La qualità dell’aria è sempre più scadente, doppiato il numero limite di sforamenti annuali


Ad Avellino la situazione è drammatica, ad Atripalda da un anno e mezzo si aspettano i risultati dei rilevamenti

L’emergenza sanitaria in corso rischia di far dimenticare l’emergenza ambientale che, tuttavia, è ancora tristemente presente nelle nostre vite. Negli scorsi giorni le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, installate dall’Arpac ad Avellino, hanno registrato il 58° sforamento di emissioni di Pm10 a fronte di un tasso limite fissato in un anno a 35. Non è semplicistico ipotizzare, quindi, che anche ad Atripalda la qualità dell’aria non sia tra le migliori. Purtroppo, a riguardo, gli ultimi dati certi risalgono alla fine del 2018, quando riuscimmo ad entrare in possesso dei dati sulla qualità dell’aria registrati dalla centralina dell’Arpac installata sul tetto della scuola “Masi” il 5 febbraio 2018 (ed in funzione per 60 giorni). E sicuramente non si trattò di dati incoraggianti: dal 6 febbraio al 13 aprile la centralina registrò 7 superamenti (e 5 valori limite) della soglia di legge. Un’altra centralina, sempre sul tetto della “Masi”, fu installata l’anno successivo, ma quei dati, ad oggi, ancora non sono stati resi pubblici. 

Il tavolo antismog prima dell’emergenza sanitaria: Nel febbraio 2020, i sindaci dell’hinterland, tra cui quello di Atripalda Giuseppe Spagnuolo, avviarono una discussione su di un nuovo protocollo antismog dopo quello approvato un anno prima (quando a guidare il comune di Avellino era il Commissario straordinario Giuseppe Priolo) e che impegnava i comuni della Valle del Sabato ad avviare azioni congiunte per contrastare l’inquinamento. Da allora, anche a causa della pandemia, non si è fatto più nulla e la situazione è diventata sempre più preoccupante, così come evidenziato in più di un’occasione dagli attivisti del comitato “Salviamo la Valle del Sabato”.

Alcune delle fonti di inquinamento in città: Al di là delle fonti note, tra le maggiori criticità urbane possiamo certamente includere il traffico veicolare che insiste su via Pianodardine, “ingrossato” dai lavori di demolizione del viadotto Manocalzati (su cui vigerà il divieto di transito fino al 22 dicembre), e su via Appia (a riguardo nessun aggiornamento sull’annunciata soppressione del passaggio a livello). 



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