Si è spento il prof. Napoletano, per due anni ha curato la rubrica “Proverbi, parole, modi di dire”


Molti lo conoscevano di persona, altri attraverso i suoi scritti, altri ancora per la rubrica che fra il 2016 ed il 2017 ha curato sulle pagine del Settimanale “il Sabato”

Per ragioni di salute da un po’ di tempo aveva diradato le sue domenicali visite alla figlia Elvira ed alle nipoti Giusy ed Ilaria che abitano ad Atripalda, altrimenti, intorno alle 10:00, amava fermarsi a salutare vecchi amici davanti al portone del palazzo in piazza Umberto I, accanto al bar Clicquot: Goffredo Napoletano, docente di storia e filosofia, si è spento ieri all’età di 80 anni.

Autore di “Abbonamento sospeso”, una commedia in cinque atti ambientata nella nostra cittadina alle fine degli anni ’50, raccontata anche attraverso il “parlato” di quegli anni, era molto conosciuto in città sia per i suoi scritti, sia per la rubrica che fra il 2016 ed il 2017 ha curato sulle pagine del Settimanale “il Sabato”.

“Proverbi, parole e modi di dire” ha rappresentato per due anni un appuntamento irrinunciabile per i lettori del giornale, celebrato con un inserto speciale pubblicato il 23 dicembre 2017, una raccolta degli oltre mille “Proverbi, parole e modi di dire” pubblicati sul giornale.

Se ne è andato un uomo buono, colto e arguto.

Ecco come lo ha ricordato il suo amico Raffaele La Sala nel suo diario su facebook: “Ci lascia appena ottantenne Goffredo Napoletano il professore, il filosofo, il poeta, il drammaturgo, voce e cuore di un mezzogiorno coraggioso e irriverente, colto e popolare. Fuori dal coro, sempre, innamorato delle sue città che amò con bruciante passione: la prima Atripalda che rappresentò carnale e plebea, l’altra l’Avellino antica (del rione Terra, del Seminario, del vociare dei vicoli e delle botteghe) che si andava malinconicamente spegnendo. Nume e custode, ‘maestro’ nelle aule e fuori, spesso incompreso. Caro, buon Goffredo, sentinella di luoghi e di parole antiche, le tue città dovrebbero esserti grate, se conservassero il culto riconoscente della memoria. Una cerimonia di commiato, che vorrei gioiosa e lieve, dolce e solenne, nel Duomo di Avellino, domani 15 gennaio (ogg, ndr.), alle ore 16. In memoria”



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