Spagnuolo: «Dal prossimo anno spero di riuscire a stabilire un rapporto più diretto con la città»


Defezioni impreviste, rimpasto, conti che non tornano, minoranza, occasioni di confronto ed eventuale ricandidatura: intervista di “metà mandato” al sindaco di Atripalda

Due anni e mezzo fa Giuseppe Spagnuolo, è stato eletto sindaco di Atripalda. Quello che tracciamo, perciò, è un sintetico “bilancio di metà mandato”, proiettato al futuro, fino alla eventuale ricandidatura alla carica di primo cittadino.

Sindaco, il “giro di boa” quali considerazioni le suggerisce?

Innanzitutto penso a Toni Troisi e Vincenzo Moschella, due amici e due amministratori eccezionali che dopo pochi mesi hanno dovuto rinunciare a condividere con noi questa straordinaria esperienza e le cui assenze sono state per noi difficili da assorbire. La nostra squadra, però, è comunque forte e lo dimostra il fatto che in due anni e mezzo non ha mai evidenziato segni di cedimento. E credo che ciò non si sia mai verificato in passato, o almeno dal 1994 in poi, da quando cioè ad Atripalda il sindaco viene eletto direttamente dai cittadini come accade oggi. Anche le esperienze di governo più stabili come quelle delle due amministrazioni guidate da Gerardo Capaldo, neanche paragonabili a quelle successive molto più instabili, hanno dovuto fare i conti con piccole o grandi crisi che ne hanno in qualche misura condizionato l’azione, determinando avvicendamenti, dimissioni o cambi di casacca. A noi non è successo nulla di tutto questo e se la giunta è stata rinnovata è dipeso, appunto, da cause di forza maggiore.

Quindi la giunta non si tocca?

L’attuale assetto a mio avviso non ha grandi carenze, forse si potrebbe provare a fare qualche piccola modifica, ma senza stravolgimenti e soprattutto senza immaginare di rivolgerci a tecnici esterni perché, d’altra parte, non potremmo neanche permetterceli. Ma devo anche aggiungere che attualmente, oltre i consiglieri di maggioranza, non vedo altre persone altrettanto motivate e disposte ad impegnarsi per la città.

Però è anche vero che i problemi non mancano, a cominciare da quelli economici…

Il bilancio è sicuramente il problema più grosso di questa città, purtroppo più grosso di quello che temevamo quando ci siamo insediati perché, un po’ alla volta, sono emerse svariate criticità, frutto di una precedente gestione quantomeno disinvolta. Il “buco” di 2,7 milioni di euro che abbiamo trovato nel 2017 si è aggravato via via di altre passività dovute a debiti fuori bilancio, arretrati non pagati, sentenze negative, pratiche abbandonate, previsioni sballate etc etc.

E come state rimediando?

Stiamo provando a rimettere le cose a posto senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini e senza fare altri debiti, puntando solo sulle alienazioni, sulle multe e sugli oneri di urbanizzazione, confermando il livello dei servizi offerti e provando anche a migliorarlo dove possibile, compiendo uno sforzo non indifferente. Non so se e quando riusciremo a pareggiare i conti, molto dipenderà dall’esito delle alienazioni che abbiamo previsto, in particolare quella del Centro servizi di via San Lorenzo, ma nella peggiore delle ipotesi possiamo essere certi che lasceremo la casse comunali molto meglio di come le abbiamo trovate in modo da poter guardare al futuro con più fiducia. E questa è una responsabilità che avverto soprattutto su di me ed è anche la ragione per cui seguirò personalmente questa materia fin quando non torneranno i conti.

Quindi il piano di risanamento triennale è fallito?

Entro la fine di quest’anno non riusciamo a far quadrare il bilancio come avevamo immaginato due anni fa perché non abbiamo ricevuto offerte di acquisto del Centro servizi, ma dal secondo tentativo previsto agli inizi dell’anno prossimo tutto è possibile perché abbiamo registrato l’interesse di alcuni imprenditori e perché il prezzo andrà via via diminuendo fino a quando la domanda e l’offerta si incontreranno. Insomma, da parte nostra possiamo fare tutte le stime che vogliamo, ma sarà il mercato a dirci alla fine quanto vale realmente quell’immobile.

E nel frattempo?

Intanto aggiustiamo i conti, spingiamo sugli accertamenti tributari recuperando buona parte dell’evasione, riduciamo i contenziosi, riordiniamo il territorio rispettando la vocazione dei luoghi con interventi qualificanti sia dal punto di vista edilizio che produttivo, grazie ai quali, fra l’altro, incassiamo anche elevati oneri di urbanizzazione. Insomma, nonostante tutti i problemi, proviamo a far ripartire la città attraverso una serie di interventi strutturali che nel tempo daranno certamente i loro frutti.

Per esempio?

Parco archeologico e parco San Gregorio, insieme a tante altre iniziative, di cui abbiamo ampiamente parlato in passato proprio su queste colonne, come edilizia scolastica, urbanistica, mercato, riqualificazione fiume, diurno per anziani e così via, hanno conosciuto una decisa accelerazione dopo anni di stagnazione. E nei primi mesi del prossimo anno quasi certamente riusciremo ad affrontare in maniera più incisiva anche l’annosa questione dell’utilizzo della Dogana dei Grani.

