Violenza di genere, Atripalda entra in rete


Il Comune tra i partner istituzionali insieme con Acli e associazioni per supportare psicologicamente gli uomini che compiono violenza contro le donne

È previsto per gli inizi di febbraio l’avvio della fase operativa di una nuova iniziativa sociale, il “Progetto TE.M.I. – Sportello uomini maltrattanti”, nato dalla sinergia tra professionisti e associazioni impegnate contro la violenza di genere. Tra questi, il Comune di Atripalda, con l’ufficio Politiche sociali, e l’Acli di Avellino, presiedute da Alfredo Cucciniello.

Capofila del progetto è l’associazione salernitana “A Voce Alta”, insieme con l’U.S. Acli e il Comune di Avellino. L’azione è stata finanziata dalla Regione Campania tramite l’Avviso pubblico per cofinanziamento ad organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte nei registri regionali, ed è stata presentata con una diretta facebook lo scorso 15 gennaio.

L’assessore Nancy Palladino ci ha fatto un po’ il punto della situazione: “Il progetto è gestito dalle associazioni del terzo settore. L’attività di sportello avverrà nella sede delle Acli, le attività di formazione e supervisione saranno gestite dal capofila. L’U.S. Acli si occuperà di tre eventi sportivi di sensibilizzazione. I comuni in maniera trasversale si occuperanno dell’informazione e orienteranno le richieste verso lo sportello. Ad Atripalda non avremo quindi l’apertura “fisica” di uno sportello ma faremo da filtro. La cosa interessante è che questo servizio vuole lavorare sull’uomo che compie violenza. Cercheremo di comprendere e supportare l’uomo in difficoltà, che decide di farsi aiutare”.

Alfredo Cucciniello, presidente Acli, ha spiegato così il suo apporto: “Crediamo molto nelle reti, è indispensabile mettere insieme vocazioni e competenze diverse per raccogliere buoni frutti. L’aumento delle violenze in famiglia è un fenomeno molto diffuso, acuito dal momento storico che viviamo, lo affrontiamo da un angolazione particolare, più sul carnefice che sulla vittima. Prevenzione più che riparazione al danno. La formazione degli operatori (Forze dell’ordine, Piano sociale di zona, consultori, Sportelli famiglia, operatori sanitari, Cav, associazioni, ecc.) è il lato più interessante del progetto”.

Tra i responsabili Mara Festa, psicoterapeuta, attivista dell’associazione Apple Pie: “La violenza si lega in generale ai temi del disagio e alle rappresentazioni culturali, specialmente patriarcali, che generano dinamiche di potere, conflitto e svalutazione. Il lavoro da fare è quello sulle relazioni, che si autentica, senza manipolazioni, con i principi della parità, dell’okness. Il nome TE.M.I richiama una figura greca, dea delle leggi naturali che vigila su ordine e giustizia, ci fa pensare al tema del confine in relazione all’altro, per rispetto, relazione e cura”.

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