Cinque serate per festeggiare San Sabino
Il Comitato, guidato da
Antonio Capaldo, si è già messo a lavoro per organizzare una festa diversa
dagli altri anni
«Rispetto agli anni precedenti, la formula
della festa cambierà» aveva annunciato la scorsa settimana il nuovo
coordinatore del Comitato San Sabino, Antonio Capaldo. Visto che i tempi stringono, gli organizzatori si stanno
dando da fare ed hanno definito i primi dettagli di una festa lunga e ricca di
novità. «C’è – dice il novo coordinatore – tanta gente che sta lavorando per far si che tutto vada per il meglio.
. Sappiamo d’esporci a delle critiche, ma speriamo di riuscire nel nostro
intento – conclude – quello di fare
una festa nuova per portare ad
Atripalda quanta più gente possibile». I festeggiamenti in onore del Santo
Patrono, dureranno cinque giorni, da sabato 13 settembre a mercoledì 17
settembre. Si comincerà con una “Mezzanotte bianca”, organizzata in
collaborazione con Associa. Domenica sarà la volta del cantante ed il nome sul
quale si è puntato è quello di Sal Da
Vinci. Pare che ci sia stato disaccordo tra i membri del Comitato perché
qualcuno avrebbe voluto portarlo l’ultima serata. Per il lunedì, gli
organizzatori starebbero pensando ad una serata teatrale, mettendo in scena
atti di De Filippo. Martedì 16,
giorno in cui cade la ricorrenza di San Sabino, dopo la Processione ci sarà il
classico concerto della banda musicale. « Per
differenziare un po’ e per non ripeterci con un altro cantante – dice
Antonio Capaldo – abbiamo pensato di fare del mercoledì una
serata di cabaret. Rispettando quest’idea – chiarisce il coordinatore – si punterebbe su nomi come Biagio Izzo o Alessandro Siani». Novità, che, però,
sono in via di definizione, riguarderebbero le luminarie, le bancarelle
e la processione. Per quanto riguarda l’illuminazione, il Comitato vorrebbe
coprire una zona ampia e non solo il centro città. « Stiamo in attesa del preventivo – spiega Capaldo. Trattandosi di più
giorni, i costi potrebbero essere elevati e poi dobbiamo valutare bene dove
poter mettere l’illuminazione. In alcune zone – dice il coordinatore – potremmo andare incontro a problemi
logistici». Per quel che concerne le bancarelle, si vociferava di volerle
spostare da Via Gramsci e farle
confluire su Via Fiume ed il primo tratto di Via Roma, ma l’ipotesi non è
confermata, come sottolinea Antonio Capaldo:
« Sarebbe una buona idea, in modo da
accorpare tutto nel centro della città, ma non spetta a noi decidere. Questa è
una cosa che, per motivi di sicurezza,
va valutata in collaborazione con il Comando dei Vigili Urbani. Un’altra idea che stiamo prendendo in considerazione è quella di tenere lo Specus
Martyrum aperto durante le cinque serate di festa ed organizzare delle visite
guidate per farlo conoscere anche ai non atripaldesi». L’ultima potrebbe
riguardare la processione. Sarebbe quella di portare la Statua di San Sabino a
spalle, anziché con il carro. «Sarebbe un
ritorno al passato – spiega Capaldo–
ed un modo per rendere i cittadini più
partecipi. E’ una decisione che spetta al Parroco, ma se venisse chiesto il mio
parere, io sarei favorevole, a patto che ci siano persone pronte a farlo».