Il sindaco Spagnuolo: Recuperiamo il senso di responsabilità per unire la nostra comunità


Durante la celebrazione di San Francesco d’Assisi il primo cittadino ha sottolineato l’esempio personale del patrono d’Italia

(foto Sabino Battista)

Venerdì scorso, 4 ottobre, la comunità atripaldese ha ricordato la figura di San Francesco con una Messa presieduta da don Ranieri Picone cui ha seguito la tradizionale accensione della lampada votiva da parte del Sindaco Giuseppe Spagnuolo.

Durante la celebrazione eucaristica delle 18.30, il parroco, alla presenza delle autorità civili e militari, ha voluto parlare di unità e riferimenti. Ricordando a tutti che essendo San Francesco il Patrono d’Italia detiene a parimerito con la Madonna del Carmine e San Sabino anche il patronato della nostra città, ha ricordato ai presenti che l’accensione della lampada votiva è “un momento bellissimo perché ci ricorda che davanti a San Francesco mettiamo la vita della nostra comunità e delle istituzioni” e che nonostante ci sia sempre chi dissente “ciò che ci unisce deve essere più forte di ciò che ci divide: a questo scopo dobbiamo trovare in San Francesco un senso di aggregazione perché abbiamo necessità di giungere insieme al porto con le guide che Dio ci mette accanto”.

(foto Sabino Battista)

Il secondo punto toccato dall’omelia, ma strettamente legato al primo, è l’assenza di riferimenti in cui si trova la nostra società e “San Francesco ci dice che è necessario attuare una riforma che richiede gesti di fiducia e pazienza”. L’augurio è che il Santo di Assisi aiuti la società atripaldese ad attuare questa riforma.

Dopo la Messa e il breve cammino processionale che ne è seguito, è arrivato il momento tanto atteso dell’accensione della lampada votiva, avvenuto in Piazza Umberto I alla presenza dei due parroci, delle autorità e dei cittadini.

(foto Sabino Battista)

A seguire il primo cittadino ha tenuto un breve discorso in cui, riallacciandosi all’omelia del parroco, ha ribadito i concetti espressi poco prima affermando che “San Francesco è importante dal punto di vista civile e istituzionale perché il suo è un messaggio di accoglienza e di unità che si fonda sull’esempio personale”. Il sindaco ha poi concluso il suo discorso con un auspicio: “Sarebbe bello se ognuno di noi desse il proprio contributo per fondare l’unità della comunità, ma ciò è sottoposto al recupero di un senso di responsabilità che ormai è andato disfacendosi”.

Sara Luciano



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