Addio caro Borrelli, maestro di vita

Toccante lettera di Enzo Angiuoni in memoria dell’ex insegnante di scuola scomparso agli inizi di luglio


Caro Direttore,  ho letto ,  su “Il Sabato” del 5 Luglio, l’articolo “Addio, Maestro”,  a firma di Raffaele La Sala. Il Maestro Antonio Borrelli e' stato mio insegnante dalla II alla V elementare. Per me e per tutti i miei compagni di scuola non e' stato solo un docente, ma e' stato IL TUTORE, L'AMICO, IL MAESTRO DI VITA.  Mi ha insegnato ad essere rispettoso delle regole e delle Istituzioni, mi ha insegnato ad aiutare ed amare il prossimo , mi ha insegnato ad alzarmi quando entrano gli anziani e le signore per cedere loro il posto.  E' stato per me un esempio, una persona importantissima, forse  molto piu' dei miei genitori.  Voglio raccontare un episodio accadutomi nel 1955. Ero stato scelto dalla mia scuola di Avviamento Commerciale di Avellino a partecipare ai Campionati Provinciali di Atletica Leggera sui 1500 metri.  Per essere ammessi alla finale bisognava passare le selezioni. Venivano presi i primi 3 di ogni batteria. Avevo vinto la mia e nella mia batteria c'era anche Gianni Rotondi, mio amico d' infanzia, compagno di giochi, abitava a 10 metri dai negozi dei miei genitori. Sfortuna volle che lui arrivò quarto e quindi non si qualificò per la finale. Preso da un impeto di gelosia informò la sua scuola che io non avevo l'età  per partecipare alla gara. L’istituto intentò subito ricorso ed io correvo il rischio di essere squalificato.  Il Maestro Antonio Borrelli all'epoca era Assessore al Comune di Atripalda. Andai a trovarlo mentre teneva lezione a scuola e lo pregai di farmi rilasciare una lettera dal Comune, con la quale s’attestava che avevo superato i  15 anni. Insomma, gli chiesi un falso d'ufficio.  Con molta tranquillità, mi prese per un orecchio e mi disse: «Ma allora non hai proprio capito niente dei miei insegnamenti? Tu hai vinto e questo ti fa onore. Sei più piccolo degli altri e questo dovrebbe renderti ancora più felice. Se c’è un valido motivo per cui non puoi partecipare, devi rispettare le regole».  Il mio sogno della finale svanì, ma la sua integrità morale ed il  rispetto delle regole mi hanno accompagnato per tutta la vita.  Dimenticavo di dire che mia mamma Sabina (abbaccaiola) che sembrava non interessarsi mai dei figli perchè, a causa del troppo lavoro, non ne aveva tempo, in quei giorni incontro' sul  filobus Gianni Rotondi. Gli disse che era stato una canaglia per avermi denunciato e gli fece un bel "paccarullo".  Mi consola la scomparsa del Maestro Borrelli . Circa 3 anni fa, insieme a mio cognato Franco Giordano, andai a trovarlo a casa sua, dopo tantissimo tempo che non ci vedevamo e  lui mi  disse: «So tutto di te. Sono felice che sei riuscito nella vita come pochi altri, ma soprattutto sei rimasto "o’  guaglione" di sempre». Ciao Maestro mio, ciao mio caro maestro. Sei stato una persona unica ed eccezionale.

 

Enzo Angiuoni