Andrea Montuori espone a Napoli il presepe della “Passione di Cristo” ispirato al Caravaggio


Il 38enne artista atripaldese, selezionato per il progetto “Passi”, ha riproposto in chiave plastica “La cena in Emmaus”

Andrea Daniele Montuori

“Il momento magico del presepe era “l’apertura dello scatolone”. Il 25 novembre zio Alfonso prendeva da sopra un armadio della sua camera da letto un enorme scatolone di cartone contenente tutti i pastori. Dopodiché poggiava il prezioso carico sul tavolo da pranzo e dava inizio alla “presentazione” davanti a tutta la famiglia”, con queste semplici parole lo scrittore napoletano Luciano De Crescenzo ci trasmette l’emozione che ogni volta proviamo quando è il momento di “fare il presepe”.

E ad Atripalda siamo ancora più fortunati, visto che abbiamo il nostro “zio Alfonso”, Andrea Daniele Montuori, presepista apprezzato in tutta Italia, protagonista di tante mostre, tra cui una addirittura nel 2018 presso il Palazzo del Quirinale. Membro dell’associazione presepistica napoletana, Montuori il prossimo 17 aprile sarà tra i 10 artisti che daranno vita al progetto “Passi”, una rivisitazione in chiave presepiale degli ultimi giorni di Cristo.

La cena in Emmaus

Delle 10 installazioni – in mostra nella chiesa di Santa Marta, di fronte al monastero di Santa Chiara – 5 saranno la trasposizione plastica di quadri di Caravaggio (l’iniziativa si intreccia con la mostra sul celebre pittore inaugurata ieri al Museo di Capodimonte). Montuori riprodurrà attraverso le sue intense statuette il celebre dipinto “La cena in Emmaus”: «Ho scelto questa opera di Caravaggio perché per la prima volta viene raffigurato un Cristo senza barba – ci spiega Montuori – una scelta innovativa che mi ha colpito fin da subito».

Un confronto tra il Cristo nel dipinto di Caravaggio e la trasposizione plastica di Montuori

E’ un rapporto stretto quello che lega il celebre pittore milanese e Montuori: «Spesso i protagonisti dei suoi dipinti sono personaggi di strada con un’espressione intensa, a tratti quasi “indiavolata”. Si tratta di un aspetto che ci accumuna».

La mostra “Passi”, visitabile fino a maggio visto che verrà inclusa nell’iniziativa “Maggio dei monumenti”, rappresenta un nuovo traguardo per il 38enne atripaldese che attraverso le sue mani, dopo un attento studio e una scrupolosa scelta dei materiali, dà vita ad alcune “statuette” animate da una straordinaria umanità.



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