Scuola, dopo le forti proteste delle famiglie stanno per essere aboliti i doppi turni


La dirigente si starebbe convincendo a rivedere l’attuale modello organizzativo e le lezioni dovrebbero tornare presto a svolgersi solo di mattina

Diversi i genitori presenti mercoledì scorso nell’aula consiliare

Probabilmente non sarà necessario attendere il 24 novembre, cioè la fine del primo bimestre, per registrare le prime novità rispetto al modello organizzativo col quale è iniziato il nuovo anno scolastico ad Atripalda.

Grazie in particolare alle proteste dei genitori e ad una accelerazione impressa sopratutto dal sindaco, pressato sia dalle opposizioni che dai social media, nell’ultima settimana sono state effettuate ulteriori verifiche e riunioni allo scopo di scongiurare i contestatissimi doppi turni, una vera iattura per alcune centinaia di famiglie atripaldesi e per i loro bambini, anche se fra la dirigente Carbone e l’Amministrazione comunale i rapporti sembrano ormai davvero compromessi.

Non è facile, perciò, azzardare previsioni, tuttavia non è escluso che quantomeno parzialmente è possibile che nel giro di minor tempo del previsto i turni pomeridiani saranno solo un brutto ricordo, partendo dal presupposto che è stato comunemente accettato che non esisterebbe alcun impedimento normativo rispetto alla presenza contemporanea di tutti gli alunni nei vari plessi. In altre parole, prima alla “Masi”, poi alla “De Amicis” e, probabilmente, anche alla “Mazzetti” si riusciranno ad applicare in tempi brevi ed indipendentemente l’uno dall’altro nuovi modelli organizzativi esclusivamente antimeridiani. Almeno questo è ciò che si desume leggendo il verbale, seppure contestato sia dal sindaco che dai genitori presenti, che la dirigente Carbone e la segretaria verbalizzante Fasano hanno sottoscritto all’indomani del cosiddetto “tavolo tecnico” convocato per analizzare, plesso per plesso, le carenze e le difficoltà rispetto all’applicazione delle norme per il contrasto alla diffusione del coronavirus.

Dalla riunione sarebbe emerso, infatti, che alla “Masi” tre aule sono troppo piccole rispetto al numero massimo di alunni che possono ospitare e, per tale ragione, dall’auditorium verranno ricavate tre nuove aule più grandi. I tempi non sono stati indicati con precisione, ma è lecito supporre che non potranno essere biblici. Dopodiché alla “Masi” si potrà tornare a scuola soltanto di mattina, dopo aver restituito al doppio senso di marcia via Pianodardine una volta trovato l’accordo sulle rispettive responsabilità autorizzando le auto dei genitori ad impegnare anche lo spiazzale superiore come avveniva fino allo scorso anno.

E se, nel frattempo, la Misericordia lascerà i locali per trasferirsi nell’edificio ex Volto Santo di via Tripoli, è possibile recuperare gli spazi per realizzare il definitivo accorpamento della “Mazzetti”, di cui tre classi sono ancora ospitate presso la “De Amici” di via Roma, sempreché i banchi monoposto siano in numero sufficiente.

Alla “De Amicis”, infine, è prevista la realizzazione di due aule nell’atrio ed, al tempo stesso, una ulteriore ricognizione delle aule e dei banchi disponibili, in attesa della consegna dei nuovi banchi monoposto forniti del Ministero, per verificare se e come è possibile applicare un modulo organizzativo esclusivamente antimeridiano.

Nulla si sa ancora, invece, sul ripristino dei servizi a domanda individuale quali mensa e trasporto scolastico.



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