per usi filantropici assistenziali a favore dei bisognosi e in particolare per la gestione di una casa Alloggio per persone con disagio psichico” finanziata con i fondi C.E.I. della Caritas di Avellino. Abbiamo chiesto al presidente della cooperativa Percorsi, che gestirà la struttura, i dettagli dell’attività: “Si tratterà di una struttura socio-sanitaria, una casa alloggio, nella quale le persone con disagio psichico potranno compiere un percorso di riabilitazione grazie a un’equipe di esperti dell’Asl per favorire l’integrazione sociale. Ci saranno sei ospiti guidati da educatori e psicologi”. Valentino Santucci, presidente della cooperativa, non si è sbilanciato su una data certa per l’inizio delle attività: “Spero entro un mese ma i tempi della burocrazia italiana sono lenti. Per l’apertura manca il parere dell’Asl e l’autorizzazione definitiva del Consorzio dei servizi sociali A5 di Atripalda”.

Una casa-alloggio di 300 mq. con 6 posti letto

La planimetria

La parte della struttura che ospiterà la casa alloggio per persone con disagi psichici sarà una porzione del primo piano. Dalle planimetrie allegate abbiamo osservato nel dettaglio i locali ai quali si potrà accedere tramite l’ingresso del piano terra. In particolare, dall’ingresso al pian terreno, ci sono le scale per salire al piano superiore. Varcando la soglia del primo piano, dopo l’ingresso, i locali si dividono in una sala multivalente, una sala da pranzo, una cucina, una lavanderia, un soggiorno, tre camera da letto con un wc, un ripostiglio e, infine, la camera dell’operatore notturno con annesso wc. Vi anche un grande terrazzo per un totale di 300 metri quadrati. Intanto la cooperativa che gestirà la struttura sta provvedendo all’adeguamento dei locali: “Non vi erano grossi cambiamenti da apportare, mancano solo gli arredi e altri dettagli”. I lavori di adeguamento sono stati effettuati con i fondi della Caritas derivati dall’8×1000 per i servizi socio sanitari. Il presidente della cooperativa Santucci ci ha spiegato che “la configurazione della struttura era idonea a questa attività. Gli ospiti della casa alloggio non sono assolutamente malati psichici ma persone con disagi psichici che compiranno un percorso di integrazione all’interno della società con azioni quotidiane come fare la spesa e partecipare alla vita parrocchiale”.

Scout pronti alla convivenza

Massimiliano Strumolo

Attualmente il convento rappresenta il luogo delle attività e ritrovo del gruppo scout di Atripalda per cui ci siamo chiesti se la nuova destinazione d’uso della struttura comportasse per loro una dislocazione diversa. Massimiliano Strumolo, che fa parte del gruppo scout, ci ha detto che per loro non cambierà nulla in quanto hanno concordato con la Caritas che l’utilizzo degli spazi Scout resterà a loro disposizione. La nuova attività, infatti, comprende una parte del convento che oggi non è utilizzata. L’accesso alla struttura, invece, sarà lo stesso anche se gli Scout hanno a disposizione anche un’altra entrata laterale oltre a quella principale. «Sia i frati, sia la Caritas, ci hanno fatto restare – ha confermato Strumolo – anche perché non invaderemo assolutamente i loro spazi. Per noi non ci sono problemi, anzi, se serve per mantenere in una manutenzione ordinaria il convento, ben venga questa attività».



0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
ALDA
ALDA
4 anni fa

LA CURA NONCHE’ IL SERVIZIO RIABILITATIVO SI DOVREBBE SVOLGERE NEI LUOGHI NONCHE’ IN STRUTTURE DEBITAMENTE PREDISPOSTE ALLO SCOPO COME IL CENTRO NEUROLOGICO DETTO “villa deipini” o qualche altro centro di pari o superiore rinomanza ALTRO CHE UN CONVENTO O EX CHE DIR SI VOGLIA PERCHE’ NON SI ENE DISPOSTI VERSO SOLUZIONI DI RIPIEGO DATO CHE SI DOVREBBE TRATTARE DI PATOLOGIE DA CURARE CON FARMACI ALTRO CHE L’ipnosi: la terapia farmacologica purche adatta cioe’ con farmaci ben tollerati e nello specifico dosaggio dovrebbe andare bene e la famiglia od i parenti che si deovrebbero prendere cura dell’assistito nelle forme migliori vale a dire senza perseguitare il paziente e nello specifico mettendolo a proprio agio nonché a seguirlo nella costanza della cura coi farmaci: altrimenti non si trova rimedio migliore che una struttura come la villa dei pini predetta od anche per i più brevi periodi e le acuzie nel reparto di psichiatria dell’Ospedale di Solofra dove pur io sono stato al massimo una quindicinma di giorni per approntare la terapia per poi trasfermi nell’altra struttura della villa dei pini.