Che novità ci sono?

Con i nuovi dirigenti della Sovrintendenza, grazie alla determinazione dell’assessore Del Mauro, stiamo per chiudere un accordo di valorizzazione che, nel solco della convenzione attualmente in vigore che scadrà nel 2024, prevede un utilizzo più flessibile degli spazi, una programmazione più fitta di attività culturali e l’aggiunta di qualche nuovo servizio come, ad esempio, la sede di uno dei nuovi distretti turistico-culturali voluti dalla Provincia.

In ogni caso, l’attività amministrativa non è sembrata procedere finora troppo speditamente…

Intanto, contrariamente a chi temeva che le diverse provenienze politiche avrebbero favorito litigiosità e rallentamenti, si è registrato l’esatto contrario e cioè che la diversità ha rappresentato un arricchimento perché il confronto, spesso vivo e aperto, ha sempre trovato una sintesi condivisa. E questo è successo perché quando abbiamo costruito la squadra, più che privilegiare il colore politico, abbiamo privilegiato l’affidabilità e la disponibilità a mettersi al servizio della città. Se in questi due anni e mezzo rallentamenti ci sono stati non sono dipesi dal comportamento degli amministratori, ma dalle difficoltà della macchina comunale e dalla cronica contrazione di personale, che tra l’altro sta sottoponendo i dipendenti presenti a moltiplicare gli sforzi e per ciò li ringrazio.

Infatti, quella del personale è un’altra nota dolente…

Abbiamo il numero di dipendenti più basso di sempre e ne stiamo contenendo le conseguenze grazie ad una serie di misure tampone con il ricorso a convenzioni, mobilità e utilizzi temporanei in attesa dell’esito del concorsone regionale. D’altra parte non avevamo alternative perché seppure avessimo deciso di bandire i concorsi non avremmo certamente impiegato meno tempo ad assumere altri dipendenti. Ma ormai non dovrebbe mancare ancora molto e credo proprio che presto riusciremo a rinvigorire efficacemente la macchina comunale.

Cosa si rimprovera?

Sono consapevole del fatto che in questa prima parte di sindacato probabilmente non mi sono esposto quanto avrei dovuto, ma appena insediati ci siamo trovati di fronte ad un serio problema di bilancio, che richiedeva un’attenzione quotidiana ed un costante rapporto con gli uffici competenti. E di qui la decisione di occuparmene personalmente, anche a costo di sacrificare la mia visibilità, delegando gli altri componenti della maggioranza a seguire settori che necessitavano di un contatto più diretto con la città e con i cittadini. Traffico, lavori pubblici, servizi sociali, pubblica istruzione e ambiente, solo per fare qualche esempio più lampante, sono stati affidati ad assessori e consiglieri che oltre ad avere capacità e competenze riescono a vivere il territorio quotidianamente. In questa seconda parte del mandato, compatibilmente con le esigenze amministrative, proverò a recuperare un rapporto più diretto con la città.

Recentemente in Consiglio comunale è già apparso più grintoso del solito…

L’unica differenza col passato è che alle continue e pretestuose provocazioni che arrivano soprattutto dai banchi della minoranza oggi rispondo con una maggiore sicurezza perché ho più consapevolezza di tante cose. Non è facile sopportare certe litanie divenute ormai stantie soprattutto quando, per far presa sulla pubblica opinione, si paventano rischi o pericoli inesistenti, perdipiù senza mai avanzare una controproposta seria.

Cosa si augura nella seconda parte del mandato?

Spero che si possano creare più occasioni di confronto e che possa venir fuori una maggiore volontà di discutere del futuro di Atripalda. Noi non ci sottrarremo, anzi, siamo pronti a rendere tutti più partecipi della nostra attività.

E per voi?

Che il nostro modo di operare abbia trasmesso un senso di serenità e affidabilità e che la città abbia percepito tutti i nostri sforzi, tesi sempre a cercare di non sommare problemi a quelli che già ci sono ma, anzi, a risolverne qualcuno. Demolire è certamente più facile che costruire, ma con le macerie non si va da nessuna parte.

E fra due anni e mezzo si ricandiderà?

Premesso che in ogni caso non sarei certamente io a rivendicare la ricandidatura solo perché sono il sindaco uscente, prima della fine del 2021 non mi esprimerò ufficialmente su questo argomento. Non ho deciso nulla e non ho intenzione di farlo prima di verificare quali risultati abbiamo raggiunto e come verranno percepiti dalla città. Un presupposto che, d’altra parte, dovrebbe valere per chiunque, sia per me che per chi del gruppo vorrà eventualmente raccogliere il testimone. Quindi è inutile porsi il problema, occorre solo arrivare compatti a fine mandato e attendere fiduciosi l’opinione che i cittadini si saranno fatti di noi.

Grazie sindaco e buon… anno nuovo.

Grazie a lei. Ne approfitto anche io per formulare ai lettori ed alla città i nostri migliori auguri per un 2020 ricco di cose belle.



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