Niente finanziamenti per l’ex cinema Ideal, gli eredi Troncone: «Ora tocca al Comune»


Sfumati i contributi della “Legge Franceschini” gli eredi si arrendono: «Ci abbiamo provato ma da soli non possiamo farcela»

L’ultimo progetto presentato al Comune risale al 2011

La speranza di attingere a fondi pubblici per la ristrutturazione dell’ex cinema Ideal è definitivamente tramontata. La conferma ai timori già espressi in altre circostanze arriva direttamente da uno dei proprietari, il dott. Rino Troncone: «Abbiamo stimato – esordisce l’erede – che per riattivare l’ex Ideal sarebbe necessario almeno un milione e mezzo di euro, in particolare per l’adeguamento degli impianti tecnologici e per la sicurezza. In teoria c’era la possibilità di attingere ai fondi della cosiddetta Legge Franceschini destinati alla riattivazione di sale cinematografiche storiche situate in comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, ma in realtà le cose stanno diversamente».

E come stanno?

«Il contributo, che avrebbe coperto fino al 75% delle spese, sarebbe stato erogato solo al 30%. La differenza doveva essere anticipata dai richiedenti il contributo, senza nessuna indicazione sui tempi del rimborso. Poi abbiamo anche saputo che i fondi per il 2018 sono stati congelati perché sarebbe stata aperta un’inchiesta della Magistratura per una presunta truffa. E stando a quanto ci risulta i fondi previsti per l’anno 2019 sono stati addirittura depennati. E, quindi, seppure con grande rammarico abbiamo deciso di arrenderci».

Siamo arrivati ai… titoli di coda?

«Ringraziamo i cittadini per l’affetto con cui attendevano l’eventuale riapertura dell’Ideal. E ringraziamo per l’attenzione anche l’ex assessore Adamo, senz’altro un ottimo politico, ma con scarsa esperienza imprenditoriale perché forse non è pienamente consapevole che il notevole impegno economico a cui bisognava far fronte sarebbe certamente stato anche inutile se pensiamo che gestire oggi una sala cinematografica significa andare incontro a perdite certe. La crisi del settore è molto forte a causa dell’esplosione dell’offerta digitale e anche le multisale sono in difficoltà, immaginiamo un piccolo cinema di paese».

E ora?

«Intanto ci preme far chiarezza su un aspetto che ogni tanto riaffiora in maniera distorta: l’area di sedime della struttura non è di proprietà comunale come qualcuno si ostina ad asserire. Nella vendita e cessione del suolo su largo Tigli a Troncone Ettore di Raffaele negli anni ’50, preceduta dalla delibera di sdemanializzazione approvata in Consiglio comunale, è indubitabile l’espressione letterale “suolo da servire esclusivamemente per la costruzione di un nuovo cinema”. E questo aspetto contrattuale è stato attuato in termini indubitabili. Oggi non si può escludere che il Comune possa acquistare l’immobile per farne un teatro comunale, così come è accaduto in altre realtà come Baiano o Ariano Irpino, dove sono stati investiti ben 12 milioni di euro, tutti pubblici per demolire il Giorgione e farvi un polo formativo di eccellenza di livello provinciale. A nostro parere, insomma, le uniche due strade percorribili sono queste due: rimozione del vincolo sulla destinazione d’uso o acquisizione al patrimonio comunale. Altre soluzioni non ve ne sono. Per quanto ci riguarda ci abbiamo provato e ci dispiace aver illuso qualcuno, ma da soli non possiamo farcela».

Il problema, però, non è di oggi…

«Negli ultimi trent’anni, da quando cioè abbiamo cessato l’attività, ci siamo confrontati con tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute e tutte o quasi sono rimaste sostanzialmente indifferenti al problema. L’unica preoccupazione che affiorava era quella relativa alla messa in sicurezza della facciata. Forse solo il sindaco Laurenzano, nella cui giunta c’era anche l’ing. Adamo, ha mostrato interesse per il progetto di una sala multiservizi, che non si realizzò anche per mancanza di investitori. Poi anche con l’ex sindaco Paolo Spagnuolo si intavolò un discorso interessante senza però arrivare a nulla».

In conclusione?

«Mi lasci aggiungere che siamo rammaricati per il fatto che vengono utilizzati con troppa facilità toni offensivi nei confronti della nostra famiglia che non possono essere accolti. Abbiamo nutrito la speranza di riaprire il cinema Ideal con un progetto di recupero e ristrutturazione a cinema e teatro con ampliamento delle prerogative funzionali della sala con l’adozione della pedana mobile, atta a far scivolare le poltroncine in un apposito spazio realizzato sotto il palcoscenico, tale da poter ospitare eventi musicali, stage di danza, convegni e meeting. La situazione economica attuale non è d’aiuto e vorrà dire che ce ne faremo una ragione, lasciando la proprietà in eredità ai nostri figli. Allo stato non siamo disposti né a svendere la nostra storia, e con essa i sacrifici dei nostri genitori, ma nemmeno a rovinarci. E siamo pronti ad un confronto pubblico per illustrare e documentare la infondatezza delle affermazioni che, periodicamente, vengono sollevate sul cinema Ideal».

Ed il confronto è stato già organizzato per venerdì 15 febbraio, alle ore 18:00, nella chiesa di san Nicola da Tolentino, gentilmente concessa dal parroco don Ranieri Picone e dal priore Gabriele Rescigno. “Passato, presente e futuro dell’ex cinema Ideal” è il titolo del pubblico dibattito che ha l’obiettivo di mettere a confronto le varie posizioni e immaginare una possibile prospettiva per un edificio che ha contribuito a scrivere la storia della nostra città. Al confronto, organizzato dalla nostra testata in collaborazione con la Pro Loco e la confreternita di santa Monica, prenderanno parte il sindaco Giuseppe Spagnuolo, l’arch. Raffaele ed il dott. Ettore Troncone, il prof. Raffaele La Sala e l’ing. Luigi Adamo.



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