Ad Atripalda è sfiorita la Margherita

 

Una polemica di mezza estate alla quale, per una questione di galateo politico, non intendo replicare, consente qualche utile riflessione su quanto si muove, ad Atripalda, alla sinistra dello schieramento politico.

Il Pidì, innanzitutto, nonostante l’imbarazzo di molti dirigenti e la chiara presa di distanza di altri (per esempio l’avv. Flavio Pascarosa) vive da mesi un acuto tormento politico, del quale si cerca ad ogni costo di occultare ratio e contenuti. L’elezione di Luana Evangelista, peraltro, per le singolari modalità in cui è maturata, non pare rappresentare elemento di sintesi e di coagulo, quanto piuttosto segnare una netta disarticolazione.

A Luana, che ho avuto il piacere di conoscere recentemente, gli auguri niente affatto formali di buon lavoro. Non le sarà sfuggito, tuttavia, che la sua elezione, venuta al culmine di una lunga e lacerante tensione interna, ufficializza la latente spaccatura tra ex diesse ed ex fiorellini, con qualche posizione ambigua (o di confine) che rende ancora più torbido lo scenario. Non sarà facile tenere insieme, perciò, nonostante le qualità che molti le riconoscono, storie personali e culture politiche troppo frettolosamente e confusamente (è opinione non solo mia) aggregate.

Certo è singolare (e proprio stupefacente) che le donne del Circolo Libertini assumano una iniziativa pubblica per farsi partitodemocraticamente... più realiste del re.

E magari possono polemizzare col Pidì (per esempio contro il rastrellamento di tessere che lambisce militanti del partito) ma solo... a sinistra. Evidentemente qualcosa si muove e gli ultimi interventi pubblicati dalla stampa segnano indubitabilmente un punto di svolta nei rapporti tra Rifondazione e Pidì. Beninteso legittimo, e meglio se realizzato alla luce del sole. Ed anche ad Atripalda tutto si ricompatta all’ombra di un nuovo rinascente Ulivo. Peccato che nel frattempo (ogni giorno si leggono prese di posizione e prudenti distinguo) nel Pidì si faccia sempre più fatica (nonostante le proporzioni deformate d’Irpinia) a trovare traccia della storia politica popolare di ‘centro’ (eccezion fatta, ovviamente, per il senatore De Luca). Ad Atripalda la situazione è ancora peggiore, con una Margherita sminuzzata e praticamente inesistente, almeno nelle sue espressioni più rappresentative e ‘riconoscibili’.

Che la situazione possa deflagrare è ormai molto più che una ragionevole previsione.

 

 

Raffaele La Sala

consigliere comunale di Atripalda per il ‘Popolo della Libertà’

www.raffaelelasala.it