Accusato di calunnia e truffa continuata, prosciolto per estinzione dei reati


Dopo un dibattimento durato circa tre anni, un trentenne di Montoro, difeso dallo studio De Vinco, scagionato per intervenuta prescrizione

Un trentenne residente a Montoro è stato prosciolto dall’accusa di calunnia e truffa continuata dal Giudice del Tribunale Monocratico di Avellino dott.ssa Sonia Matarazzo.

Il giovane, difeso dagli avvocati dello studio legale De Vinco di Atripalda, era accusato di aver acquistato dei telefonini presso il negozio Ipercoop di Avellino nel dicembre del 2010 e di aver stipulato due contratti relativi all’attivazione di due schede telefoniche, fornendo al rivenditore dei telefonini dati anagrafici in parte diversi da quelli riportati sulla sua carta di identità. Il trentenne in quella circostanza si era fatto accompagnare da una sua conoscente, anche ella imputata del reato di truffa in concorso, presentandola al rivenditore come sua madre, al fine di dare maggiori rassicurazioni sulla sua affidabilità e sulla sottoscrizione del contratto di finanziamento per un importo di € 1.050.

Con lo stesso modus operandi, nel marzo del 2011, il giovane si era recato presso altri punti vendita di telefoni siti in Atripalda, Mercato San Severino, Capaccio e Marcianise per acquistare altri cinque telefoni cellulari e stipulare altrettanti contratti per l’attivazione di utenze telefoniche a suo nome.

Dopo queste operazioni il giovane aveva sporto anche denuncia in cui disconosceva l’attivazione a suo nome delle predette utenze telefoniche, cosi incolpando falsamente ignoti del reato di truffa, falso e sostituzione di persona. Per tale motivo la Procura della Repubblica di Avellino, in persona della dott.ssa Teresa Venezia formulò a carico del giovane l’accusa di calunnia.

Dopo un lungo dibattimento durato per circa tre anni, in cui sono stati sentiti numerosi testimoni tra cui i titolari delle rivendite dei telefoni e gli agenti di polizia giudiziaria che indagarono sul caso, il trentenne è stato prosciolto da ogni accusa perché i suoi legali hanno sollevato al Giudice Matarazzo la eccezione della estinzione dei reati ad egli ascritti per intervenuta prescrizione.



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