In Dogana c’è la festa dell’integrazione


Oggi pomeriggio e domani mattina laboratori multietnici, convegni, spettacoli e aperitivo con assaggi di cucina tipica

Ancora poche ore e prenderà il via la “Festa dei popoli” nella Dogana dei Grani. “Un’occasione importante per favorire l’integrazione”, così ha presentato l’evento il sindaco Giuseppe Spagnuolo in sede di conferenza stampa: «Abbiamo voluto fortemente realizzare questa iniziativa perché siamo convinti che l’integrazione debba essere favorita in ogni modo. La nostra città, in questo senso, deve fare la sua parte in maniera più incisiva. Sarà sicuramente un’ottima opportunità per conoscere meglio culture diverse dalle nostre, e tutto ciò non può che arricchire l’animo di ognuno di noi. Anticipo che daremo vita ad altre iniziative che andranno in questa direzione». Il Sindaco ha poi spiegato il ruolo dell’Amministrazione in queste iniziative: «Noi dobbiamo fungere da catalizzatore per questo tipo di eventi».

Soddisfatta anche l’assessore all’integrazione, Nancy Palladino: «Atripalda è il primo comune nella provincia irpina ad avere un assessorato alla integrazione, che favorirà l’accoglienza ed il processo di socializzazione di questi ospiti. La “Festa dei popoli” permetterà di far conoscere, all’intera città e non solo, la bellezza dell’integrazione e della contaminazione. E sicuramente sarà anche il pretesto giusto per effettuare una riflessione sul fenomeno migratorio e sulla conoscenza di realtà diverse».

Felice per questo week end all’insegna dello “scambio culturale” anche l’assessore alla cultura, Stefania Urciuoli: «Credo che siamo la prima città irpina ad organizzare una festa del genere. Crediamo molto in questa iniziativa, soprattutto perché rappresenta un’occasione preziosa per facilitare la conoscenza di tradizioni diverse dalla nostra. Come Amministrazione stiamo tentando di avvicinarci alle comunità straniere affinché le diversità culturali vengano vissute con un senso di felicità». L’assessore Urciuoli ha poi concluso con una citazione di Papa Francesco, che secondo lei riassumente il significato dell’iniziativa: «Dobbiamo abbattere i muri e costruire ponti».

Infine i ringraziamenti per le diverse associazioni che hanno interpretato una parte attiva nell’organizzazione della festa: Pro Loco Atripalda, Azione Cattolica Atripalda, Cambia-menti, Libera Atripalda, Agesci Atripalda, Burundiamo, ‘A Potea, Pallacanestro Atripalda, Misericordia di Atripalda, ACV Enzo Aprea, Ucraini Irpini, Arci Avellino, Arci Rifuoglio, Irpinia altruista, Comunità accogliente e Don Tonino bello onlus.

Il programma di sabato

Sabato 2 dicembre alle ore 17:30 ci sarà la visita guidata, curata dalla Pro Loco, allo “Specus Martyrum” (ritrovo davanti alla Dogana). Alle ore 18:00 toccherà al convegno “Cittadini del mondo”. Dopo i saluti del sindaco Spagnuolo e degli assessori Palladino ed Urciuoli, interverranno Gennaro Avallone (docente Unisa di “Scienze politiche, sociali e della comunicazione”) e Adele Galdo (Sprar Torrioni “Valeria Solesin”). Sarà un convegno concreto ed interessante, così come ci ha comunicato la delegata Palladino: «I nostri due ospiti ci spiegheranno il significato di “integrazione” e in quali modi si può favorire questo processo». Alle ore 19:00, invece, spazio all’aperitivo “Street food”, che sarà composto da bevande ed assaggi della cucina tipica appartenente alle tradizioni delle diverse comunità che prenderanno parte all’evento. Successivamente lo spettacolo teatrale “Tracce”, che l’Amministrazione ha definito “toccante e suggestivo”. Alla rappresentazione potranno partecipare massimo 25 persone alla volta. Un sabato diverso dai soliti, dunque, e se verranno rispettate le aspettative, ogni partecipante tornerà a casa con un’anima sicuramente più “variegata”, e soprattutto con un cuore che potrà comprendere meglio il concetto di “integrazione”.

Il programma di domenica

Dalle ore 9.30 tutti in Dogana dei Grani per toccare con mano i diversi usi e costumi. Infatti l’Amministrazione (in collaborazione con le associazioni) ha pensato di concludere la manifestazione con maggiore contatto e riflessione verso il prossimo. Si percorreranno le culture lontane attraverso “laboratori interattivi di contaminazioni culturali di arte, musica e sapori dal mondo”. Ci saranno stand con prodotti tipici, per cui ci si potrà avvicinare ai modi lontani di fare di altri Paesi, che, insieme alla nostra Italia, hanno gettato le basi della tradizione mondiale. Il fine è uno e molteplice al contempo: uscire dalla staticità e intraprendere la via della dinamicità, dell’energica convivenza, dell’apertura mentale che contribuisce alla visione reale del mondo, alla civilizzazione che porta al rispetto delle regole, alla convivenza. Perché recita bene l’antico proverbio: «Tutto il mondo è paese».



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