Ambiente, il tempo sta per scadere


Luca Criscuoli rilancia: nessuna iniziativa concreta nonostante il notevole inquinamento

Luca Criscuoli

Pare che il periodo di siccità, credo senza precedenti, stia per terminare. Siamo sulla coda di un’estate che ha lasciato poco spazio ai pensieri lunghi, alle riflessioni; tale è stata la battaglia combattuta dai cittadini contro l’afa che uccideva sul nascere ogni tentativo di concentrazione.

Deve essere stata questa la motivazione che ha spinto molti addetti ai lavori a sospendere, dopo qualche scintilla iniziale, ogni iniziativa atta al miglioramento delle condizioni generali del paese.

Quindi tutto sospeso, ma non per tutti, non per i malati, le vittime dell’inquinamento, non le loro famiglie, chiuse nel dolore e nella sofferenza, non per chi sta lottando per la propria vita (e sono tanti ad Atripalda).

È passato quasi un anno dalla manifestazione ambientalista “Mo’ basta”, il corteo di protesta che attraversò le strade di Arcella per richiamare l’attenzione delle istituzioni locali sulla drammatica condizione dell’ecosistema della Valle del Sabato. Nel frattempo cosa è accaduto? Potremmo rispondere che oltre al sacrificio e all’abnegazione dei componenti del Comitato, alle ricerche scientifiche, ai risultati tecnici, i ricorsi, l’opera di sensibilizzazione, non si è innescato quel circolo virtuoso di cui il nostro territorio avrebbe urgentemente bisogno.

Rimane intatto il criminale silenzio delle ASL locali che ancora, per puri calcoli politici e d’interesse, tace, omette, si riserva di esprimere in modo chiaro su quanto sta accadendo, sulle sempre più numerose morti per cancro e leucemie. Rimane intatto il silenzio imposto ai medici di base che senza indicazioni precise non possono stilare quel Registro dei Tumori che contribuirebbe in modo chiaro e sostanziale a fare luce su una situazione che appare sempre più fuori controllo. Eppure i medici sono la fonte più attendibile: basterebbe conoscere solo i dati delle prescrizioni riguardanti le Terapie del dolore.

Sull’Arpac oramai ci siamo rassegnati: un Ente vergognosamente assente, inefficace, e, a quanto pare, senza le dovute competenze considerando l’importanza della propria attività.

Poi c’è il tassello che riguarda le responsabilità delle Amministrazioni Comunali, quella in carica e tutte quelle che l’hanno preceduta. L’argomento è delicato, politicamente poco conveniente, elettoralmente nefasto. Meglio evitare persino il minimo accenno, come avvenuto nella recente campagna elettorale atripaldese. Non una parola da parte dei neo amministratori, è un tabù. Eppure il sottoscritto ha più volte sollecitato, anche aspramente, i candidati e i partiti a loro sostegno, ad esprimersi, a dire qualcosa di congruo, a dare indicazioni ai cittadini sulla problematica più dirompente che incombe sulla loro vita. Certo non ci aspettavamo i miracoli, ma almeno che si mostrasse serio interesse, preoccupazione, lungimiranza, sensibilità.

Il nulla. Lo stesso nulla in cui sono caduti gli appelli dei comitati ambientalisti, delle associazioni delle famiglie dei malati di cancro. Un nulla che sconvolge ma che ci convince che non è questa la classe politica che ci tirerà fuori da questo pantano.

Pare che non basti più constatare che oggi abitiamo uno dei territori più inquinati d’Europa (altro che Verde Irpinia!) secondo attendibili studi condotti da autorevoli Enti e da prestigiose riviste giornalistiche. Al potere non conviene. Al potere interessa giocare le sue partite sulla pelle dei cittadini, il potere che finge e si nasconde dietro la mancanza di dati certi. È questa la risposta più frequente che si sente dire da loro: ciò che non è dimostrabile sulla carta non esiste.

Insomma, praticamente, SE NE INFISCHIANO! Francamente ci interessa poco il taglio dell’erba se la città rimane sporca, ci interessa poco che nel fiume ci sia poca acqua se poi non si rimedia allo scarico diretto delle fogne dei palazzi che sorgono nell’alveo del Sabato, ci interessa poco se si sostituiscono con piantine (e purtroppo molte sono già seccate) tutti gli alberi abbattuti (solo perchè evidentemente a qualcuno danno fastidio le foglie che cadono!), senza considerare l’impatto positivo che ha il verde urbano contro lo smog atmosferico, per non parlare della mancanza assoluta di giornate di chiusura al traffico, sempre esagerato e poco proporzionato al numero di abitanti; altro che primo quarto d’ora gratuito dei parcheggi! Bisognerebbe innalzare il prezzo, tanto da scoraggiare l’uso delle automobili per i residenti. I cittadini al massimo devono coprire due chilometri a piedi per circolare liberamente.

L’appello a questo punto è rivolto innanzitutto e soltanto ai cittadini, ad ogni singolo abitante di questa terra martoriata dall’inquinamento e dall’assenza di politiche di salvaguardia: se vengo a bussarti per scendere in strada a protestare e combattere per la tua, la nostra vita, TU CHE FAI? Se il tuo vicino è malato, TU CHE FAI? Se nella tua strada ci sono 10 casi di neoplasie gravi TU CHE FAI ? Se il bambino del tuo migliore amico ha la leucemia,TU CHE FAI? Se ti dico che non più il tempo di stare in disparte, aspettando che sia la politica a risolvere il disastro che essa stessa ha creato, TU CHE FAI?

Scenderai in strada o ti confinerai nel tuo disinteresse, nella speranza che non succeda mai a te?

Non abbiamo più tempo, c’è il futuro di tutti in gioco.

Luca Criscuoli – cittadino atripaldese



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