Se è vero che Napoli è stata ripulita, allora perché Atripalda continua a puzzare?

 

Le immagini “selezionate” mandate in onda dai telegiornali e dai programmi di approfondimento descrivono la città di Napoli come finalmente “purificata” dalle tonnellate di immondizia che per mesi hanno messo a dura prova la quotidianità dei partenopei.

Quelle immagini, come è prassi di questo governo di plastica, sono fuorvianti, tendenti alla spettacolarizzazione ed omissive dal momento che trascurano un dato ancor più importante: il resto della Campania, partendo dalle periferie di Napoli, sono ancora sommerse dalla spazzatura mentre restano irrisolte molte vertenze territoriali legate alla costruzione delle nuove discariche.

La cura Berlusconi/Bertolaso sa di illusorio, di non detto e non perché le strade del centro e del litorale di Napoli non siano davvero pulite, ma perché è impensabile che un’emergenza che dura da decine di anni possa risolversi in poco meno di 2 mesi, ad opera di un Sottosegretario (Bertolaso) che già aveva mostrato la sua incapacità durante il suo primo commissariato.

L’emergenza rifiuti è molto complessa e risulta difficile credere che improvvisamente la camorra abbia allentato la presa su una delle sue maggiori fonti di ricchezza.

Allora dov’è la verità? Per scoprirla basta guardare la realtà che ci circonda, la condizione delle nostre strade.

Molto dipende dal pessimo servizio reso dall’ASA: ci sono arrivate diverse segnalazioni che ci raccontavano delle strane procedure adottate per la raccolta, abbiamo assistito a spettacoli indecenti, camion che perdevano percolato e liquidi nauseabondi lungo le strade senza che gli addetti ai lavori se ne curassero. In una di queste circostanze abbiamo allertato i Vigili Urbani che hanno bloccato un camion ricevendo come risposta l’arrivo della macchina spazzatrice che, francamente, è la novità più inutile introdotta dal nuovo servizio offerto dall’ASA.

Sembra più un passatempo per chi la guida, utile forse a ripulire dalle cartacce del mercato settimanale, ma che non serve a rendere le nostre strade veramente pulite.

Ci sono zone del centro città dove, in prossimità dei cassonetti, si avverte una puzza incredibile, insopportabile. È una condizione indegna a cui l’amministrazione comunale non tenta nemmeno di porre rimedio, magari affiancando una macchina dei Vigili Urbani al servizio di raccolta come forma di controllo e come deterrente alla superficialità degli operatori, allertando l’ASL (che sorge a via Manfredi, ad Atripalda, non a Milano 3).

Di sicuro sappiamo che c’è stato un aumento della TARSU ma il servizio è certamente più scarso rispetto al passato e non crediamo che tutto dipenda dall’emergenza. 

Le condizioni del fiume Sabato, dei cassonetti, di Piazza Umberto I sono emblematiche e tracciano un quadro preoccupante per il futuro alla luce del fatto che ancora non si sa niente della raccolta differenziata, sempre annunciata , promessa, ma ancora in alto mare. Di solito, come si fa da altre parti, le procedure della raccolta differenziata andrebbero precedute da una attenta e dettagliata campagna di informazione.

Ci sono strade di Atripalda che non vengono proprio “toccate” ed è sempre più raro incontrare qualche dipendente ASA a piedi col suo carretto, sempre che non si muova di notte (la notte!!).

È ormai evidente che l’Amministrazione è incapace di far fronte adeguatamente alla situazione e ciò è spiegato dalle soluzioni adottate prima e durante l’emergenza. Nel frattempo non è stata data risposta né c’è stata alcuna assunzione di responsabilità per i fatti della discarica di via Tufarole.

Evidentemente i nostri Amministratori, e tutto il Consiglio Comunale, hanno perso l’uso dell’olfatto o quando passeggiano per Atripalda fluttuano ad “altezza di sicurezza” altrimenti non si spiegherebbe una tale indifferente insensibilità al problema.

Non è decoroso per gli atripaldesi, non è decoroso per chi la governa. Oppure dovremmo pensare che l’attuale situazione sia gradita a qualcuno? Perché se così fosse vorrebbe dire che siamo veramente governati da istituzioni (a tutti i livelli) indegne, corrotte, incapaci, incivili che a chiacchiere affermano di amare la loro terra e la loro gente, ma che nella realtà sono poco o per niente interessati al bene comune, alla qualità della vita e dei servizi offerti ai propri concittadini.

Vogliamo credere (o ci illudiamo) ad una reazione dell’AC, speriamo in una presa di coscienza da parte degli addetti ai lavori (all’assunzione di responsabilità abbiamo, ormai, quasi rinunciato…) ed invitiamo il nostro Sindaco, e gli altri amministratori, a fare una passeggiata/sopralluogo insieme a noi così da rendersi conto che ad Atripalda l’emergenza è più acuta che mai.

 

Luca Criscuoli

(Segretario circ. PRC/SE “L. Libertini”)