La pedana della statua di San Sabino è stata riportata all’antico splendore


Il maestro Tranchese ha curato il restauro finanziato da Enzo Angiuoni. Ritrovati dopo decenni da due giovani devoti i quattro angioletti che un tempo ornavano gli angoli

Maniel Pio ed Antonio hanno recuperato i quattro angioletti che ornavano la pedana

La statua di San Sabino avrà presto una base più solida ed elegante. Il maestro Carmine Tranchese, infatti, ha effettuato un sapiente restauro della pedana di legno su cui poggia la statua del santo patrono. Il fine artigiano non si è fatto pregare due volte per mettersi all’opera quando, qualche mese fa, gli arrivò la sollecitazione del cav. Gennaro Marena, raccolta dal concittadino onorario Enzo Angiuoni che, assente da Atripalda ormai da più di un anno a causa della pandemia, ne ha finanziato l’intervento.

Gennaro Marena

Un lavoro certosino ed accurato che Tranchese ha ripetuto oltre un decennio dopo la volta precedente, quando impreziosì la pedana con due affreschi ovali laterali del santo. Ma le belle notizie non sono finite qui! Grazie alla determinazione di due giovani fedeli, Manuel Pio ed Antonio, sono stati recuperati, infatti, i quattro angioletti di legno che un tempo ornavano la pedana nei quattro angoli e che per qualche strana ragione tanti anni fa furono prima staccati e poi conservati in un angolo della chiesa. 

Enzo Angiuoni

I due ragazzi, spinti dai racconti di parenti e dalle testimonianze di vecchie foto, li hanno cercati in tutta la collegiata e li hanno ritrovati in un vecchio scatolone un po’ rovinati e coperti da qualche dito di polvere. Il maestro Tranchese, però, non si perso d’animo e li ha riattaccati nella posizione originaria, restituendo l’antico splendore sia ad essi che alla maestosa pedana.

Il lavoro dovrebbe essere terminato e consegnato al parroco don Fabio Mauriello in tempo per l’esposizione dei busti di San Sabino Vescovo e di San Romolo Diacono nella chiesa madre.

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA



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