Evasione tributaria, stretta sul commercio Stasera in Consiglio si approva il Regolamento


La richiesta di autorizzazioni o concessioni farà scattare automaticamente i controlli e verrà negata se emergeranno irregolarità. E, intanto, alle sorelle Gengaro verrà riconosciuta una prima tranche da 600mila euro (in tre rate annuali) per l’esproprio del terreno dove fu costruito il Centro servizi PMI

Il Consiglio Comunale si riunirà questa sera, alle ore 19:30, in seduta straordinaria. I punti all’ordine del giorno saranno tre: la lettura e l’approvazione dei verbali della seduta precedente dello scorso 27 dicembre, il riconoscimento del debito fuori bilancio legato al giudizio Gengaro c/Comune di Atripalda e l’approvazione del Regolamento delle misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione e morosità dei tributi locali.

Partiamo da quest’ultimo. Il regolamento per la lotta agli evasori: Il Consiglio, approvando il regolamento, attuerà quanto previsto dall’art. 15-ter del decreto Legge del 30 aprile 2019. Prendendo in considerazione i tributi locali, come la TARI, IMU, TASI e l’ICP, ai soggetti che esercitano attività commerciali o produttive che si trovano in posizione di irregolarità tributaria non sarà consentito il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi. Nel caso in cui, invece, la situazione di morosità sia successiva al provvedimento autorizzatorio, l’ufficio competente notificherà all’interessato la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività, assegnando un termine di 60 giorni per la regolarizzazione. I contribuenti morosi, così, potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti. In caso di rateazione delle somme dovute, solo a seguito del pagamento della prima rata, il provvedimento di sospensione non verrà emesso o sarà revocato. La norma, infine, non dispone meccanismi né criteri per individuare la soglia che fa scattare la situazione di irregolarità (alcuni comuni hanno impostato una soglia di 1.000 euro, ma ad Atripalda dovrebbe essere di poche centinaia di euro).

Al rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di segnalazioni certificate di inizio attività, uniche o condizionate, l’ufficio preposto procederà a richiedere all’ufficio tributi dell’Ente l’attestato di regolarità tributaria del soggetto istante.  Con cadenza mensile o trimestrale – consultando i regolamenti già approvati da diversi comuni – l’ufficio preposto invierà all’ufficio tributi un elenco aggiornato dei soggetti che hanno licenze, autorizzazioni e concessioni attive e dei quali è necessario verificare la posizione di irregolarità tributaria.

Intanto, e siamo all’altro punto all’ordine del giorno, è stata approvata la rateizzazione del pagamento di 600mila euro che il comune di Atripalda corrisponderà alle sorelle Adriana e Luisamaria Gengaro nell’ambito della vicenda giudiziaria legata all’esproprio dei 13.613 mq. di suolo di via San Lorenzo utilizzati per la realizzazione del Centro servizi e del relativo parcheggio. I 600mila euro saranno spalmati in tre rate annuali da 200mila euro ciascuna.

La cifra richiesta al Comune è complessivamente di 1,9 milioni di euro: La Corte di Appello di Napoli lo scorso 3 luglio sentenziò che il Comune avrebbe dovuto corrispondere alle sorelle Gengaro la somma di 233.432,60 euro per indennità di occupazione legittima fino al 2000 e 1.150.000 euro per indennità di esproprio dal 2000 in poi, rivalutati degli interessi legali maturati e maturandi (altri 450mila euro circa), più le spese di giudizio (circa 70mila euro), relativi all’occupazione e al successivo esproprio dei circa 13.613 mq. di suolo. Il Comune, però, impugnò la sentenza, con istanza di sospensiva, presso la Cassazione, tesa a stabilire se il suolo aveva o meno vocazione edificatoria e, quindi, l’entità dell’indennizzo da corrispondere ai proprietari, liquidati nel 1999 con 25.704.902 milioni di lire (14.728 euro). Finora le germane Gengaro sono riuscite a dimostrare, attraverso valutazioni comparative, che il valore del suolo non era quello stabilito dal Comune nel 1999, ma di circa 1,4 milioni di euro, e cioè molto di più di quanto stabilito dalla Corte di Appello di Napoli nel 2000 quando, all’inizio del contenzioso, già condannò il Comune ad indennizzare le germane Gengaro per circa 167mila euro.



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