Due atripaldesi accusati di rubare beni pignorati: per il giudice un’assoluzione ed una condanna


La coppia fu sorpresa dai Carabinieri mentre asportava da un bar merce sequestrata

A seguito di una accurata indagine i Carabinieri avevano denunciato B.G., pluripregiudicato di anni 46, e T.C., di anni 50, entrambi residenti ad Atripalda.

I fatti risalgono all’anno 2013 quando a T.C. – proprietario di un noto bar frequentato dalla movida avellinese, sito nella Galleria Sibilia del Corso Vittorio Emanuele – veniva notificato un atto di pignoramento e contestuale sequestro dei beni presenti nell’attività commerciale, per un ammontare di oltre trentamila euro.

A seguito di un successivo sopralluogo, il creditore procedente appurava che erano stati sottratti alcuni beni pignorati e presenti nell’attività commerciale, ormai chiusa.

Il creditore, pertanto, prontamente sporgeva denuncia per furto aggravato nei confronti di ignoti.

Alcuni giorni dopo, grazie a numerosi appostamenti, i Carabinieri riuscivano a individuare e a fermare nel locale proprio T.C. e B.G. intenti ad asportare altri beni sottoposti al sequestro.

Inoltre, a seguito di una intensa attività d’indagine ed all’utilizzo di sistemi di geo-localizzazione, i Carabinieri riuscivano a rinvenire sia il furgone, utilizzato per trasportare la merce oggetto di furto, sia la merce stessa in un garage sito in un popoloso quartiere di Atripalda e di proprietà di B.G.

Stamane, dopo una lunga istruttoria dibattimentale durata circa 5 anni, il Tribunale Monocratico di Avellino – in persona del dr. Gennaro Lezzi – ha mandato assolto B.G. – difeso dall’avvocato Mauro Alvino, il quale è riuscito a dimostrare la totale estraneità ai fatti del proprio assistito – ed ha condannato T.C., difeso dall’avv. Costantino Sabatino, alla pena di mesi 5 di reclusione, previa derubricazione del reato di furto pluriaggravato nel minore reato di cui all’art. 388 c.p.



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